I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

VOLONTARI

O. PORI MECOI

Siamo famiglia... in missione

Vogliono testimoniare con il dono del tempo, delle vacanze, di una fetta di vita, che l'amore che li unisce si può irradiare sui giovani e sui poveri.
Nel nome di don Bosco.

Mary e Agostino:
«Tutte le volte che siamo partiti per delle esperienze di missione, Dio ci ha sempre detto qualcosa di importante».

Siamo Mary e Agostino, di 36 e 31 anni. Ci siamo sposati quasi 3 anni fa, nel maggio del 2014. Io, Mary, sono cresciuta come giovane animatrice nell'Oratorio Salesiano di Casale Monferrato, dal 2010 sono salesiana cooperatrice e sono un avvocato. Io, Agostino, lavoro come educatore nel Centro di Formazione Professionale di San Benigno Canavese. Ci siamo conosciuti e fidanzati proprio grazie alle esperienze estive di missione: nel 2007 siamo finiti per “Dio-incidenza” nello stesso gruppo destinato in Nigeria.
La prossima estate accompagneremo un gruppo di giovani in Romania, nella piccola cittadina di Horgesti.
I salesiani di Bacau stanno avviando lì una nuova esperienza e ci hanno chiesto una mano. Si tratterà di organizzare due settimane di giochi e attività per i bambini del paese.
La proposta è arrivata nel momento più inaspettato: avevamo appena ricevuto un preventivo per le vacanze estive e poi... “Volete accompagnare un gruppo in Romania?”. Tutte le volte che siamo partiti per delle esperienze di missione, Dio ci ha sempre detto qualcosa di importante, che ci ha segnati. Questa proposta è sicuramente un modo per parlarci, per dirci qualcosa di nuovo: ecco perché abbiamo accettato!
I nostri parenti oramai sono abituati: Moldova, Nigeria, RD Congo, Ruanda e Madagascar. Ci conoscono, sanno che cosa facciamo e ci sostengono.
È la prima volta che siamo dall'altra parte: accompagnare noi dei giovani. Sentiamo forte questa responsabilità.
La difficoltà più grande sarà permettere ai ragazzi che ci vengono affidati di avere un autentico incontro con il Signore. Abbiamo la fortuna di avere degli ottimi esempi di guide: sicuramente prenderemo spunto da loro!
Le cose più importanti da fare sono due. Innanzitutto trovarsi come gruppo per crescere nella fraternità e organizzarsi anche nella raccolta fondi. In secondo luogo affidandoci al Signore nella preghiera. Le ragazze che accompagniamo stanno anche frequentando il “corso partenti”: un corso di mondialità e missionarietà organizzato e gestito dall'équipe di animazione missionaria dell'ispettoria. Don Bosco e il carisma salesiano sono il nostro modo di essere cristiani nel mondo: questa esperienza non potremmo farla se non con lui! Non partiamo per costruire ospedali o dighe, partiamo per fare delle “estate ragazzi”: per stare vicino ai giovani, soprattutto i più poveri ed essere noi per loro e loro per noi un riflesso del volto di Dio.

Peppe e Federica:
«Nella nostra famiglia, crediamo molto alla frase del vangelo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”».

