I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

“Jaramter” cuore salesiano

“Jaramter”, un termine coreano che significa luogo di crescita, è il nome di una Casa famiglia di Seul, dove le Figlie di Maria Ausiliatrice condividono la vita con i bambini provenienti da vari Paesi dell'Asia.

«Perché mi fai male?»
Stavo preparando la merenda per i ragazzini, quando ho visto che uno di loro era agitatissimo; il bambino, piangendo, mi cacciava via e mi faceva male alla mano sinistra. Aveva solo sei anni. Volevo fermarlo, poiché correva per uscire dalla stanza, ma non ho potuto: mi chiedeva solo di stare in disparte.
Perché ti senti così infastidito? Dimmi perché!
Lui mi ha guardato con uno sguardo fermo e ha cercato di spezzarmi un dito della mano.
Sei arrabbiato e stai facendo così, neppure ti dispiace che mi hai fatto del male.
Finalmente ho potuto liberare la mia mano dalla sua violenza.
Il dolore che provavo fisicamente non era più grande e più forte di quello che sentivo nel cuore. Il fanciullo, dopo avermi lasciata, piangeva e guardava a terra.
Gli ho chiesto con dolcezza: Perché hai fatto così, perché ti senti così infastidito?
Potresti dirmelo? Tu non sei un fanciullo cattivo.
Sì, lo sono.
No, non sei così! Avrai qualche ragione per comportarti in un certo modo; dimmi cosa ti è capitato. Perché lo vuoi sapere, suora?
Tu mi hai detto che mi vuoi bene e anch'io che ti voglio bene, ma tu stai soffrendo ed io non so niente, anche se il dito mi fa male, il tuo cuore soffre molto di più. A che serve preparare il cibo per te, se non so perché vivi tanto dolore nel cuore?
Il bambino è scoppiato in lacrime, poi un sussurro: ora ti parlo! E il fanciullo mi ha parlato, più con un gesto: mi ha preso la mano sinistra e mi ha chiesto se mi faceva male. Poi ha esclamato: perdonami, ed ha soffiato sul mio dito.
Io l'ho accarezzato e l'ho rassicurato: era tutto a posto perché mi aveva curato. Gli ho detto di promettermi di non torcere la mano a nessuno, anche se si sentisse infastidito.
Perdonami, suora.
L'ho abbracciato e stretto al cuore.
La luna ci ha visto giocare insieme agli altri bambini, sereni e riconciliati.

Così scrive sul suo diario una suora, ed è “Jaramter”, un termine che in coreano significa luogo di crescita; è il nome di una Casa famiglia di Seul, dove le Figlie di Maria Ausiliatrice condividono la vita con i bambini provenienti da vari Paesi dell'Asia. È il luogo dove maturano i sogni, i pensieri e il cuore di chi vi abita, il quale batte con quello di don Bosco; continuiamo a sentirlo ascoltando suor Cho Young-Ju Agata.
I fanciulli, ci spiega, sono affidati alle suore dal Comune e, prevalentemente, sono figli di donne immigrate, sposate in Corea, ma rimaste sole con i loro bimbi a causa delle violenze subite dai loro mariti o perché il loro matrimonio è fallito. Il termine “jaramter” racchiude il desiderio di far crescere i bambini integralmente, di dar loro una cultura sia per evitare che conducano la loro vita nella pericolosa realtà della strada sia perché possano inserirsi protagonisti nella società.
Accogliendo i figli delle donne immigrate, si fa pastorale familiare prendendosi cura delle donne che ovviamente non possono allo stesso tempo lavorare ed educare i loro figli, quindi, mentre le giovani mamme sono al lavoro, i loro bambini sono nella Casa famiglia, dove svolgono attività educative, sono custoditi, protetti ed educati ma, soprattutto sono amati e sentono di esserlo, incondizionatamente.

Educare bambini che hanno sofferto
Secondo la statistica del Governo coreano circa 120.000 su 150.000 degli immigrati sono donne, perlopiù sposate, ma il 37,8% arriva alla rottura matrimoniale entro i cinque anni. La maggior parte di esse ha la difficoltà di imparare il coreano e di inserire i loro figli nella vita sociale e scolastica, pertanto le FMA, diventate esperte nella pastorale per gli immigrati, sono riuscite ad ottenere dal Comune di Seul la gestione del Centro di autonomia per le donne immigrate. In base alla situazione sopra descritta, la Casa famiglia “Jaramter” è stata inaugurata il 7 marzo 2016, dopo che una mamma, con le lacrime agli occhi, ha chiesto aiuto per sé e per i suoi figli. I fanciulli che la frequentano hanno la possibilità di apprendere la lingua coreana dialogando con le suore, con gli altri educatori e, soprattutto, imparano a rapportarsi, un insegnamento pedagogico fondamentale in quanto l'esperienza della violenza paterna non ha permesso loro di sviluppare la capacità di gestire correttamente le relazioni.
L'educazione è veicolata dallo svolgimento dei compiti, dal gioco, dalla cena, da una vita familiare dentro la quale i bambini si esprimono come vorrebbero fare con le loro mamme. Inoltre, la pedagogia di ambiente, lo spirito di famiglia, elementi portanti della spiritualità salesiana, danno spessore all'educazione. Educare bambini che hanno sofferto non è semplice; hanno vissuto per alcuni anni senza regole e senza una presenza adulta significativa; spesso i mass-media sono stati i loro unici educatori. La violenza è per loro la sola risposta, ma ogni trasformazione è possibile quando vivono l'esperienza di essere amati e si sentono finalmente parte importante di una famiglia perché “Jaramter” è uno stile di vita, un modo di essere, di educare e di amare: è il cuore di don Bosco!