I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I FIORI DI DON BOSCO

Disegni di LUIGI ZONTA

Qual è la divisa che don Bosco voleva per i Salesiani?
Direttamente dal Paradiso Domenico Savio confermò la sua idea.
Con un mazzo di fiori.

LA DIVISA DEI SALESIANI
Ad un certo punto molti intuirono che don Bosco aveva in mente la fondazione di una nuova congregazione religiosa. Alcune persone importanti, un giorno, lo misero alle strette. Don Bosco affermò chiaramente che ci stava pensando. Le Memorie lo raccontano così:
«Strabiliarono quei signori all'inaspettata risposta, e guardatisi l'un l'altro in viso, gli chiesero: “Vuole adunque formare una nuova comunità religiosa?”
“E se avessi questo progetto?” disse don Bosco.
“E a' suoi religiosi quale divisa assegnerà?”
“La virtù!” rispose don Bosco».

IL SOGNO DI LANZO
La sera del 22 dicembre 1876 don Bosco raccontò ai suoi giovani una meravigliosa visione avuta nella notte che aveva passato a Lanzo Torinese. Vide Domenico Savio in Paradiso e racconta: «Savio mi mostrò un magnifico mazzo di fiori che teneva fra le mani. Vi erano rose, viole, girasoli, genziane, gigli, semprevive o perpetue e in mezzo ai fiori spighe di grano.
Me lo porse e mi disse: “Questo mazzolino presentalo ai tuoi figli. Con questo sta sicuro che ne avranno abbastanza per essere felici”.
“Ma che cosa significano questi fiori?”
“Rappresentano le virtù che più piacciono al Signore. La rosa è simbolo della carità, la viola dell'umiltà, il girasole dell'obbedienza, la genziana della penitenza e della mortificazione, le spighe della comunione frequente; il giglio indica quella bella virtù della quale sta scritto: Erunt sicut Angeli Dei in caelo: la castità. E l'edera sempreviva significa che tutte queste virtù devono durare sempre: la perseveranza. Ricordati sempre del mazzolino che ti ho dato: fa' che tutti l'abbiano e lo conservino”».

La rosa significa l'amore. San Giovanni dice: «Dio è amore».
Per don Bosco era il perché della vita e la motivazione della missione. È la bontà, il rispetto, la delicatezza.
Voler bene e farsi voler bene.



La viola significa l'umiltà. È l'eleganza dell'anima.
Il senso della misura e della verità.



Il girasole significa ubbidienza.
È la responsabilità nei confronti di se stessi, di Dio, degli altri.





La genziana significa temperanza. È la sobrietà, l'autocontrollo, l'equilibrio, la semplicità.
L'armonia perfetta tra il bello, l'utile e il giusto.



Le spighe di grano significano il pane.
È l'Eucaristia: il momento più bello della giornata, l'estasi dell'essere insieme, uniti terra e cielo.



Il giglio significa la purezza.
È un'evidenza e un mistero. È l'amore vero che dona senza prendere.
È la trasparenza della persona.



L'edera sempreviva significa la perseveranza. È il coraggio della fedeltà. È la resilienza.
Ricorda san Paolo: «Mi rallegro della debolezza, degli insulti, delle difficoltà, delle persecuzioni e delle angosce che io sopporto per amore di Cristo, perché quando sono debole, allora sono veramente forte».