I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

Scegliere, ma che cosa?

Dante colloca gli “ignavi” lontani non solo dalla Gloria ma persino dal “profondo inferno”. La tentazione di “tirare a campare” senza decidersi, in una situazione come quella attuale, è sempre più forte.

Alessia (19 anni):
«In questo momento della mia vita mi sono trovata di fronte a un grande bivio, forse il mio primo grande bivio data la mia giovane età».

Kierkegaard afferma: «Esistere significa poter scegliere». Prendere delle decisioni è importante perché ci permette di non cadere negli stessi errori del passato, schiavitù, guerre ecc. I giovani, ma tutti in generale dai più piccoli ai più grandi, si trovano ogni giorno davanti a delle scelte importanti per la propria vita perché, una volta presa una decisione, si è consapevoli che da quel momento in poi nulla sarà come prima. Avere la possibilità di scelta è forse una delle virtù più importanti che l'uomo acquista alla nascita perché può renderlo libero; “libero” perché scegliere ci permette, in quanto esseri, di avere una nostra opinione che a volte si rivela diversa da ciò che anche la stessa società impone, mostrandoci così come una sorta di voce fuori dal gruppo. Essere liberi e prendere delle decisioni può comportare anche aspetti negativi perché ci si mostra agli occhi della società non in linea con il pensiero comune. Personalmente in questo momento della mia vita mi sono trovata di fronte a un grande bivio, forse il mio primo grande bivio data la mia giovane età, dinanzi al quale ho dovuto fare una scelta importante che riguarda la mia carriera universitaria. Per testardaggine probabilmente, sono rimasta ferma per un anno a causa di un mio sogno nel cassetto non facile da realizzare. Oltre alla mia testardaggine c'è anche la speranza che un giorno possa realizzare il mio sogno nel cassetto e poter indossare finalmente il tanto agognato camice bianco. Quando penso a questo sogno penso ai mille sacrifici e scelte che mia madre, la quale indossa anche lei il camice bianco, ha fatto e che rifarebbe ancora per amore del proprio mestiere e per amore della propria famiglia. Certo durante il corso della propria carriera le sono arrivate molte richieste allettanti ma lei non si è mai pentita della decisione presa, mettendo sempre al primo posto la famiglia. È vero che la mia decisione ha provocato per qualche tempo malessere al mio animo data la mia morbosa voglia di sapere. D'altronde, prendere delle decisioni importanti per la propria vita comporta assumersi le proprie responsabilità e quindi accettare anche le conseguenze delle proprie azioni. C'è da aggiungere però che non tutto il “tempo perso” è stato sprecato, perché proprio attraverso questa mia decisione mi ritrovo oggi una persona più caparbia a raggiungere il mio scopo.

Francesco (17 anni):
«Oggi avere la capacità di scegliere cos'è giusto o cos'è sbagliato non è molto facile, specialmente se nella scelta si è da soli».

Oggi avere la capacità di scegliere cos'è giusto o cos'è sbagliato non è molto facile, specialmente se nella scelta si è da soli, perché purtroppo nemmeno la società contemporanea può essere d'aiuto. Una delle più importanti scelte che un ragazzo della mia età deve essere in grado di fare è quella dell'amore. Facendo un salto nel passato posso confermare che fino a questo momento non mi sono mai pentito delle scelte fatte in questo ambito, perché le ho sempre considerate delle scelte fatte con il cuore, piuttosto che con il cervello. Alcune mie scelte, anche se giuste, forse sono state dettate un po' dall'ingenuità dovuta alla mia giovane età, altre invece le considero più “complete”. Dico complete, perché, come in una recente esperienza, anche attraversando un periodo un po' infelice ho saputo tenere sempre testa ad un obiettivo che poi alla fine non si è rivelato altro che una splendida amicizia, tanto da sperare che questo rapporto che si è venuto a creare non si sciolga mai.
Continuando nella scala delle scelte, abbiamo le famose scelte di fede o religione. In riferimento a questo tipo di scelte non posso fare a meno di pensare come oggi, in nome della religione, avvengono attentati in tutto il mondo. Ognuno è libero di scegliere la propria religione, la propria fede e l'altro deve rispettarla, che sia cristiana, ortodossa o musulmana. Io sono molto contento di essere cristiano, anche se in principio non l'ho scelto io ma i miei genitori; solo successivamente, crescendo, ne ho avuto la piena consapevolezza, e per questo non me ne vergogno. Anzi faccio parte anche del Movimento Giovanile Salesiano, proprio per dare più forza a questa mia scelta!
Parlando invece di scelte di studio mi riferisco, naturalmente, al percorso scolastico. Io frequento il quarto anno del liceo scientifico e sento già la fatidica domanda: “che vuoi fare dopo?”
La mia scelta è quella di difendere la Legge e la Giustizia e penso non ci sia altra facoltà oltre Giurisprudenza, che possa darmi una formazione completa riguardo l'argomento.

Federica (27 anni):
«Alcuni luoghi e situazioni ci vengono “assegnati” dalla nascita, ma noi possiamo scegliere come viverli».

Io partirei dal presupposto che sono veramente poche le cose che siamo davvero in grado di scegliere.
Iniziando dal luogo in cui veniamo al mondo, dalla famiglia che abbiamo, continuando poi nel lavoro, che a volte viene “accettato e cercato” semplicemente per poter vivere, per le poche possibilità che ci circondano.
A questo punto sorge la domanda: “Allora che cosa ci resta da scegliere?” Credo che per quanto sia difficile da comprendere all'inizio, ci restano le scelte più importanti! Vero è che alcuni luoghi e situazioni ci vengono “assegnati” dalla nascita, ma noi possiamo scegliere come viverli e che cosa trarre da ogni esperienza. Un amico un giorno mi raccontava una storia che ricordo ogni volta in cui mi viene voglia di lasciarmi trasportare dagli eventi senza combattere per volgere tutto al meglio. La storia parla di un'intervista fatta a due gemelli figli di un detenuto. Ad entrambi viene chiesto: “Cosa ti ha portato ad essere ciò che sei?” Il primo, in carcere per aver commesso vari reati, ha risposto: “Non potevo fare a meno di essere ciò che sono... con il padre che ho avuto!”. Il secondo, medico stimato, ha risposto: “Non potevo fare a meno di essere ciò che sono... con il padre che ho avuto!”. Ecco. Questo è il valore delle scelte! Nient'altro. Per questo motivo io, ogni giorno, scelgo il modo in cui vivere le mie giornate. Ad esempio, il mio lavoro non è quello che avrei sognato. Tuttavia posso volgere le mie giornate al meglio regalando un sorriso o una parola a chi ho di fronte; posso vivere i miei impegni traendo un insegnamento e il mio tempo libero posso viverlo ricavandone dei sogni.