I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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INDIA. In gioco per la causa dei migranti

Un recente censimento ha stimato che in India sono circa 450 milioni le persone migrate dai luoghi d'origine verso i centri urbani. I migranti non sono sempre i benvenuti e spesso devono lottare per ritagliarsi uno spazio nei nuovi contesti. Istituzioni come il “Bosco Enhancement Services for Tribals” (BEST - Servizio Salesiano per la Valorizzazione dei Tribali) si impegnano a offrire formazione ai migranti, così da accrescere le loro possibilità professionali.
Nei mesi di luglio e agosto il BEST ha organizzato per la seconda volta un torneo di hockey esclusivamente dedicato ai migranti. La competizione è stata coordinata da don Nobert Xalxo, direttore del BEST.
“Il primo obiettivo del torneo è identificare i giovani da poter aiutare affinché trovino un posto di lavoro; inoltre cerchiamo di far sì che i ragazzi si conoscano e interagiscano tra loro. Lavorano tutta la settimana, così quando la domenica giocano possono rilassarsi e socializzare” ha spiegato don Xalxo.
“Ci sono due tipi di migranti. Quelli che si spostano per studiare e quelli che lo fanno per lavorare. Noi ci concentriamo su coloro che lo fanno per lavorare, tendenzialmente i più bisognosi. Li formiamo e li aiutiamo a trovare un'attività lavorativa. Dalla prima edizione del torneo abbiamo avviato al lavoro già 30 giovani” conclude il salesiano.

CUBA. Il Sistema Preventivo per una vita nuova

A Cuba non esistono collegi religiosi, né collegi privati dal trionfo della rivoluzione del 1959. Tutto è statale. Però, i Salesiani hanno saputo trovare il loro posto e mettere in pratica il Sistema Preventivo di don Bosco raggiungendo i giovani attraverso il lavoro nelle parrocchie.
Nelle parrocchie si svolge un'evangelizzazione sociale per mezzo di corsi e laboratori educativi.
Camagüey, a Cuba, è una città di 300.000 abitanti, situata nella zona orientale: celebra quest'anno il centenario dell'arrivo dei Salesiani (1917). È stata la prima presenza salesiana a Cuba dove si stabilirono i missionari di don Bosco e con la felice circostanza che tre dei quattro salesiani che arrivarono sono ora beati.
I tre Salesiani di Camagüey si prendono cura del Santuario, tre cappelle e 24 comunità rurali visitate settimanalmente. L'approccio con i giovani si compie attraverso i laboratori, gli incontri di formazione settimanale, momenti di condivisione, i ritiri e nella pastorale estiva.
Inoltre c'è anche l'oratorio, che si apre ai giovani dei quartieri vicini. Dopo lo sport, si offrono loro momenti di formazione umana e cristiana. I salesiani stanno in mezzo ai giovani nonostante la situazione storica e politica.

PAPUA NUOVA GUINEA. Il coraggio di suor Theresa Trinh

La vita e il lavoro dei pescatori vietnamiti è sempre più a rischio. Ciò che è molto inquietante è che molti giovani pescatori vietnamiti potrebbero essere vittime della tratta di esseri umani: vengono sfruttati da chi li impiega nella pesca illegale, senza una corretta licenza, né garanzie di protezione, né sicurezza da parte dei datori di lavoro.
Una volta catturati, vengono quasi totalmente dimenticati e abbandonati. Questi giovani hanno diritto a essere rispettati e ad un lavoro migliore, rispettoso della loro dignità.
Centotrenta pescatori vietnamiti arrestati per pesca illegale e raccolta di frutti di mare nelle acque della Baia di Milne, in Papua Nuova Guinea, sono stati spietatamente ignorati da chi li aveva ingaggiati.
L'unica persona che non li ha dimenticati è stata suor Theresa Trinh Vu Phuong, Figlia di Maria Ausiliatrice vietnamita, attualmente impegnata in Papua Nuova Guinea. La piccola suora coraggiosa ha fatto come don Bosco: è andata a cercare i pescatori nelle carceri. I pescatori sono reclusi nelle carceri di Alotau, Giligili e Bomana, in Papua Nuova Guinea, e suor Trinh Vu Phuong si occupa delle loro necessità e funge da interprete e mediatrice per loro durante le udienze in tribunale.
La suora, che lavora nell'Istituto di Formazione delle FMA di Alatou, si occupa anche di informare e comunicare con le famiglie dei pescatori, provvede a pagare le sanzioni, ad ottenere tutti i documenti necessari e i biglietti per il loro rimpatrio in Vietnam.
Suor Trinh Vu Phuong è già stata capace di ottenere il rimpatrio di 87 pescatori vietnamiti, e altri 18 li seguiranno presto. Grazie al coraggio di questa suora e al sostegno offerto dalla sua comunità FMA, tutti loro potranno rientrare a casa dalle loro famiglie.
Il Governatore della Provincia della Baia di Milne ha espresso la sua profonda gratitudine a suor Trinh Vu Phuong. Anche la diocesi è orgogliosa di lei.
Il capitano Dinh Van Tam è stato l'ultimo dei pescatori vietnamiti a essere rilasciato. È scivolato in una profonda depressione ed è diventato molto debole, tanto che era stato trasferito presso l'Ospedale Generale di Alotau. “Credevamo che sarebbe morto - racconta monsignor Rolando Santos, CM, vescovo di Alotau-Sidea -. In quel momento suor Trinh Vu Phuong era nelle Filippine. Fortunatamente, però, è tornata ad Alotau in tempo per aiutare il capitano dell'imbarcazione vietnamita. Ha servito non solo come interprete, ma anche come infermiera, preparando i pasti e anche imboccando il capitano”.
Suor Teresa ha finalmente ottenuto il rimpatrio per il signor Tam, il quale ha promesso che, una volta in Vietnam, si sarebbe fatto battezzare.
“La carità non è sempre facile, ma con la fiducia nella Provvidenza Divina e l'aiuto di Maria, nulla è impossibile.