I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

LA COMUNITÀ

Salesiani a Brescia
una storia di fede, coraggio e grandi intuizioni

Un'opera magnifica e multiforme, ricca delle migliori espressioni del carisma salesiano: parrocchia, oratorio, scuole all'avanguardia e un clima di famiglia fatto di accoglienza, competenza e simpatia

La storia dei Salesiani a Brescia comincia il 21 novembre 1925. Appena giungono a Brescia, gli eredi spirituali di san Giovanni Bosco diventano subito protagonisti della vita cittadina. I primi pionieri sono don Deodato Giacometti e don Enrico Casadio, chiamati dalla famiglia Folonari e dal Vescovo di Brescia. L'unico posto disponibile a ospitarli è a Santa Maria in Silva, in dialetto la «Madonna dei custù»: da subito i sacerdoti hanno le idee chiare, sanno che devono costruire un oratorio e una scuola e si mettono subito al lavoro. In poco più di un anno sorge il palazzo che ospiterà una chiesetta, le sale per la catechesi e il teatro. E poi un grande cortile, una piccola scuola grafica, una falegnameria e iniziano anche i lavori della grande chiesa attuale. La guerra e la miseria fermano però tutto: la chiesa diventa una rimessa per i camion e un deposito di sabbia. Dopo il conflitto mondiale si ricomincia, si lascia perdere la falegnameria e la grafica, ma si completa la chiesa, tanto che per il Giubileo del '50 viene consacrata; la Brescia salesiana per il momento è tutta attorno all'oratorio e alla parrocchia.
Gli anni '60 iniziano con don Sangalli che vuol portare a termine il compito originario dei Salesiani in città: iniziano così i corsi di formazione professionale e quasi contemporaneamente l'Iti per l'elettronica. I ragazzi vengono da tutt'Italia: fin dalla Sicilia, ma tanti dal Veneto e dal Piemonte. Certamente la Lombardia fa il pieno e ancor più Brescia con le sue valli.
Negli anni la scuola cresce, la proposta formativa e didattica si amplia sempre più, con corsi d'informatica, meccanica ed elettronica, di automazione industriale, di disegno al computer, di informatica (negli anni 1985-90). In questi anni poi la chiesa cambia titolazione: da san Paolo si passa a don Bosco. Ormai gli abitanti del quartiere sono circondati dal sacerdote piemontese: la chiesa, la scuola, la via, il quartiere. Non se lo lasciano scappare più. E si giunge infine ai nostri anni, con la nuova costruzione dell'oratorio, perché quello precedente era ritenuto insufficiente.
Contemporaneamente parte la ristrutturazione del palazzo della scuola, mentre inizia la scuola media nell'entusiasmo generale. Apre infine, l'ultimo nato in casa don Bosco, il Liceo scientifico, pensato per venire incontro alle esigenze della riforma scolastica.
E il lavoro della piccola comunità salesiana è sempre lo stesso, sempre importante per la vita di tanti ragazzi bresciani: l'animazione pastorale del quartiere soprattutto attraverso l'oratorio che diviene centro di riferimento della gioventù della zona, coinvolta in molteplici iniziative ricreative e formative. Non vengono dimenticate però le giovani ragazze di Brescia: a prendersi cura della gioventù femminile arrivano, alla domenica, le suore salesiane di Maria Ausiliatrice.
La Scuola media:
formazione per affrontare le sfide del tempo

La Scuola media salesiana di Brescia è l'esempio di come una «vera scuola cattolica salesiana» debba funzionare. Una scuola che offre una formazione culturale adeguata alle esigenze della società. Un'educazione umana integrale: aiuta infatti l'alunno a esprimere le proprie doti, a incamminarsi verso un equilibrio psico-affettivo, a coltivare le proprie potenzialità per realizzare integralmente la propria vocazione che è condizione indispensabile per la realizzazione di sé.
Centro di formazione professionale:
il lavoro è a portata di mano

Il Centro di formazione professionale risponde a tutte le domande che possono affiorare nelle varie tappe del lavoro formativo. Gli strumenti che utilizza sono l'orientamento educativo e vocazionale, la formazione iniziale, l'apprendistato, la formazione superiore, la formazione continua, la formazione per soggetti in difficoltà, i servizi di orientamento.
L'Istituto tecnico tecnologico:
un'alleanza con il mondo produttivo

L'Istituto tecnico tecnologico si può considerare uno dei fiori all'occhiello dei Salesiani a Brescia. Una scuola che prepara al mondo del lavoro, di cui sono testimonianza i dati che dimostrano come i diplomati trovino facilmente un impiego dopo il percorso di studi, che si è evoluto durante gli anni, restando sempre al passo con i tempi. Attraverso il riordino dell'istruzione tecnica, i nuovi Istituti sono stati chiamati a intercettare l'evoluzione del fabbisogno di competenze che emerge dalle richieste del mondo del lavoro e a offrire una risposta alle nuove necessità occupazionali. L'impianto del nuovo ordinamento, in particolare del secondo biennio e del quinto anno, riducendo il numero di settori e indirizzi di studio, ha riorganizzato i livelli di specializzazione per rispondere all'evoluzione sempre più rapida delle professionalità richieste e, nel contempo, ha inteso stabilire un'alleanza formativa stabile con il sistema produttivo, il mondo del lavoro e delle professioni, facilitando lo scambio di informazioni e l'aggiornamento continuo sui fabbisogni formativi delle aziende e sulla spendibilità dei titoli di studio.
L'indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica è particolarmente importante all'interno dell'Istituto Salesiano: propone una formazione polivalente che unisce i principi, le tecnologie e le pratiche di tutti i sistemi elettrici, rivolti sia alla produzione, alla distribuzione e all'utilizzazione dell'energia elettrica, sia alla generazione, alla trasmissione e all'elaborazione di segnali analogici e digitali, sia alla creazione di sistemi automatici.
La Parrocchia:
rifugio sicuro e punto di riferimento per la città

Punto di riferimento, rifugio sicuro, luogo di ritrovo. Tutto questo per il quartiere, ma non solo, rappresenta la Parrocchia salesiana di San Giovanni Bosco che, fedele ai suoi principi, accoglie e aiuta tutti coloro che si trovano in difficoltà. Italiani e stranieri, soprattutto giovani; ragazzi che si recano agli uffici dove Caritas e San Vincenzo distribuiscono cibo e vestiti. È una lunga storia di condivisione: parrocchia e quartiere negli anni sono cresciuti insieme.
Siamo in una zona di periferia, i problemi sono molti, l'attenzione è focalizzata sui giovani, sui bisognosi. Ci sono la Caritas, che tre volte a settimana distribuisce cibo e vestiti; la San Vincenzo, che visita le famiglie in difficoltà offrendo aiuti materiali ed assistenza educativa e poi il Centro ascolto. E sono tanti i parrocchiani che collaborano portando cibo e alimenti.
Il fulcro di tutta la vita della comunità è ovviamente l'oratorio, con il suo impegno per la catechesi senza dimenticare ovviamente l'attività ludica e ricreativa. Qui gioca la società di calcio Bettinzoli, storica formazione fondata addirittura nel 1947.
Accoglienza è la parola d'ordine: all'interno dell'oratorio, della parrocchia e a scuola si maturano un'autentica scelta e uno stile di vita ispirati al Sistema Preventivo di don Bosco, secondo il quale il giovane viene aiutato non solo a evitare esperienze negative, ma è reso capace di prevenire gli effetti dell'emarginazione e della povertà materiale e morale, divenendo così soggetto attivo della propria maturazione e di quella degli altri.