I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Due nuovi sogni in Francia

Li rivela il settimo volume del suo epistolario (1880-1881). In attesa di un'edizione critica dei moltissimi sogni di don Bosco, che permetterebbe una seria interpretazione della sua fervida attività onirica, l'edizione critica di alcune sue lettere ci offre due esempi di “sogni profetici”.

Una previsione a metà
A metà aprile 1881 il sig. Amedeo Olive di Marsiglia comunicava a don Bosco la sua preoccupazione perché due suoi figli, Albert e Charles, dovevano partire per la guerra. Don Bosco lo tranquillizzava, dicendo che li avrebbe messi sotto la protezione di Maria Ausiliatrice, che avrebbe pregato per loro il Sacro Cuore nella stessa chiesa di Valdocco e che avendoli visti, uno “personalmente”, l'altro “forse in spirito”, aveva loro raccomandato la frequente confessione ed il santo timor di Dio. Tranquillizzava poi il suo corrispondente dicendogli che i figli sarebbero ritornati a casa “en bonne santé”, mentre lo invitava anche a compiere un gesto di generosità verso l'oratorio salesiano della città.
Un mese dopo la moglie di Amedeo, Maria, chiedeva a don Bosco preghiere per il marito ammalato. Don Bosco il 28 maggio le rispose che già da due giorni aveva iniziato una novena a Maria Ausiliatrice a questo proposito. Quanto ai due figli in guerra - aggiungeva - li avrebbe rivisti presto (“plutôt”).
Ma così non avvenne. Se infatti il marito sembra sia guarito, uno dei due figli militari, Charles, ammalatosi durante il conflitto militare in Tunisia, fu ricoverato in ospedale e morì.
La religiosissima madre ne scrisse immediatamente a don Bosco che il 22 giugno, colto forse all'improvviso, dovette comunque giustificarsi. Le rispose dunque che in una sua visita (in sogno?) al campo di battaglia, fra i morti non aveva visto i due fratelli Olive, per cui le aveva appunto comunicato che sarebbero ritornati al più presto (au plutôt). Quando poi aveva saputo da lei che Charles era ricoverato all'ospedale, le aveva risposto che i due figli sarebbero ritornati a casa se ciò fosse stato meglio per la loro anima (“pour le mieux de leur âmes”). Nello stesso tempo la invitava ad accettare “la santa e sempre adirabile volontà di Dio”, che aveva voluto con sé il figlio Carlo il quale dal Paradiso avrebbe protetto tutti i suoi famigliari.
La famiglia Olive, religiosissima e ricca di figli, si rassegnò e rimase in costante contatto con don Bosco. Da essa sarebbero usciti un sacerdote salesiano missionario in Cina e due Figlie di Maria Ausiliatrice.

Una previsione perfetta
Un altro caso è quello relativo alla casa salesiana di Marsiglia che, come tutte le altre case dei religiosi di Francia, avrebbe dovuto essere chiusa per non aver regolarizzato la propria posizione a norma delle leggi anticongregazioniste approvate nel 1880. Don Bosco aveva tentato in mille modi di salvarla, ma non gli era riuscito. Il 3 novembre 1881 era stato fissato dalle competenti autorità come ultimo giorno per sgomberare la casa. In caso contrario, ragazzi e salesiani sarebbero stati costretti con la forza ad abbandonarla.
Quella mattina i salesiani, tutti italiani, si trasferirono nella vicina parrocchia ed il parroco ed i benefattori laici, tutti francesi, fra cui i membri della società Beaujour proprietaria dello stabile del patronage salesiano, si barricarono dietro la porta di entrata, decisi a non cedere se non alla forza. Ma non ce ne fu bisogno, perché il decreto esecutivo dello sfratto venne sospeso, come invece non era avvenuto per vari altri istituti religiosi. Anche le altre due case salesiane di Francia poterono continuare indisturbate la loro opera.
E don Bosco? Quello stesso giorno scrisse all'amico parroco di Marsiglia, con cui era in costante contatto, il canonico Clemente Guiol: “Per sua norma stia tranquillo, che non saremo disturbati. Molestati o seccati, non di più”. Come faceva a saperlo?
Lo avrebbe raccontato un mese dopo ai membri del Consiglio Superiore. Gli era successo che ai primi di settembre aveva sognato come allo scatenarsi di un uragano sulle case religiose della Francia, Maria Ausiliatrice aveva steso il suo manto protettivo su quelle salesiane, mentre una voce in latino diceva: “Io amo coloro che mi amano”. E a chi gli replicò che anche gli altri religiosi di Francia amavano la Madonna, don Bosco rispose che Essa però aveva una predilezione per i salesiani.
Se nessuno finora è riuscito a trovare la fonte della citatissima espressione di don Bosco: “È la Madonna che ha fatto tutto” è certo però che don Bosco ne era convinto. La Vergine aveva protetto, continuava a proteggere la Congregazione salesiana e la fiducia in Lei dei suoi figli sarebbe sempre stata ripagata con abbondanza di grazie, materiali e spirituali. La storia salesiana, soprattutto quella missionaria, è ricca di prove e testimonianze al riguardo.