I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

TEMPO DELLO SPIRITO

F.B.

Otto passi per raggiungere la tranquillità dell'anima

Viviamo nel «regno del rumore».
Oggi, parole come concentrazione o raccoglimento sembrano senza senso. Come si può raggiungere una vera tranquillità dell'anima che ci permetta di crescere spiritualmente, senza dover fuggire su una montagna solitaria? Ecco otto semplici passi.

I rumori ci assediano. Rumori fuori: dalla sveglia del mattino, al frullatore della colazione, al telefono, ascoltiamo musica in auto o sui mezzi pubblici. In città risuonano le accelerate dei motori, le sirene delle ambulanze, i clacson, i lavori in corso feriscono le nostre orecchie. Gli occhi sono assediati da informazioni di ogni sorta: vetrine, manifesti pubblicitari, luci, oggetti in movimento continuo, display e schermi televisivi. Siamo mitragliati da informazioni continue.
Rumori dentro: preoccupazioni, nervosismi, ansie, sofferenze, scontri, piccole e grandi malattie.
Che cosa possiamo fare per conquistare la tranquillità?

1. Eliminare i pensieri negativi.
La vita è fatta di sofferenze e nella maggior parte dei casi tali sofferenze sono provocate da ciò che non è andato secondo le nostre aspettative. Ci sono quattro sofferenze “inevitabili”: nascere, invecchiare, ammalarsi e morire. Aspetti della vita che effettivamente non vanno quasi mai come speriamo. La vita non ci viene incontro. Anche nella Bibbia, dice Qoelet: «Tutto è vanità, come inseguire il vento. In questa vita sembra tutto inutile».
Eppure in ogni giornata ci sono tanti eventi, piccoli e grandi, che dipendono da noi. Facciamo ogni giorno la lista e affrontiamoli con decisione. Ricordando la classica preghiera: «Signore, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare le cose che posso, e la sapienza per comprendere la differenza delle une dalle altre».

2. Le relazioni personali non devono essere opprimenti.
Non possiamo vivere senza legami. Dovrebbero essere la principale fonte di serenità, invece sono spesso la causa di tante amarezze.
La prima cosa da fare quando cadiamo preda dell'irritazione causata da altri è respirare profondamente, calmarci e concentrarci per tornare ragionevoli. E osservare noi stessi in modo distaccato, come se fossimo un'altra persona. Qualsiasi cosa vi irriti rimandate le lamentele a un secondo momento: prima di tutto calmatevi, poi cercate la soluzione al problema.

3. Recarsi in luoghi che trasmettono tranquillità, come una chiesa, e ritagliare alcuni minuti per stare in silenzio.
Pochi minuti di silenzio possono consentire di ritrovare se stessi, riordinare i pensieri, assaporare un attimo di serenità. Si possono conquistare con poco: una visita in chiesa, una camminata per raggiungere il posto di lavoro, una pausa paziente in una sala d'aspetto.

4. Concentrarsi su qualcosa e portare a termine ciò che si è incominciato.
In ogni momento della nostra vita abbiamo cose da fare e spesso non riusciamo a organizzarci per dare la precedenza a quelle importanti. Portare a compimento ciò che abbiamo iniziato è sempre una soddisfazione che si dilata sulla giornata.

5. Lasciar perdere le cose che non servono veramente.
La ricchezza di una persona si misura da quello di cui non ha bisogno. Quando state per acquistare qualcosa chiedetevi sempre se si possa evitare o rimandare e se vi sarebbe veramente utile. Nella nostra giornata sprechiamo e consumiamo in modo insensato. Illusi dalla pubblicità, compriamo prodotti che finiscono nella pattumiera. E anche questo causa stress.

6. Non paragonarsi agli altri e vedere le cose senza pregiudizi.
L'impulso al paragone è insito nel nostro sistema di pensiero. «È più giovane di me e fa carriera più in fretta», «Quello si è già sposato, io non ci sono ancora riuscito» e così via. Davvero la felicità di una persona si può paragonare a quella di un'altra? Di solito pensiamo di essere superiori a qualcuno per certi aspetti e inferiori per altri, provando di conseguenza superbia o invidia. E non c'è niente di buono in questi sentimenti. Possiamo paragonarci agli altri solo per migliorare noi stessi.

7. Vivere con gentilezza.
La più grande delle virtù è la “buona educazione”. Significa circondarsi di un alone di pace. È importante salutare cortesemente. Sia che si tratti di una persona che non vedete da tempo oppure che incontrate tutti i giorni, infondete nel vostro saluto tutta la felicità di incontrarla. Siate bravi ascoltatori e conversate rispettando l'interlocutore. Cercate di essere positivi e generosi: è gratificante per voi che le persone amino la vostra compagnia.

8. Pregare.
La tranquillità che nasce dalla contemplazione e dalla preghiera è la vetta più alta della nostra vita psichica. È bussare alla porta dell'Assoluto. È sapere di vivere con una presenza luminosa e fedele, buona e compassionevole. La preghiera che chiude ogni giornata è la radice della serenità assoluta: «Signore, alle tue mani affido il mio spirito».