I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

JOSÉ J. GÓMEZ PALACIOS

Le erbe tintorie

«Chi è quel ragazzino che ci fa visita quando l'autunno ci riveste di colori di ogni tonalità dell'arancione e dell'ocra?» È questa la domanda che gli alberi della collina dei Becchi facevano frusciare quando vedevano quel bambino andare a caccia di erbe in mezzo ai prati e nei boschi.
Querce e castagni fecero un patto tra loro, per tenerlo sotto stretto controllo e, dopo un po' di tempo, giunsero alla seguente conclusione: “Il ragazzino cerca delle erbe tintorie, quelle che servono per tingere la lana con varie colorazioni e, nonostante la giovane età, le conosce molto bene. Le sceglie e le taglia con grande cura. Poi, le divide in sacchetti di iuta, distinguendole per tipo”.
Anche le acacie, che stanno a guardia lungo tutta la strada che dai Becchi va in direzione di Castelnuovo, aggiunsero alcune informazioni: “Nei giorni in cui c'è il mercato a Castelnuovo, Giovannino vende le erbe coloranti, come la reseda, l'argnetta, la robbia, il guado, che i tessitori di Chieri si contendono”.
«A che cosa servirà mai il denaro ricavato dalla vendita di noi erbe?» chiesero due giovani querce.
Iniziò così una nuova fase d'indagini e fu il pero martinello a risolvere ogni dubbio: “Con i pochi soldi che guadagna compra corde, palline colorate, carte da gioco, sciarpe, borse con il doppio fondo, scatole. Il ragazzo è diventato un saltimbanco. Ogni domenica riunisce i bambini e gli adulti della borgata dei Becchi. Insegna loro a pregare, li immerge nella magia dei giochi di prestigio che, a sua volta, ha visto in occasione delle fiere a Castelnuovo e Buttigliera e non solo, è anche in grado di camminare su una corda sospesa tra due alberi, proprio come farebbe un funambolo professionista. Si chiama Giovanni Bosco ed è il figlio di Margherita».
Un giorno però, il ragazzino se ne andò e scomparve il piccolo saltimbanco.
Ma all'improvviso ecco arrivare, come un fulmine a ciel sereno, una notizia: è tornato!
Se ne accorsero per primi i rami più alti degli alberi e, ben presto, i cespugli di sambuco che tenevano d'occhio la strada annunciarono: «È tornato, ma non da solo». Era accompagnato da un centinaio di bambini e giovani che quindi interruppero il silenzio placido della campagna con una marea di canti e risate.
«Chi sono questi ragazzi?» chiesero le querce sempre curiose.
Ancora una volta toccò alla betulla svelare il segreto: “I bambini che gli sono accanto sono piccoli orfani obbligati a lavorare in condizioni disumane nelle fabbriche di Torino. Giovanni Bosco, ogni mattina, crea per loro un bellissimo arcobaleno d'affetto, di coraggio e di preghiera”.
E tutti gli alberi grandi e piccoli della collina rilasciarono nel vento la loro soddisfazione.

La storia
Giovannino Bosco era solito, da ragazzino, raccogliere erbe coloranti mentre passeggiava per le colline dell'Astigiano, per poi venderle al mercato di Castelnuovo. Con i soldi che ricavava, poteva poi realizzare i suoi spettacoli di saltimbanco e far divertire così i suoi coetanei. (Memorie dell'Oratorio. Prima decade, n° 1)