I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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SIRIA. Tra i giovani c'è una fede incrollabile

La guerra in Siria sta avendo una recrudescenza negli ultimi mesi, tanto che i Salesiani parlano di “livelli molto elevati di mancanza di umanità”. I morti superano il mezzo milione, ci sono più di 1,6 milioni di feriti e più di 11 milioni di sfollati. In questo contesto, i Salesiani continuano a servire la popolazione nella maniera più normale possibile, ma in uno scenario circondato da violenze, senza acqua, né luce e con scarsità di cibo.
I Salesiani nelle loro tre presenze in Siria (Aleppo, Damasco e Kafroun) hanno dovuto vivere situazioni difficili: “come quando un bambino in attesa di un autobus per venire alla nostra casa è stato ucciso dallo scoppio di un missile, o quando due giovani animatori sono morti insieme alla loro madre nella loro casa, durante un bombardamento” ricorda don León.
Eppure, continua, “abbiamo visto molte benedizioni e molti miracoli: la guerra ha raggiunto ciò che i missionari non avevano ottenuto in precedenza; una fede incrollabile nei giovani. La guerra ha distrutto i cuori e l'umanità di molti, ma molti altri hanno trovato una vera fede, di fronte alla quale c'è da inchinarsi”.

CILE. Exallievi salesiani semifinalisti ad “History Channel”

Un'équipe multidisciplinare composta da circa 15 persone, tra cui due exallievi salesiani di Alameda, un allievo salesiano della stessa scuola e un Salesiano Cooperatore, hanno sviluppato il progetto “Over Mind”, attualmente tra i dieci semifinalisti del concorso promosso da “History Channel” intitolato: “Un'idea per cambiare la storia”. Il progetto da loro presentato consiste in un dispositivo che consente il controllo neuronale di una sedia a rotelle.
Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità “oltre un miliardo di persone in tutto il mondo vive con qualche forma di disabilità di queste, circa 200 milioni sperimentano notevoli difficoltà”. “Over Mind” è un dispositivo che permette il controllo neuronale di una sedia a rotelle, attraverso l'acquisizione di dati provenienti da neuro-sensori e altre fonti informative, come un giroscopio, un accelerometro, una videocamera e un microfono.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. Salvare i “bambini stregoni”

Don Mario Perez, salesiano, racconta: «Ritorno a Mbuji Mayi dove mi attendevano questi 30 bambini presi in ostaggio, che la gente voleva bruciare con l'accusa di essere stregoni. Bambini di età compresa tra i 3 e i 14 anni. Erano in un orfanatrofio. Il capo del villaggio non era contento della loro presenza, perché nulla di quello che loro ricevevano gli veniva offerto come 'dono'.
Qualche tempo dopo, una persona del villaggio è morta. Il capo del villaggio ha sfruttato la situazione e sollevato la comunità contro questi bambini, affermando che erano proprio loro i colpevoli, non solo di questo ma anche di altri fatti negativi avvenuti nel villaggio. Il personale dell'orfanotrofio è dovuto sfuggire all'ira della folla e alcuni di loro sono stati aggrediti. Hanno accerchiato la casa, i bambini si sono chiusi dentro per 3 giorni senza acqua. Abbiamo deciso di trovare un modo per portarli nel nostro Centro di Don Bosco ed escogitato un piano: il mattino seguente abbiamo affittato un pulmino e lo abbiamo portato nei pressi della casa in cui si trovavano i bambini; un gruppo di poliziotti è stato poi mandato dal Giudice davanti alla casa dove erano radunati il capo del villaggio e la comunità. Il gruppo, distratto dall'arrivo dei poliziotti, non si è reso conto della fuga dei bambini dalla casa; li abbiamo rapidamente fatti salire sul pulmino che li attendeva nascosto».

ITALIA. Il cardinal Bertone ricorda Ciampi

Il cardinale Tarcisio Bertone ricorda così Carlo Azeglio Ciampi, l'ex Presidente della Repubblica Italiana, scomparso a settembre: «Il primo incontro personale è avvenuto a Macerata, in occasione del conferimento della laurea ad honorem da quella università. Io ero rettore della Pontificia Università Salesiana e rappresentavo, in quella circostanza, i rettori delle Pontificie Università. Incontrandolo personalmente, con la signora Franca, mi disse: “Allora, lei è salesiano?” - “Sì, io sono salesiano”. “Allora - dice - davanti a mia moglie devo confessare la mia grande devozione a don Bosco e devo dire che tutte le volte che abbiamo invocato don Bosco, soprattutto per problemi familiari, siamo stati esauditi”.
Quando sono stato nominato arcivescovo di Genova e poi creato cardinale, l'ho incontrato ancora personalmente diverse volte. Ricordo la sua profonda fede, semplice, una schietta fede religiosa, e le sue preoccupazioni per la formazione dei giovani: abbiamo ripreso un po' il discorso sui giovani, sull'educazione dei giovani. Mi parlava della sua esperienza non propriamente positiva come studente a Livorno: mi raccomandava, e voleva che estendessi la mia raccomandazione ai vescovi italiani, una buona scelta degli insegnanti di religione nella scuola, perché, diceva: “Questo è un momento formativo molto importante, un momento anche di dialogo con le altre materie, con le altre scienze, con gli altri docenti; ma bisogna scegliere bene gli insegnanti a scuola”, dimostrando così che anche nell'esercizio della più alta carica dello Stato si preoccupava della formazione integrale dei giovani.