I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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SUDAN DEL SUD. L'impegno dei salesiani per la salute della popolazione

Sono diversi anni già che i Salesiani operano a Tonj, una città nella regione del Nord-Ovest del Sud Sudan. La loro attenzione è concentrata soprattutto sull'offerta di opportunità educative e di sviluppo sociale ai giovani poveri. A queste attività, ad ogni modo, i Figli di Don Bosco e la Famiglia Salesiana associano anche un impegno per la salute della popolazione, attraverso diversi dispensari medici, un ospedale e un centro per affetti dal morbo di Hansen.
Il programma per gli affetti dal morbo di Hansen venne avviato dal compianto don John Lee Tae-Suk, missionario salesiano coreano noto ancora oggi come “il Don Bosco di Tonj”, strappato alla sua missione, nel 2008, da un tumore. Alla fine di luglio del 2014 è stato aperto a Tonj, dopo 4 anni di progetti e lavori, un ospedale, intitolato proprio a don Lee Tae-Suk. Divenuto pienamente operativo nel 2015, si avvale di diversi medici volontari provenienti dall'Italia.
“L'assistenza medica è una parte molto importante della presenza salesiana in tutto il mondo - ha spiegato don Mark Hyde, della Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle -. I Salesiani si prendono cura dei malati attraverso oltre 90 strutture sanitarie in più di 130 paesi, molte delle quali si trovano in aree rurali dove l'accesso alle cure mediche è limitato”.

GUATEMALA. “Talita Kumi”: l'educazione delle donne q'eqchi festeggia 25 anni

“Talita Kumi”, che in aramaico significa “Fanciulla, io ti dico, alzati!”, è una fondazione creata per la promozione e la formazione delle donne del gruppo etnico q'eqchi, per lungo tempo vittima di discriminazione. L'energico comando rivolto da Gesù alla ragazza morta si è trasformato a San Pedro Carchá, a 200 km a Nord della Capitale del paese, in una realtà che ora festeggia 25 anni di servizio.
Fu il missionario salesiano don Jorge Puthenpura che diede origine a questa organizzazione. Venticinque anni dopo, una solida congregazione religiosa indigena - le Suore della Risurrezione - è diventata l'anima di un progetto gigantesco di promozione delle donne q'eqchi, con quattro grandi internati educativi, animazione pastorale in molte comunità rurali, una recente struttura universitaria e la congregazione religiosa che cresce nelle vocazioni.
Francisca, un'allieva di “Talita Kumi”, ricorda: “Prima di arrivare a Talita Kumi, avevo sentito dire che per noi non c'era alcuna possibilità di un futuro migliore e che imparare a leggere e scrivere era una opportunità solo per gli uomini; qui, al contrario, sto imparando tutto, sono molto felice di aver scoperto che anche noi donne abbiamo questa possibilità, che per me si chiama Talita Kumi”.

ZAMBIA. Donne per le donne: la missione e i progetti delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Luwingu

Localizzata nel nord dello Zambia, Luwingu è una piccolissima cittadina che - a causa di una rete stradale quasi inesistente - fino a pochi anni fa era isolata dal resto del paese ed è pertanto economicamente arretrata. Ma nel 1984 a Luwingu sono arrivate le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).
Impegnate prima di tutto nell'oratorio e nell'alfabetizzazione, le suore hanno dapprima dato vita alla “Don Bosco Primary School”: nata sotto gli alberi e in un garage, oggi con oltre 600 alunni ed è la migliore scuola del distretto.
Le suore hanno poi provato ad avviare una scuola professionale di taglio e cucito, ma la realtà locale, con la popolazione dispersa in piccolissimi agglomerati lungo le strade, ha reso necessario trasformare il progetto iniziale (un centro educativo stabile) in un'opera “itinerante” per le giovani donne. Le suore raggiungono le giovani nei loro stessi centri. Attualmente ci sono quasi 30 gruppi sparsi in tutto il territorio, con circa 500 giovani donne coinvolte.
Recentemente, inoltre, la comunità delle FMA ha avviato il progetto della “Valponasca Learning Farm” una fattoria didattica che offre formazione professionale nel settore agricolo, volto ad incidere in maniera sostanziale sul contesto produttivo locale.

AUSTRALIA. La Pastorale con gli immigrati cattolici birmani ad Adelaide

Adelaide è la capitale dello Stato dell'Australia Meridionale, dove il costo degli alloggi è relativamente basso e accessibile per i migranti e rifugiati che vi giungono da diversi paesi, tra cui il Myanmar. I Salesiani, pur senza una presenza fissa nella città, s'impegnano ad animare la vita pastorale e a sostenere come possibile le comunità immigrate.
Per curare la vita spirituale dei cattolici birmani ad Adelaide, il sacerdote salesiano don Will Matthews, da Melbourne, si è preso l'impegno di fare da “parroco” dei fedeli birmani.
Oltre alle celebrazioni, don Mattews visita le famiglie, provvede alla benedizione delle case e offre spunti di riflessione spirituale.
I Salesiani dell'Australia provengono da diversi paesi e molti di loro - consapevoli delle difficoltà materiali e spirituali di chi emigra - se possibile cercano di prendersi cura dei fedeli dei loro paesi di origine. Don Matthews, nato e cresciuto in Myanmar, si occupa di animare e curare la vita spirituale dei cattolici birmani a Melbourne, Adelaide e Wagga Wagga, in Australia; e anche ad Auckland, Wellington e Nelson, in Nuova Zelanda.