I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

La voce dell'inquietudine: in dialogo con me

Non si può vivere perennemente in apnea, anestetizzando il proprio bisogno di autenticità, e neppure si può fuggire da se stessi e dalle proprie domande di senso!

Giornate frenetiche e convulse vissute in apnea, impegni che si susseguono e si sovrappongono febbrili senza lasciare un attimo di respiro, ritmi serrati e forsennati che aboliscono e divorano ogni momento libero. Nella corsa a ostacoli dell'esistenza si fa spesso fatica a ritagliare un tempo e uno spazio per la riflessione interiore, per il dialogo con se stessi, per prendersi cura della propria anima.
Di fronte alle difficoltà quotidiane, all'incalzare dei cambiamenti, ai tanti punti di sospensione che costellano di dubbi e di incertezze il cammino verso l'adultità, l'atteggiamento più comune è quello del “tirare a campare”, dell'andare avanti per inerzia, evitando di soffermarsi a riflettere troppo a lungo sul senso del percorso intrapreso e di porsi domande moleste che rischino di mettere in discussione le proprie scelte o di aprire squarci pericolosi sulla propria fragilità. In alternativa, c'è chi preferisce la via della fuga, della non-scelta, del “buttare tutto all'aria”, piuttosto che correre il rischio di ascoltare la propria voce interiore e trovarsi faccia a faccia con gli interrogativi che gli bruciano dentro.
A lungo andare entrambe queste strategie rivelano, però, tutta la loro inefficacia. Non si può vivere perennemente in apnea, anestetizzando il proprio bisogno di autenticità, e neppure si può fuggire da se stessi e dalle proprie domande di senso! L'esperienza della crescita umana, per essere feconda e foriera di equilibrio interiore, necessita prima di tutto di consapevolezza. E il primo passo per restituire senso e direzione di marcia al proprio cammino, scampando al rischio del disorientamento e dell'insignificanza, è senza dubbio quello di abbandonare ogni finzione e fare spazio a quella salutare inquietudine che ognuno di noi si porta dentro, imparando innanzitutto a riconoscerla e a darle un nome.
Se è vero, infatti, che ciò può provocare sofferenza e destabilizzare le certezze faticosamente costruite e cristallizzate nel tempo, non si può fare a meno di riconoscere che nessuna effimera tranquillità vale il prezzo dell'inautenticità e della rinuncia a dar voce alle proprie attese più profonde.
È in quest'ottica che diventa ineludibile, per i giovani adulti, l'esigenza di recuperare la dimensione troppo spesso trascurata del dialogo interiore, della ricerca incessante sulla strada di una più profonda conoscenza di se stessi - delle proprie risorse e aspirazioni, ma anche della propria fragilità e insoddisfazione - come stimolo e punto di partenza per un paziente lavoro di ri-orientamento e ri-motivazione delle scelte intraprese e dei progetti futuri.
Sono queste le premesse per superare la tentazione di vivere la quotidianità in modo convulso e aproblematico, imparando a dare ascolto alla propria inquietudine e al proprio desiderio di “qualcosa di più” e facendo propria la prospettiva di una permanente auto-educazione, in grado di restituire gusto, orizzonti e senso di continuità alla propria esistenza.

Vorrei imparare dal vento a respirare,
dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose
dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde di andare e venire,
ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce
e io mi fermo a pensare
a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni,
in cui ti senti come uno che si è perso
tra obiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché
in un istante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me;
succede perché fingo
che va sempre tutto bene,
ma non lo penso, in fondo...
Torneremo ad avere più tempo e a camminare
per le strade che abbiamo scelto,
che a volte fanno male,
per avere la pazienza delle onde di andare e venire,
e non riesci a capire...
Succede perché
in un istante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me;
succede anche se il vento
porta tutto via con sé.
Vivendo, ricominciare a fluire,
ricominciare a fluire...

(Tiromancino, Imparare dal vento, 2004)