I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

GAETANO URSO

Un'Etna salesiana

L'Opera del Sacro Cuore di Catania-Barriera

Con fantasia e organizzazione un manipolo di salesiani anima quest'opera molto apprezzata in città per la molteplicità dei settori e delle attività che promuove, ma anche per la tipica spiritualità e pedagogia salesiana

Catania è una città giovane, ospitale, con una posizione geografica eccezionale che le consente di coniugare perfettamente mare e montagna, le sue fantastiche coste e la presenza dell'Etna. In uno dei quartieri, convenzionalmente chiamato Barriera, che conserva un importante patrimonio architettonico e culturale e dove si trovano anche la Cittadella Universitaria e il Policlinico, da circa cento anni il nome “Don Bosco” significa educazione ed accoglienza.

Per i figli della guerra
L'Opera Salesiana del Sacro Cuore di Barriera nasce come Ospizio il 16 ottobre 1916, voluto dal cardinale Giuseppe Francica Nava, arcivescovo di Catania. Viene affidato inizialmente ai Fratelli delle Scuole Cristiane, e in seguito, il 6 settembre 1923, ai Salesiani, con il parere positivo di don Rinaldi, Rettor Maggiore.
In esso vengono ospitati centinaia di ragazzi poveri e orfani della guerra del '15-'18: i Salesiani offrono loro accoglienza, formazione professionale (nei primi anni calzoleria, falegnameria, ebanisteria, legatoria, tipografia..., nel 1938 si aggiunge il laboratorio di meccanica e, gradualmente, i laboratori esistenti vengono sostituiti da quelli di elettromeccanica, saldatura, analisi chimica, radiotecnica, elettronica, informatica e stampa litografica, e da quest'anno quello di ristorazione).
L'8 dicembre 1933, per volontà espressa dell'arcivescovo monsignor Carmelo Patanè, nasce l'Oratorio, con lo scopo di aggregare ragazzi e giovani, dando loro l'opportunità di una formazione integrale, umana e cristiana, attraverso le attività del tempo libero ed iniziative di educazione alla fede, con lo stile di don Bosco, padre e maestro dei giovani.
Nel 1938 viene inaugurato il Santuario del S. Cuore di Gesù, voluto come tempio a lui dedicato, dal cardinale Nava, e divenuto Parrocchia nel 1949.

Se muore anche la speranza
Oggi, la situazione sociale e religiosa è segnata dalla crisi di valori e dal secolarismo che caratterizza la società italiana, appesantita dalla particolare condizione della Sicilia, ove le difficoltà generali sono aggravate dal lavoro scarso e spesso mal retribuito.
La situazione delle famiglie è problematica; la frequenza alle pratiche religiose è scarsa; forte è l'evasione scolastica a Catania (circa il 28% dei minori in obbligo scolastico), molti i minori che lavorano in nero, o in giro per le strade del quartiere in motorino; in crescita lo spaccio e l'uso di stupefacenti e i casi di microcriminalità.
Le Parrocchie, i Centri Giovanili e gli altri Centri di incontro e di aggregazione sono scarsamente collegati e senza un progetto in rete a favore dei ragazzi e delle famiglie.
Il problema più scoraggiante è che a Catania un giovane su due non lavora e, in Sicilia, oltre il 70 per cento ha perso anche la speranza e la spinta a cercare occupazione. Nei dati Istat per l'occupazione, Catania “strappa” anche un altro record non proprio invidiabile: quello dei giovani cosiddetti “neet”, cioè giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione e non cercano lavoro, perché sfiduciati.
È proprio il caso di dire: «Qui ci vogliono i Salesiani!»

