I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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RUSSIA. I Salesiani tra musulmani e ortodossi

A Mosca, i Salesiani gestiscono la Casa della Divina Provvidenza, che accoglie 32 bambini e ragazzi in età scolare, tra i 7 e i 18 anni, lì ospitati a causa delle difficili situazioni delle loro famiglie. Provengono da diversi paesi e ambienti. Una parte sono bambini delle ex repubbliche dell'Unione Sovietica - Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan. La maggior parte proviene da famiglie ortodosse. Alcuni sono battezzati, e un terzo di essi sono musulmani. Da un anno sono arrivati anche due bambini cattolici. Due sono i Salesiani che vi lavorano: don Krzysztof Calaba, della Polonia, e don Petros Petrosjan, della Georgia.
L'educazione è basata sui valori cristiani. “Vogliamo formare i ragazzi nella consapevolezza che sono amati da Dio. Non abbiamo paura di condividere con loro i valori cristiani. Offriamo il tradizionale pensiero salesiano della “buonanotte” e le preghiere per tutti. Tutti gli studenti appartengono a religioni monoteiste, che condividono il rispetto e il perdono. Quando saluto i cristiani, faccio loro il segno della croce sulla fronte, agli altri pongo le mani sulla testa. A tutti auguro una buona giornata”.

CONGO. I Salesiani per i giovani più svantaggiati

I missionari salesiani a Uvira, nella regione del Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, stanno fornendo l'opportunità di andare a scuola a decine di bambini e a giovani adulti. Molti di questi studenti sono ex bambini soldato, bambini di strada, bambini accusati di stregoneria, donne particolarmente vulnerabili a violenze e sfruttamento.
Partendo da una formazione di recupero, con una particolare attenzione per l'alfabetizzazione, il progetto lavora per aumentare le conoscenze di base degli studenti, al fine di prepararli alla formazione di competenze avanzate. Il programma scolastico comprende inoltre un pasto al giorno per ogni studente e attività sportive 2 volte a settimana.
“La maggior parte di questi allievi ha avuto un accesso molto limitato all'educazione - spiega don Mark Hyde, Responsabile della Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle, negli Stati Uniti d'America -. Hanno frequentato per alcuni anni le scuole elementari e poi le circostanze non hanno più permesso loro di proseguire.
I Salesiani hanno iniziato il progetto educativo affinché i giovani adulti e le madri di famiglia possano apprendere un mestiere e ottenere un lavoro e così rompere il ciclo della povertà”.

MOZAMBICO. Novizi salesiani con i detenuti

Namaacha è una cittadina situata nella Provincia di Maputo, la capitale del Mozambico, al confine con lo Swaziland. Ricca di bellezze naturali e con il clima tipico delle montagne, offre però poche opportunità ai suoi abitanti, motivo per cui molti suoi giovani migrano verso la capitale o i paesi vicini in cerca di migliori condizioni di studio o di lavoro. In questo ambiente opera la comunità salesiana del Noviziato inter-ispettoriale di Angola e Mozambico.
Durante l'Anno Santo della Misericordia, la Comunità Formativa del Noviziato Salesiano ha deciso di aprire una nuova forma di apostolato ai novizi, attraverso la pastorale nel carcere locale. Da allora, durante tutto l'anno, ogni sabato pomeriggio un gruppo di novizi, accompagnato dal Maestro, don Adolfo Sarmento, e con il supporto dei Salesiani Cooperatori e di membri della Chiesa locale, porta un po' di compagnia ai detenuti, la maggior parte dei quali ha tra i 18 e i 29 anni, e offre loro formazione: musicale, sui temi dell'igiene orale e della prevenzione dell'AIDS, lingua inglese, oltre a momenti di preghiera e accompagnamento spirituale.
La situazione riscontrata nel carcere non è molto diversa da quella presentata da don Bosco nelle Memorie dell'Oratorio. Oltre che per le condizioni della propria cella, alcuni detenuti soffrono il dover aspettare a lungo l'esito del proprio caso giudiziario.

BRASILE. La missione salesiana di Iauaretê

La missione salesiana di Iauaretê è situata nel profondo Ovest dell'Amazzonia Brasiliana, al confine con la Colombia, ed è una delle missioni più distanti e difficili da raggiungere. Per raggiungerla servono normalmente 3 giorni, di cui uno su una barca a motore, risalendo il Rio Negro e poi continuando verso la Colombia navigando nel Rio Uaupes. Come si può intuire, Iauaretê è lontana da tutto, da istituzioni, centri abitati grandi e, purtroppo, lontana anche da servizi minimi di sussistenza, come ospedali e posti di salute.
Oltre al lavoro catechetico e di evangelizzazione, l'ambito che più impegna i Salesiani è il lavoro con bambini, adolescenti e giovani. Sono di una semplicità estrema e accettano con un sorriso e con un “Anyu” (grazie in lingua tukano) ogni proposta: un gioco, una camminata, un tuffo nel fiume, una preghiera, mai fanno mancare il loro sorriso. Anche se nelle loro case di legno, con il tetto di lamiera o paglia hanno solo le amache dove dormire, un fuoco per la pentola, se va bene un armadio dove tengono con cura i 4 vestiti che hanno e... basta!
A tutti i minori bisognosi i Salesiani offrono un luogo dove divertirsi, studiare, fare attività di gruppo, corsi di chitarra, Inglese, dattilografia, sport... E soprattutto la certezza di un futuro.