I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Sister's relay

«Abbiamo visto la forza della vita!»

In seguito alle catastrofi naturali, le varie Congregazioni religiose presenti sul territorio giapponese hanno organizzato il “Sister's relay”, un'iniziativa mediante la quale le suore hanno svolto una grande opera di volontariato.
Hanno partecipato anche le Figlie di Maria Ausiliatrice.

Ritorno dopo cinque anni
Un arcipelago frastagliato e montuoso composto da più di tremila isole. L'area è geologicamente giovane, ancora in fase di assestamento: i terremoti sono frequenti e sono presenti numerosi vulcani, diversi dei quali ancora attivi. È uno Stato insulare dell'Estremo Oriente il cui panorama potrebbe così essere sintetizzato: l'azzurro del mare, il bianco della sabbia e della roccia, il verde dei pini e il blu del cielo. Uno spettacolo che riempie di stupore lo sguardo di chi lo osserva e che si chiama Giappone. Ma da cinque anni lo scenario è cambiato. L'11 marzo 2011, alle 14:46, ci sono stati un grande terremoto e un grande tsunami, calamità che hanno sottratto la vita a numerose persone, causando anche un ulteriore danno a Fukushima, in quanto è esplosa la centrale nucleare. Dal giorno indimenticabile è difficile dire se i cinque anni trascorsi possono essere considerati un tempo lungo oppure breve, ma si sa che l'evento che si è verificato continua a vivere nel cuore dei sopravvissuti e a mandare silenziosamente un eloquente appello al mondo, all'umanità, a ciascuno di noi. La sofferenza ha evidenziato la fragilità della vita ma anche la sua bellezza e la sua forza: nell'emergenza sono nate molte relazioni tra le persone. Gli aiuti della Chiesa giapponese sono giunti subito, così come i volontari per aiutare e incoraggiare, ed in moltissime zone è stato fondato il Centro Caritas per il volontariato. Suor Maria Naoko Miyazawa, suor Giovanna Chikako Nakajima, suor Juliana Ikuko Onischi hanno vissuto in prima linea il dolore provocato dal terremoto e dallo tsunami; oggi desiderano coralmente testimoniare la loro esperienza per evitare che ogni accadimento colpisca nell'immediato e principalmente come fenomeno mediatico, ma sia dimenticato dopo poco tempo. Troppo poco tempo.
Sister's relay
In seguito alla catastrofe naturale, le varie Congregazioni religiose presenti sul territorio giapponese hanno organizzato il “Sister's relay”, un'iniziativa mediante la quale le suore hanno svolto il volontariato. Hanno partecipato alla proposta di solidarietà anche le Figlie di Maria Ausiliatrice: dieci sono state inviate come volontarie, due sono state mandate al Centro di sostegno della diocesi di Tokyo per far parte dello staff. Da parte dell'Istituto, messaggi e tanta solidarietà, materiale e spirituale, al punto da far nascere il “Centro di sostegno”, a favore dell'Ispettoria giapponese”, nella città di Ofunato, la città più colpita dallo tsunami: aveva quarantasettemila abitanti, dopo la calamità si calcola che una casa su quattro sia andata distrutta. Un Centro per continuare a camminare ancora ed insieme alla gente, per sostenere facendosi vicinanza e prossimità, ma anche per aiutare con i sostegni che hanno donato di nuovo alle persone la forza di vivere con speranza il proprio quotidiano, guardando al futuro. Il popolo giapponese ha ripreso il lavoro dal quale sta ottenendo esiti positivi, nonostante tante difficoltà ed ostacoli. «Abbiamo visto la forza della vita, dicono le Figlie di Maria Ausiliatrice, più grande della sofferenza, la fede che non perde la fiducia in Dio davanti alle situazioni difficili».
Custodire il grido
Si chiama padre Siota, appartiene ai Piccoli fratelli di Gesù, e dopo il terremoto è stato mandato come parroco della chiesa di Ofunato; collaborando con suor Maria Naoko Miyazawa (originaria di Ofunato) e con suor Teresina Izumi Uchida, è stato possibile riprendere la preparazione alla prima comunione per tanti bambini filippini. Mediante la catechesi si è giunti alle famiglie: la maggior parte non era sposata. Padre Siota e le suore hanno fondato una comunità per aiutare le mamme filippine e i loro figli, anche se spesso senza la comprensione del proprio coniuge. Nella casa salesiana le giovani donne e madri trascorrono ore di allegria, molte volte cucinano insieme i loro piatti tipici e vivono esperienze che maturano la loro fede. «Così, affermano le Figlie di Maria Ausiliatrice, la nostra piccola attività continua a collaborare con la comunità ecclesiale, anche se è un granello rispetto alla grande sofferenza, ma l'amore di Dio si rivela principalmente in ciò che è piccolo ed umile. Vogliamo camminare con le persone del posto che sono ancora nella sofferenza e nelle difficoltà, che ci chiedono di non dimenticarle. Ecco, vogliamo custodire questo grido, perlopiù inespresso, perché il nostro desiderio di stare accanto a loro non venga meno, perché possiamo continuare a lavorare per loro e soprattutto con loro. Vogliamo esprimere la nostra riconoscenza per i messaggi di incoraggiamento e per le espressioni di solidarietà che sono giunti e giungono ancora oggi da tutto il mondo. Ci fanno comprendere che Dio è veramente un mistero perché ci dimostra il Suo amore, la Sua grandezza, in particolar modo nelle difficoltà e nel dolore tessendo relazioni che vivranno per sempre in noi».