Un'esplosione di iniziative
I Salesiani si sono rimboccati le maniche e hanno dato inizio a quest'opera molto apprezzata in città per la molteplicità dei settori e delle attività che promuove, ma anche per la tipica spiritualità e pedagogia salesiana.
Nel suo insieme la presenza e l'azione educativa pastorale salesiana di Barriera ha come punti di forza la molteplicità dei settori di animazione e di educazione civile e religiosa, la serietà e la qualità, mantenuta fin dalle origini, nell'impegno educativo e pastorale, l'apertura al sociale e alla Chiesa locale e l'accoglienza indiscriminata di tutte le categorie di ragazzi nel CFP e nell'Oratorio. Oggi è necessario crescere in queste dimensioni mirando con più decisione agli obiettivi educativi da adottare con strumenti idonei ai giovani di oggi.
Tutto questo rende faticoso portare i giovani, ma anche gli adulti, ad apprezzare i valori essenziali della vita e dello spirito. Ma queste sono le sfide da affrontare e le mete importanti alle quali tendere, che impegnano tutte le nostre energie e che richiedono un'accurata ricerca comunitaria con umiltà ma con determinazione per dare senso alla nostra stessa vita di consacrati per i giovani e per chiunque ci sta accanto.
Oggi l'Opera Salesiana Sacro Cuore si configura come Parrocchia, Oratorio, Centro di Formazione Professionale e Collegio Universitario.
Il quartiere conta da 20.000 a 30.000 abitanti, tutti molto vicini ai Salesiani, che con le Figlie di Maria Ausiliatrice sono gli unici che operano nella zona, soprattutto per l'azione apostolica che essi svolgono in modo particolare attraverso l'Oratorio, frequentato da molti ragazzi e giovani, e la Formazione Professionale. Questo ha permesso a molti genitori, specie nei giorni festivi, di essere presenti con i loro figli nell'Oratorio.
Significativa è la disponibilità della comunità ad aiutare le Parrocchie vicine, nonostante il livello di età dei confratelli. Il servizio delle confessioni è molto apprezzato anche da tanti fedeli provenienti dalla città. Particolare è il rapporto con la Diocesi di Caltagirone in quanto nella struttura salesiana vive il Seminario di detta diocesi; sono frequenti le visite del loro Vescovo, con il quale ci siamo proposti degli incontri di condivisione spirituale e pastorale.
Ottima è la collaborazione con le famiglie. Sono tante le famiglie presenti ed impegnate nelle diverse attività della Parrocchia e dell'Oratorio. La loro presenza ed il loro impegno creano un senso di famiglia nell'ambiente giovanile. Vi è anche nell'ambiente Parrocchiale una consistente presenza di famiglie impegnate in cammini di formazione e di evangelizzazione e che a loro volta divengono operatori di evangelizzazione a diversi livelli.

