I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

LA COMUNITÀ

DON CORRADO BETTIGA

Morto a Torino, il 27 agosto 2017, a 85 anni

Era il “sorriso” di Valdocco. Sempre in movimento qualunque fosse la sua carica (e ne ha avute tante), aveva il dono di mettere a suo agio chi lo incontrava. Dopo quindici giorni nei quali la salute declinava sempre più, don Corrado è nato al cielo domenica 27 agosto al tramonto. Molti di noi lo hanno incontrato in questi giorni, unitamente ai suoi famigliari. Erano incontri molto sereni, perché gli ultimi giorni di don Corrado sono stati come il riflesso della sua vita: amore per la vergine Maria e la nostra congregazione, senso grande del dovere e della comunità, desiderio di donare la carità del suo cuore di pastore con discrezione e fortezza, coniugate sapientemente insieme.
Don Corrado nasce a Sueglio in provincia di Como nel maggio del 1932. Forte della fede ambrosiana già a 17 anni sceglie con entusiasmo la vita consacrata, con la professione religiosa nel noviziato di Montodine. Dopo il post noviziato triennale a Nave ed il tirocinio a Varese, sempre a Montodine si consegnerà per sempre al Signore con i voti perpetui. Studia teologia a Monteortone e diventa diacono all'inizio del 1959 e dopo sei mesi sacerdote. Sono gli anni colmi di fermento che prepararono il Concilio Vaticano II: di quegli anni don Corrado custodì sempre il desiderio della ricerca, dell'aggiornamento e anche l'amore per la semplicità e la verità del pregare e del ben celebrare insieme.
Dopo l'ordinazione è a Roma per studiare Diritto Canonico che insegnerà per molti anni a Castellammare dal 1963 al 1979 e poi alla facoltà teologica della Crocetta di Torino. A Castellamare fu anche direttore dello studentato teologico (a partire dal 1973): alcuni confratelli lo ricordano formatore attento e paterno, capace di accompagnare con prudenza, in quegli anni di cambiamento sociale ed ecclesiale.
Nel 1979 sarà qui a Valdocco economo e vicario prima, poi direttore dal 1985 al 1989. Dopo un quadriennio come parroco di Torino San Paolo, per la sua particolare sensibilità spirituale viene scelto come Assistente centrale dell'Istituto Secolare delle Volontarie di don Bosco, incarico che ricopre fino al 1999.
Così viene ricordato dall'attuale Responabile Maggiore Olga Križová: «Lui è stato per ognuna di noi il modello del salesiano fedele, il padre e il fratello. La sua presenza ai nostri consigli centrali era caratterizzata da una grande delicatezza e attenzione; i suoi interventi erano sempre costruttivi e incoraggianti e mostravano una chiara comprensione della nostra secolarità consacrata salesiana. Quando è stato pubblicato il nuovo Codice di Diritto Canonico, lui ci ha aiutate a scoprire le novità che si riferivano agli Istituti Secolari e a riflettere sulla specificità e originalità della nostra vocazione. Il suo sorriso instancabile diceva la sua unione con Dio. Sempre disponibile, era pronto ad offrirci il suo servizio anche in momenti per lui difficili, come quando si era rotto la gamba e si muoveva con difficoltà».
Sempre presso la casa generalizia di Roma-Pisana sarà anche direttore dal 1999 al 2005.
Don Corrado torna poi a Valdocco, ancor più ricco di amore per la nostra congregazione, con uno sguardo che sa abbracciare volti e problemi ampli, che ha conosciuto bene la vitalità del carisma salesiano in tutto il mondo, con laboriosità umile ed instancabile per nove anni si occupa della biblioteca della Casa Madre e come vicario della comunità Maria Ausiliatrice è premurosissimo nell'accompagnare i confratelli anziani nella loro malattia. Rimane sino alla fine segnato da un tratto umano molto semplice ma molto signorile, che permette a ciascuno di accostarsi a lui con desiderio di ascolto e talvolta permette di accogliere anche qualche amabile richiamo, che don Corrado offriva con delicatezza.
Così lo ricorda con finezza il nostro segretario ispettoriale: «Forte come le sue montagne e dolce come il lago di Como ai piedi del suo paesello. Quando lo incrociavi, era sempre pronto a rifilarti una delle sue battute. Era il suo abituale e faceto approccio per farti sentire accolto, amico, complice della sua volontà di vivere un rapporto sereno e confidenziale. A Valdocco gli abbiamo voluto molto bene e lo abbiamo apprezzato ed ammirato. Era un salesiano forte, volitivo, fedele, generoso e sacrificato. Nessuno ormai pensava al suo glorioso passato di insegnante di Diritto Canonico a Salerno e Castellamare: una “carriera” di quasi 16 anni. Ma chi ricorda quei suoi anni vissuti tra Castellamare e Salerno, parla con ammirazione della sua simpatica e costante presenza nell'oratorio di Castellamare dove il canonista lasciava il posto al salesiano scherzoso, amichevole e buon pastore.
A Valdocco è stato un Vicario d'oro: lo abbiamo visto fedele alla preghiera e, soprattutto, dedicato agli ammalati come nessun fratello saprebbe fare: medici, ambulatori, visite all'ospedale anche più volte al giorno, in tram, in macchina (alla ricerca di un autista). Sempre disponibile, sembrava che non sentisse la fatica, eppure anche lui era ammalato, ma non lo faceva pesare.
La malattia lo avrebbe stroncato già da tempo, ma lui, con quel suo carattere forte ereditato dalle sue montagne, si rialzava, ritornava alla comunità, lavorava».
Don Pierluigi Cameroni, postulatore della Congregazione: «Di don Corrado Bettiga ricordo l'umanità e la familiarità con cui mi ha sempre accolto, sempre disponibile per ogni esigenza e richiesta. L'ho visto come un vero salesiano innamorato di don Bosco e interessato alla vita della Congregazione e della Famiglia Salesiana, di cui è stato un grande promotore e animatore in diversi dei suoi gruppi. Ci lascia la testimonianza di una fede operosa, di una carità attenta e squisita, di una speranza ferma e gioiosa».