Giuseppe, 35 anni, di Venaria, Federica, 32 anni, di Cuneo e Benedetta, 1 anno. Siamo animatori dell'ispettoria e sposati da 5 anni. Da uno, la nostra famiglia si è arricchita di Benedetta.
Accompagneremo un gruppo a vivere l'esperienza di servizio a Catania, in un centro di prima accoglienza dal 1 al 15 agosto. In precedenza io sono stato 3 volte nell'est Europa, 3 volte in Africa ed 1 volta in Sicilia. Federica anche ha vissuto esperienze di servizio sia in Moldavia sia in Burundi.
Il nostro compito sarà quello di accompagnare, di essere una presenza che permetta a noi e a loro di vivere un'esperienza significativa e intensa, che possa essere catalogata nella vita di ciascuno non solamente come un'estate intelligente ma come un'esperienza umana e spirituale molto forte. Il nostro compito sarà quello di trasmettere lo spirito missionario di don Bosco, di responsabilizzare e di essere a disposizione come presenze con le quali confrontarsi e condividere le esperienze intense che vivremo.
Nella nostra famiglia, crediamo molto alla frase del vangelo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Abbiamo ricevuto, anche se in realtà diverse e con modalità differenti, moltissimo dalle persone che ci hanno accompagnato, e continuiamo a ricevere moltissimo ancora oggi. Abbiamo preso questa decisione per poter essere al servizio dei più giovani che vogliono vivere un'esperienza, insieme ad un'altra famiglia di animatori con un bimbo piccolo e per poter dare una mano, da più adulti, all'ispettoria alla quale apparteniamo. Crediamo e speriamo di poter insegnare, fin da adesso, a nostra figlia, la sobrietà, la disponibilità e l'accoglienza come chiavi di lettura delle esperienze che vivrà nella sua vita.
A dire la verità, i nonni sono un po' preoccupati. Come genitori, direi che ci hanno un po' fatto l'abitudine, avendoci visto partire diverse volte e tornare sempre felici e più motivati. Con la bimba, aumentano un po' le loro apprensioni, ma è comprensibile. Noi siamo tranquilli, e al ritorno lo saranno anche loro.
I ragazzi hanno seguito un anno di cammino di formazione, iniziando il percorso senza sapere la destinazione dell'esperienza estiva. Da qualche settimana invece ci stiamo incontrando con loro. Abbiamo deciso di fare le riunioni e gli incontri a casa, per respirare aria di famiglia, creare dinamiche belle tra di noi, far respirare ai bambini la loro presenza e a loro la presenza dei bambini. Funziona bene, direi. Come famiglia, invece, ci stiamo pregando su parecchio. Non siamo agitati per la partenza, stiamo solo preparando il cuore e la mente all'esperienza per poterla vivere fino in fondo e renderla preziosa. Pur essendo partiti diverse volte, ogni esperienza però ha sempre un significato profondo e non sa mai, alla fine, di deja vu.
Dio e don Bosco sono il “contenitore” della nostra vita di singoli, di coppia e di famiglia. Sono quasi vent'anni, più di metà vita, che camminiamo nei cortili di don Bosco, prima facendo formazione per noi, poi formando qualcun altro, oggi dando un po' di tempo a disposizione e cercando di essere una piccola testimonianza per gli altri. A don Bosco dobbiamo, per motivi diversi, l'averci cambiato la vita e reso le persone che siamo oggi, con una fede in cammino ma consapevole, e l'averci fatto incontrare. Io e Federica ci siamo conosciuti ad un campo estivo nel quale eravamo nella stessa équipe di formazione. A Dio dobbiamo il dono della nostra vita, le presenze che ci hanno aiutato a crescere, cominciando dai nostri genitori, e le tante relazioni che arricchiscono la nostra vita. Gli dobbiamo in particolare la vita di Benedetta, nata in modo avventuroso e “fortunato”, che ci ha resi mamma e papà. In casa nostra la croce sopra la porta d'ingresso è fatta con il legno dei barconi arrivati a Lampedusa: un regalo dei nostri amici. Ogni volta che la guardiamo, oltre a ricordarci che non siamo soli, ci dice che ci sono gli altri, i poveri e gli emarginati, che non dobbiamo mai dimenticare.

Veronica e Tony:
«Riconosciamo la necessità di metterci insieme al servizio degli altri e siamo affascinati dalle tante testimonianze di vita delle famiglie cristiane».

