I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Giù la maschera!

Ci vuole coraggio per spogliarsi dei propri travestimenti e fidarsi degli altri; per riconoscersi simili a loro, nelle paure e nelle attese, nei fallimenti e nella fatica di vivere.

Apparire invincibili, granitici, sicuri di sé. È questo il mantra della società dell'efficienza e della competizione a tutti i costi; una società incentrata sul culto della perfezione, che impone proattività e capacità di adeguarsi in modo rapido ai cambiamenti, che è pronta a sacrificare l'identità e i bisogni dei singoli sull'altare della performance produttiva, che non lascia spazio per le debolezze e i tentennamenti individuali.
Lo sanno bene i giovani adulti, che in questa società ci vivono da sempre e, in parte, hanno contribuito ad alimentarne il mito. Educati a tenere ben nascosta la propria fragilità dietro uno schermo di ostentata sicurezza, abituati ad essere giudicati più per quello che “fanno” che per quello che “sono”, sperimentano la sofferenza di sentirsi schiacciati tra le aspettative ingombranti di una società che li vuole dinamici, intraprendenti, protesi al risultato, e un insopprimibile bisogno di autenticità.
Per questo hanno imparato a fabbricarsi mille maschere diverse, una per ogni situazione, da sfoggiare - a volte con disinvoltura, a volte con insofferenza - sul palcoscenico della vita, nella speranza di trovarne almeno una che li faccia sentire a proprio agio. Maschere che celano la loro insicurezza e le loro angosce più segrete allo sguardo indiscreto degli altri; maschere che cancellano e appiattiscono le differenze in nome di un rassicurante conformismo; maschere che finiscono con il diventare inscindibili dai volti, con il rischio di non riuscire più a “riconoscersi”, di perdere di vista ciò che sono realmente e di non riuscire più a scrollarsi di dosso quei travestimenti così subdoli e ingannevoli.
Ma per quanto si tenti di dissimulare i propri stati d'animo e la propria intrinseca fragilità, scegliendo con cura l'immagine di sé da esporre al giudizio degli altri, nessuna maschera è così impenetrabile da non lasciar trasparire in controluce qualche traccia di umanità. La paura di mostrarsi vulnerabili e di mettere a nudo i propri punti deboli non può azzerare la parte più intima e vera di noi, il desiderio profondo di essere accettati ed amati esattamente per quello che siamo.
Certo, ci vuole coraggio per dar voce a questa invocazione interiore che, dagli angoli più remoti dell'io, grida al mondo intero il nostro bisogno di amore e di relazioni autentiche. Ci vuole coraggio per spogliarsi dai propri travestimenti e fidarsi degli altri; per riconoscersi simili a loro, nelle paure e nelle attese, nei fallimenti e nella fatica di vivere. Ci vuole coraggio anche per far pace con la propria fragilità, imparando a vedere in essa non già un limite alla propria capacità di affermazione nel mondo, bensì un tratto caratterizzante della propria condizione di esseri umani.
Ma, in fondo, diventare adulti significa proprio questo: riconciliarsi con le proprie debolezze e imperfezioni, non aver paura di mostrarsi fallibili e bisognosi degli altri, comprendere che anche per chiedere aiuto e mettersi in discussione c'è bisogno di una grande forza ed umiltà. Solo per questa via si può recuperare appieno la propria umanità e sperimentare quell'empatia verso il prossimo e quell'autenticità di relazioni che sole possono incoraggiarci ad uscire dalla prigione dorata dell'apparenza e della dissimulazione e a lasciarci “smascherare” dall'amore di chi ci sta accanto.

Oggi la gente ti giudica
per quale immagine hai,
vede soltanto le maschere,
non sa nemmeno chi sei.
Devi mostrarti invincibile,
collezionare trofei,
ma quando piangi in silenzio
scopri davvero chi sei.
Credo negli esseri umani,
credo negli esseri umani,
credo negli esseri umani,
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani...

Prendi la mano e rialzati,
tu puoi fidarti di me;
io sono uno qualunque,
uno dei tanti uguale a te.
Ma che splendore che sei
nella tua fragilità
e ti ricordo che non siamo soli
a combattere questa realtà.
Credo negli esseri umani,
credo negli esseri umani,
credo negli esseri umani,
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani...
L'amore, amore, amore
ha vinto, vince e vincerà
l'amore, amore, amore
ha vinto, vince e vincerà...

(Marco Mengoni, Esseri umani, 2015)