Un Lab-Oratorio di vita e festa
L'Oratorio di Barriera sottolinea nel progetto di vita oratoriana l'importanza dell'allegria e della gioia di vivere, sull'esempio di Domenico Savio e dei primi ragazzi dell'Oratorio di Valdocco, che facevano consistere la santità nello stare sempre molto allegri: tale espressione riassume il clima oratoriano, in cui si esprime concretamente la spiritualità della gioia e dell'ottimismo, fedeli a don Bosco, che ha insegnato ai suoi educatori ad “amare ciò che amano i giovani” (musica, teatro, gite, sport, arte...).
In questi anni è cresciuta la voglia di festa: oltre alle tante ricorrenze e celebrazioni liturgiche, regolarmente valorizzate e partecipate, gli Animatori dell'Oratorio hanno dato vita ad un evento settimanale, il Sabato in festa, che raccoglie tantissimi fanciulli della catechesi e degli altri gruppi in un momento corale di gioia e di festa, con giochi e canti, sino al momento delle preghiere e della “buona sera” con tutti gli oratoriani e famigliari, in cortile.
Periodicamente le Feste stagionali prendono il sopravvento sull'ordinario “sabato in festa” e diventano Festa di autunno, a metà novembre, con l'ormai mitica Castagnata con castagne arrostite e salsicciata (arrusti e mangia!), o Festa d'inverno, il sabato che precede la Festa di don Bosco, o Festa di primavera, in occasione della ricorrenza di san Domenico Savio; e, poi, per un intero mese e passa, l'Oratorio riassume tutte le feste con giochi, balli, bans, gite, arte, sport, spettacoli..., in un evento magico, il Grest o Gruppo estivo, che fa vivere, per un mese intero, un clima di festa e allegria, contagiando le centinaia di ragazzi che lo frequentano e le loro famiglie.
Segreto di tutto è la scelta dei gruppi e delle associazioni, che hanno alla base la formazione degli Animatori, attraverso un vero Lab-Oratorio di formazione all'animazione, con incontri teorici e veri laboratori di animazione.
L'Oratorio è parte integrante della parrocchia, anche se accoglie ragazzi e animatori da altri quartieri e dall'hinterland catanese. Nel rapporto con la Parrocchia è sempre più assodato l'affidamento all'Oratorio dell'animazione della pastorale giovanile con particolare riferimento alla catechesi dell'iniziazione cristiana.
Numerosi sono i gruppi d'impegno cristiano (o formativi) e le Associazioni all'interno dell'Oratorio-Centro Giovanile Salesiano: i gruppi d'impegno con momenti periodici d'incontri formativi e organizzativi; i gruppi di animazione liturgica come i ministranti e i cantori; il gruppo musicale e un magnifico gruppo di volontariato: il CAV “Domenico Savio” (Centro di Aiuto per la Vita e la Famiglia), formato da quanti condividono l'amore alla Vita, i valori della famiglia e lo spirito del volontariato e si impegnano per la difesa e la promozione di tali valori.
I Volontari sono impegnati nella sensibilizzazione ai valori della vita e della famiglia all'interno dell'Opera salesiana e nel Territorio, in particolare con la presenza periodica nelle Scuole superiori e in alcune Case famiglia, nel sostegno di mamme in attesa e di famiglie in difficoltà, con un supporto spirituale, psicologico, medico, legale e materiale, convinti che “La vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita” (papa Francesco).

TRE DOMANDE A DON GAETANO E A DON SAVERIO
CFP, Santuario, Universitari oltre all'Oratorio Centro Giovanile. Come si articola tutta questa complessità?
Il segreto è un'autentica collaborazione costruttiva tra le varie componenti che hanno realtà e problematiche diverse. Ma quello che vogliamo tutti è favorire la comunicazione, la condivisione e la comunione tra tutti; prestare un'attenzione particolare ai giovani e alla famiglia; camminare con i ragazzi, giovani e famiglie verso Gesù Cristo: da conoscere, amare, seguire nella via della vita e dell'amore, fedeli al Vangelo e al Magistero della Chiesa, con lo stile di don Bosco.
Qual è la cosa che ti dà più soddisfazione?
La cosa che mi dà più soddisfazione è il vedere in Oratorio la crescita e la presenza nel Territorio di vari gruppi d'impegno cristiano o formativi e di tante associazioni del tempo libero come C.G.S., P.G.S., T.G.S. e di indole educativo-sociale e volontariato come gli Scout/Agesci, l'S.C.S. e il CAV - centro di aiuto alla vita “Domenico Savio”, con tanti animatori e dirigenti, impegnati a favore dei giovani e delle famiglie, con spirito di volontariato e innamorati di don Bosco.
Quali sono i sogni per il futuro dell'opera?
Risponde don Saverio Arockiam, nuovo incaricato dell'Oratorio: «Il mio sogno è quello di favorire la realizzazione di un Oratorio che sia ancor di più ”Una famiglia di famiglie”, con la partecipazione di ragazzi, giovani e adulti delle varie componenti dell'Oratorio stesso... Quest'anno abbiamo già avviato alcune iniziative nel Territorio del Vicariato come la Scuola o Lab-Oratorio di animazione aperta anche ai giovani provenienti da altre Parrocchie, un torneo di calcio a 5 interparrocchiale e una serie di incontri su temi familiari, alla luce dell'“Amoris laetitia”, coordinati dal nostro “CAV Domenico Savio”.