I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CONOSCERE LA FAMIGLIA SALESIANA

GUIDO PEDRONI

La comunità della missione di don Bosco ad Haiti

Dopo aver inviato quattro spedizioni ad Haiti a causa del terremoto abbiamo pensato che poteva essere utile per i ragazzi delle zone rurali più settentrionali un centro educativo, dove i ragazzi e le ragazze più in difficoltà potessero essere accolti per studiare, giocare, condividere, pregare insieme e partecipare a momenti di catechesi.

L'isola Hispanola, nel Mar dei Caraibi, è divisa in due dalla linea di confine tra la Repubblica Dominicana e Haiti; non è solo un confine politico, sembra proprio un limite tra due mondi diversi tra loro. Haiti è una terra ricca di storia, soprattutto una storia di fatiche e di dolori, ma anche di orgoglioso spirito di appartenenza della gente alla propria storia. È accaduto che la storia umana e le vicende naturali hanno impresso segni profondi di grandi sofferenze, come nel terremoto del gennaio 2010. In questa terra la Comunità della Missione di don Bosco (CMB), 28° gruppo della Famiglia Salesiana (vedi Bollettino Salesiano del marzo 2016), è stata invitata da don Pascual Chavez Villanueva, allora Rettor Maggiore, e da don Adriano Bregolin suo vicario, ad essere presente già pochissimo tempo dopo l'evento sismico. In quell'anno sono state programmate dalla Comunità CMB quattro spedizioni verso l'isola Hispanola: due italiane, una italo-argentina, ed una dal Madagascar, da luglio fino alla fine di novembre, in aiuto dei salesiani al nord dell'isola (Cap-Haïtien e Fort Liberté). Dopo aver inviato quattro spedizioni in Haiti a causa del terremoto abbiamo pensato che poteva essere utile per i ragazzi delle zone rurali più settentrionali un centro educativo, dove i ragazzi e le ragazze più in difficoltà potessero essere accolti per studiare, giocare, condividere, pregare insieme e partecipare a momenti di catechesi.
Il centro, che è stato impostato da Renata di Albano Laziale (Roma) nei due anni di permanenza nell'isola, è ora gestito dal gruppo CMB di Fort Liberté. Renata ha impostato il centro e ha coinvolto in un cammino di formazione cristiana, salesiana e più specificamente secondo l'identità specifica della Comunità alcuni giovani di questa cittadina. La nostra presenza in Haiti deve essere intesa proprio come una presenza di comunione con la Comunità Salesiana locale e con l'Ispettoria, quindi lo stesso progetto nasce da una condivisione di pensiero e di obiettivi educativi comuni.

Nel nome di don Elia Comini
Recentemente abbiamo pensato di intitolare il progetto di Fort Liberté al servo di Dio don Elia Comini, un'intuizione scaturita grazie alla sensibilità della signora Maria Elena di Bologna benefattrice di questa specifica opera educativa. Don Elia era un sacerdote salesiano nato a Calvenzano (Appennino bolognese) che ha accolto il martirio a Pioppe di Salvaro (Bologna) nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, condividendo la morte con padre Cappelli, dehoniano, decidendo entrambi di rimanere con la gente che sarebbe stata uccisa dalla rappresaglia nazista. Don Elia, con eroico coraggio e grande carità pastorale, rifiutò la libertà che gli venne proposta scegliendo di stare accanto alle 69 persone catturate dalle SS. Alla fine nel momento più alto disse: “O ci liberano tutti o nessuno”. Prima della fucilazione don Elia e padre Cappelli si confessarono a vicenda come fecero in Cina monsignor Versiglia e don Caravario. Poi don Elia diede ad alta voce l'assoluzione per tutti, a cui fece seguito il segno della croce.
Per la CMB è importante questa relazione con don Elia anche perché nella valle che lo ha visto nascere, la nostra Comunità ha un oratorio affidato da don Gianluca, parroco diocesano locale, animato pastoralmente in stile salesiano; possiamo proprio dire che c'è un “ponte spirituale” che lega l'oratorio dell'Appennino con il centro di Fort Liberté. I ragazzini che frequentano il centro in Haiti, una trentina tra maschi e femmine, appartengono a famiglie in difficoltà sociale e hanno bisogno di un cammino di sostegno nello studio, di giocare insieme, di riflettere sul senso della vita e sulla bellezza dell'essere insieme, sulla grande opportunità di essere aiutati nella crescita come persone e come cristiani, e gli educatori della CMB haitiana stanno loro accanto per questo, cercando anche di coinvolgere le loro famiglie.