Siamo Veronica e Tony, ci siamo sposati a settembre del 2014 e abbiamo un bimbo di 18 mesi che si chiama Michele.
Veronica ha 29 anni, è medico e lavora presso l'ospedale Amedeo di Savoia dove frequenta la scuola di specialità in malattie infettive, Tony ha 33 anni, è ingegnere informatico e Ph.D. in computer science, lavora presso l'Ispettoria dei Salesiani del Piemonte come progettista, presso la scuola paritaria salesiana Valsalice come amministratore di rete e ha un'impresa individuale di consulenza informatica.
Ci siamo conosciuti in Terra Santa nel 2010 durante un pellegrinaggio organizzato dalla famiglia salesiana e abbiamo deciso di farci aiutare da una guida nel discernimento vocazionale, nonostante per motivi di studio vivessimo in Spagna e in Francia. Accompagnati da don Michele ci siamo fidanzati l'anno dopo con il rito della benedizione dei fidanzati e siamo partiti per un mese in terra di missione in Cameroun con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Questa esperienza è stata fondamentale per la nostra crescita spirituale e ci ha spronato a continuare il nostro cammino. Tre anni dopo abbiamo affidato il nostro Sì al Signore nella chiesa di Riva presso Chieri accanto a tanti giovani del movimento giovanile salesiano.
Sicuramente la nostra prima missione sarà quella di dedicare ai giovani che accompagneremo il tempo e l'attenzione che abbiamo ricevuto quando siamo stati noi a percorrere le strade del mondo “con don Bosco” la prima volta.
A livello di famiglia, cercheremo di fare di questa esperienza un luogo privilegiato di ascolto dei desideri di Dio sulla nostra vita. Riconosciamo la necessità di metterci insieme al servizio degli altri e siamo affascinati dalle tante testimonianze di vita delle famiglie cristiane che in vario modo, con la creatività e la forza che solo il Signore può ispirare, tengono aperte le porte di casa al prossimo.
Insieme ad un'altra famiglia di amici, e ai ragazzi che accompagniamo, vivremo un'esperienza di condivisione di due settimane con gli operatori e gli ospiti del centro di accoglienza per giovani migranti Don Bosco Island recentemente sorto a Catania, in Sicilia, grazie all'impegno dei salesiani di don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Una domenica ci siamo svegliati e ci siamo detti che ci avrebbe fatto bene rivivere un'esperienza insieme in terra di missione come nel 2011 a Bafia in Camerun, stavolta come famiglia e come accompagnatori.
I nostri famigliari sono molto felici per la nostra scelta e molto tranquilli per via della destinazione. In più Veronica è nata a Chieri ma la sua famiglia proviene da Naro in provincia di Agrigento, per cui pensare alla Sicilia è come pensare a casa. Tony ha intrapreso nel 2006 il suo percorso nell'animazione missionaria salesiana, per cui anche nella sua famiglia la felicità ha preso il posto delle preoccupazioni della prima esperienza.
Sicuramente il confronto diretto con una realtà dura come quella dei migranti ci metterà fortemente in discussione non solo come cittadini europei ma soprattutto come famiglia cristiana.
Ci siamo preparati in maniera semplice, con la preghiera e iniziando ad incontrare il nostro gruppo con regolarità per stringere i nostri legami prima della partenza ed abituarci insieme ad affidare a Dio questa esperienza.
Dio ci ha sempre accompagnati fin dal nostro incontro in Terra Santa. Il 4 agosto 2010 abbiamo scritto una preghiera davanti al muro occidentale del tempio di Gerusalemme, e quella preghiera è diventata dopo quattro anni il nostro “per sempre”. Ora abbiamo scelto di rinnovare la nostra promessa chiedendo al Signore un aiuto per capire come non chiudere al prossimo le porte della nostra famiglia.
Don Bosco significa davvero molto per noi, soprattutto per Tony che ha frequentato l'oratorio sin da piccolo, dove ha scoperto la passione per i linguaggi multimediali e l'informatica, è entrato come animatore nel Movimento Giovanile Salesiano ed ha conosciuto molti giovani dell'ispettoria nei vari campi estivi e nelle molteplici occasioni di formazione proposte dall'ispettoria. Veronica ha conosciuto il carisma salesiano sia nella sua parrocchia di Riva presso Chieri, dove Domenico Savio è stato battezzato, sia soprattutto attraverso l'animazione missionaria salesiana.