I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

VOLONTARI

CLAUDIA KLINGER DAL DON BOSCO MAGAZIN

Traduzione di Marisa Patarino

«Faccio parte della famiglia»

Subito dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, Niklas Gregull ha cominciato a lavorare nell'ambito di un progetto di volontariato per bambini di strada in India.
Da allora torna in India ogni anno e aiuta altri giovani a prepararsi per diventare volontari nell'ambito delle organizzazioni salesiane.
Perché si impegna tanto? Niklas Gregull si stringe nelle spalle. «Faccio parte della famiglia», dice.

Quando Niklas Gregull arriva a Vijayawada, non passa inosservato: ha i capelli rossi, la pelle chiara, è un tipico europeo. Ogni estate parte da Vienna alla volta di Vijayawada. «Questa è la mia seconda patria», dice. Quando poi arriva al centro per ragazzi di strada che i Salesiani di don Bosco gestiscono in città, comprende che qui non è un estraneo, ma un amico accolto con calore, un membro della famiglia.

«Sono cresciuto in una parrocchia dei Salesiani di don Bosco»
Niklas Gregull è arrivato per la prima volta a Vijayawada nel mese di settembre del 2009. All'epoca aveva appena terminato il corso di studi medi superiori e voleva prestare opera di volontariato nella Famiglia di don Bosco per realizzare un sogno che aveva fin dall'infanzia.
«Sono cresciuto in una parrocchia dei Salesiani di don Bosco a Berlino Wannsee», dice. «E don Schwierzi, il sacerdote che c'era allora, ci mostrava sempre immagini dell'epoca in cui era stato missionario in Liberia. Ne ero stato molto colpito». Per questo presentò al Centro Don Bosco Mission di Bonn la sua domanda per prestare servizio di volontariato all'estero.
Così arrivò in India. Il progetto a cui ha partecipato si chiama “Navajeevan”, che significa “Nuova Vita”. Il sacerdote salesiano indiano Thomas Koshy nel 1989 ha cominciato a impegnarsi per permettere ai bambini di strada, che a Vijayawada sono migliaia, di sperare in un futuro migliore. Da allora, il progetto si è notevolmente ampliato nella città indiana e i Salesiani e i loro dipendenti non solo danno ai bambini di strada una nuova casa, ma si prendono cura dei bambini che lavorano, aiutano le famiglie colpite dal dramma dell'HIV, collaborano con le istituzioni governative che lavorano nell'ambito dei diritti dei bambini e compiono opera di prevenzione nei villaggi intorno alla città, da cui provengono molti bambini di strada e bambini che lavorano. Una decina di volontari che provengono dalla Germania, dall'Austria, dalla Svizzera e dai Paesi Bassi lavora stabilmente nell'ambito del progetto Navajeevan.
Niklas Gregull è rimasto colpito, riscontrando quanto sia importante dedicare semplicemente un po' di tempo ai bambini: «Molti di loro non hanno mai vissuto l'esperienza di qualcuno che dedichi loro attenzione e si interessi ai loro desideri e ai loro sogni. In realtà cerchiamo di fare il possibile perché i bambini di strada si riavvicinino alle loro famiglie, perché si tratta sempre del contesto migliore in cui un bambino possa crescere», spiega Niklas Gregull.

«Le storie dei bambini sono travolgenti»
Quando l'anno di servizio volontario terminò, Niklas comprese con assoluta chiarezza che voleva continuare a svolgere quel lavoro. «L'India e Navajeevan rimarranno sempre una parte della mia vita», dice con convinzione. Ora Niklas vive a Vienna e studia scienze politiche. Inoltre è impegnato nell'ambito dell'iniziativa “Don Bosco Youth-Net”, presta attivamente la sua opera a Benediktbeuern, in Germania, per aiutare nuovi volontari a prepararsi, e tiene seminari per i giovani provenienti da tutta Europa che lavorano come volontari per un anno in Germania nell'ambito di un progetto sociale o ambientale.
Molti volontari, la maggior parte di loro, fanno esperienza della povertà e della miseria per la prima volta nella loro vita negli Istituti don Bosco in India, in Africa, in Europa o in Sud America. Sono esperienze inquietanti, che possono suscitare la nostalgia di casa. Ma non ce ne sarebbe il tempo, come dice Niklas Gregull: «Le storie dei bambini in alcuni casi sono molto forti: alcuni sono stati venduti come schiavi domestici e lasciati in balia dei capricci dei “proprietari”. Ci sono bambini affetti da HIV completamente soli, perché i loro genitori sono morti di AIDS. E ci sono ragazze costrette al matrimonio o obbligate a prostituirsi. Ma nella vita di ogni giorno», dice Niklas Gregull, «i bambini malgrado tutto sono bambini e vogliono essere felici. E proprio questo dà una motivazione: si vedono i bambini, si gioca con loro e si sperimenta come i collaboratori siano disponibili per loro in qualunque momento. Il progetto s'inserisce nell'opera di don Bosco ed è molto impressionante».

IL DON BOSCO YOUTH-NET
Don Bosco Youth-Net (DBYN) è una rete internazionale di gruppi di lavoro e organizzazioni giovanili promossi dai Salesiani che operano nello stile di don Bosco. La rete mette assieme oltre 1000 dipendenti e 8000 volontari che si prendono cura di oltre 110.000 tra bambini, ragazzi e giovani in 13 nazioni dell'Unione Europea: Spagna, Germania, Slovacchia, Slovenia, Austria, Belgio, Malta, Repubblica Ceca, Irlanda, Gran Bretagna, Polonia, Olanda e Italia.
info@donboscyouth.net
www.donboscoyouth.net