I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Svegliarsi con i raggi del sole!

Quando offriamo loro da mangiare, con grande sorpresa, rifiutano gentilmente dicendo: “Suora, ho già mangiato, sono venuto a salutarvi”. A Mansa, nello Zambia, Salesiani e Salesiane lavorano insieme in perfetta sintonia con un popolo gentile.

Molti avvenimenti sono stati vissuti, tanto è stato sperimentato, sopportato in silenzio, eppure, sorprendente, il volto di tanti irradia comunque gioia: un bambino africano saluta la giornata con un sorriso e con un sorriso affronta il giorno davanti a lui, anche se non ha avuto nulla per placare la fame; i suoi occhi comunicano una ricchezza interiore. Davvero le persone più gioiose sono spesso quelle che più soffrono e che non possiedono quasi nulla delle ricchezze della terra. Questo è ciò che caratterizza la gente dell'Africa, ed è la loro fede, la loro speranza e la loro gioia. La speranza che non si esaurisce è evidente nel popolo africano, e in particolare nel popolo di Mansa (capoluogo della provincia di Luapula, in Zambia), una provincia ricca di fiumi, di cascate, di laghi e di zone umide. La mancanza di lavoro e d'industrie è un problema serio dal 1994, quando la fabbrica della batteria è stata chiusa e le opportunità di lavoro sono diventate ancora più scarse. La provincia pratica una forma di agricoltura di sussistenza e la pesca per guadagnarsi da vivere, ma come trascorrono le giornate, in particolare nella missione delle Figlie di Maria Ausiliatrice? Lo abbiamo chiesto a suor Stella Chilupula.
Ogni mattina ci si sveglia con una brezza fresca e con i raggi del sole che profetizzano la bella missione che ci attende, la missione che Dio affida alle nostre mani. Quando, lentamente, apro la finestra della mia camera, sono accolta dalla luce solare: mi dà gioia e speranza per vivere in pienezza la giornata! Nella missione non finiamo mai di lavorare, perché il lavoro è sempre in abbondanza! I bambini e i giovani vengono molto volentieri a casa nostra, da soli e spontaneamente, chiedendoci di essere super creative; non vengono per avere cibo ma perché hanno il desiderio di vivere l'esperienza dell'educazione mediante qualcuno che sia una guida per la loro crescita umana e cristiana. Quando offriamo loro da mangiare, con grande sorpresa, rifiutano gentilmente dicendo: “Suora, ho mangiato già, sono venuto a salutarvi”.
Vivere nella missione mi ha fatto capire che lo sguardo solo esterno non basta: contano una presenza di qualità, l'ascolto, la vicinanza che porterà a scoprire la vera necessità in un bambino, in un giovane, nelle persone che si incontrano quotidianamente.
Lasciarli pescare o non?
La nostra scuola a Mansa è iniziata in modo molto semplice, nei locali di una parrocchia, utilizzando degli uffici come aule, mentre gli altri studenti stavano imparando sotto un grande albero, in modo creativo, usando le pietre come sedie. Il desiderio dei bambini di frequentare la scuola è stato fortissimo, venivano in gran numero. Attualmente ogni classe è composta dai 40 ai 45 studenti; durante il periodo estivo, siamo state sorprese di trovare alcune classi quasi vuote, senza studenti. Non conoscendo la cultura e le attività del luogo, e non avendo studiato bene l'ambiente, abbiamo domandato ad alcuni studenti dove fossero gli altri, il perché di tale assenza, ed hanno risposto: “Sono andati a pescare e faranno ritorno a casa quando il periodo della pesca sarà finito”.
Che cosa fare? Abbiamo invitato i genitori a far parte del nostro sogno incoraggiandoli ad assumere un ruolo attivo e a collaborare alla formazione e all'educazione dei loro figli. La sfida sembra che sia stata accolta, è stata davvero un successo, considerando che la gente del posto difficilmente accetta lo straniero che, in qualche modo, cerca di far parte della loro vita. Così, anche per imparare ad inserirci maggiormente nella cultura, abbiamo intensificato le relazioni con i genitori attraverso le visite familiari, conquistandone la fiducia e la collaborazione educativa.
Mal d'Africa
Le Figlie di Maria Ausiliatrice condividono la passione educativa sia con i Salesiani sia con la comunità educante, infatti insieme si organizza l'oratorio, la formazione degli insegnanti, radicando gradualmente il carisma salesiano nella terra africana che, così, può trovare nella missione la scuola materna, i corsi professionali ed il centro di pastorale giovanile. Vivere la missione, ci dice con convinzione suor Stella, significa essere un docile strumento nelle mani di Dio; come scriveva san Paolo, “pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti” (1Cor 9,19). Sì, fare tutto il possibile per essere a servizio di tutti, ma la cosa più importante è essere sempre gioiosi per educare i bambini e dare loro un esempio, anche e soprattutto attraverso la realtà semplice di tutti i giorni, solo apparentemente scontata, e questo indipendentemente dal ruolo che si ha, perché si educa se si lascia una piccola impronta nel cuore dei bambini. Nel linguaggio comune, sappiamo che con l'espressione mal d'Africa si indica la sensazione di nostalgia di chi ha visitato l'Africa e desidera tornarci... Forse, in chi non ci è mai stato, leggendo la testimonianza che ci è stata regalata, nasce il desiderio di andarvi.