I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Don Antonio Sala
Un grande collaboratore di don Bosco

Un personaggio di rilievo, ma praticamente sconosciuto, nella storia dei primi anni della Congregazione salesiana. Ha speso tutta la sua vita salesiana nell'ambito economico.
Ne presentiamo la luminosa figura in due successive puntate sul Bollettino Salesiano.

Infanzia e giovinezza
Nacque il 29 gennaio 1836 nella Brianza lecchese, a Monticello di Olgiate Molgora, diocesi di Milano. Il padre Pietro ed il fratello, gestori di una filanda, avevano sposato due sorelle. Famiglie molto religiose entrambe con un figlio prete (il salesiano Antonio e il cugino Federico, teologo e futuro vescovo Ausiliare a Milano) e un figlio religioso: Ambrogio, fratello di Antonio, salesiano per alcuni anni e suor Maria Serafina, sorella di Federico, religiosa di clausura a Bergamo.
Antonio, compiuti gli studi elementari, adolescente forte e robusto, si mise subito al lavoro nell'ambito familiare. Come animatore dell'oratorio parrocchiale dimostrava attitudini alla vita sacerdotale, con la sua capacità di attrarre i ragazzi, organizzarne i divertimenti, portarli alle funzioni di chiesa. Tornato dal servizio militare nell'esercito austro-ungarico, assunse responsabilità nella gestione dell'azienda familiare, dove rivelò eccellenti doti amministrative e grande senso pratico.
Morta la mamma, il giovane Antonio maturò il desiderio di diventare sacerdote. Se ne fece interprete il parroco don Nava che all'inizio del 1863 scrisse a don Bosco, magnificando le doti di natura e di grazia del giovane e chiedendogli di accoglierlo a Valdocco. Alla risposta immediatamente positiva di don Bosco, don Nava lo ringraziò e gli assicurò che il ventiseienne Antonio, riconoscentissimo, sarebbe arrivato a Valdocco quanto prima. Il generosissimo parroco si impegnò a pagare in anticipo per cinque anni non solo la “troppo modica” pensione richiesta da don Bosco, ma in caso di morte dava in garanzia mobili, posate d'argento e oggetti di valore in suo possesso.

Studente-lavoratore e sacerdote-educatore
Arrivato a Torino il 5 marzo 1863 il Sala iniziò gli studi ginnasiali. A Valdocco si trovò a suo agio, e come “figlio di Maria” non solo recuperò gli anni scolastici persi, ma, disinvolto nel tratto e pratico di affari commerciali, nei tempi liberi aiutava il malaticcio economo don Alasonatti, dava una mano ai provveditori della casa, andava lui stesso al mercato ed assisteva ai primi lavori della costruzione della chiesa di Maria Ausiliatrice. L'esperienza gli sarebbe servita per le varie chiese e costruzioni salesiane che avrebbe seguito personalmente nei decenni successivi.
Il 22 maggio 1869 don Sala era sacerdote, ormai da quattro anni presente nella casa di Lanzo.

Economo a Valdocco (1869-1880)
Prima ancora della fine dell'anno scolastico, il 3 luglio 1869 don Bosco gli chiese, riservatamente, se era disponibile a trasferirsi per qualche tempo a Valdocco perché vi era assoluto bisogno di un economo della casa in quanto l'economo generale don Savio era sovraoccupato. Don Sala accettò, scese a Valdocco. Vi sarebbe rimasto per 26 anni, fino alla morte.
Colà poté approfondire i suoi affrettati studi teologici frequentando per tre anni al Convitto le lezioni di morale: gli sarebbero state utilissime nel ministero pastorale che avrebbe svolto per tanti anni come confessore ordinario nella chiesa di Maria Ausiliatrice, cappellano dell'Istituto del Buon Pastore, confessore straordinario del collegio degli Artigianelli, e successivamente anche assistente spirituale dei laboratori femminili di S. Giuseppe al rifugio Barolo.
Nella seduta del Consiglio Superiore dell'11 dicembre 1869 don Savio venne confermato economo generale, ma parecchi voti li ebbe pure don Sala, che nel gennaio successivo, nel Capitolo dell'Oratorio venne formalmente eletto economo. Avrebbe svolto una formidabile attività economico-amministrativa all'interno della mega opera di Valdocco, con varie centinaia di giovani, suddivisi fra studenti, artigiani, oratoriani, chierici, con tanto di aule, cortili, laboratori, refettori, camerate, sale, chiesa di Maria Ausiliatrice, cappelle; vi si aggiungano lotterie, costruzioni, manutenzione generale, problemi fiscali, notarili... Non gli mancarono momenti difficili, tant'è che il 27 gennaio 1870 don Bosco da Firenze invitò don Rua a fargli coraggio.
Nel gennaio 1873, avviata una piccola lotteria con primo premio una preziosa copia della Madonna di Foligno di Raffaello, don Bosco gli affidò lo smercio dei biglietti, previsto soprattutto in Lombardia. Don Sala percorse particolarmente le province di Milano, Como e Varese, dove poteva offrire cartelline di beneficienza alle più cospicue famiglie, che in qualche modo sentiva a lui vicine e che forse erano già in contatto con don Bosco. Smerciò molti biglietti, ma molti altri gli vennero restituiti, per cui andò a cercare altri benefattori fino a Roma.
Salesiano della prima ora, don Sala svolse molti altri umili servizi, compresi la classica assistenza in cortile e nei laboratori e qualche insegnamento ai giovani coadiutori. Nel 1876 a Roma si occupò di alloggiare tanto i salesiani destinati alle nuove fondazioni di Albano, Ariccia e Magliano quanto i missionari venuti a ricevere il mandato dal Papa. Il 17 dicembre 1876 per la prima volta partecipò alle sedute del Consiglio Superiore: lo avrebbe fatto per quasi 20 anni. Nel 1878 fece sopralluoghi a Mornese e Chieri per provvedere ai necessari lavori di adattamento delle case delle FMA. In ottobre fece lo stesso per i salesiani di Randazzo in Sicilia e poi di Este e Mogliano Veneto. Così altre volte per oltre quindici anni. Don Bosco si fidò di lui e lui ne ricambiò la fiducia fino sul letto di morte, anzi ancora dopo, come vedremo il prossimo mese.

UNA TAVOLA ROTONDA AD ALTO LIVELLO
Promossa dall'ing. Nicola Barone, dirigente nazionale di Telecom Italia, e dal prof. don Francesco Motto, noto storico salesiano, si è tenuta nella casa salesiana di Arcinazzo Romano una due giorni di studio sull'enciclica “Laudato si'” di papa Francesco.