I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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SUDAN. Giovani del riformatorio rinascono

Prendendo esempio dallo stesso don Bosco, il Centro di Formazione Professionale “St Joseph” di Khartoum, in Sudan, lavora per offrire una seconda opportunità ai giovani che hanno commesso dei reati. Da 17 anni, infatti, accoglie e forma i ragazzi dei due principali riformatori della città, Kobar e Jeref.
Il direttore dell'opera salesiana, don Johnson Paulraj, insieme con il Preside, signor Fakreldeen, ha provveduto a selezionare gli allievi. Il 12 ottobre scorso sono iniziati i corsi, per meccanico automobilistico, elettricista, muratore e saldatore, con i primi due corsi che hanno raccolto il maggior numero di adesioni.
Oltre alla formazione tecnica, viene curata la formazione umana e ai valori, insieme allo sport, elemento essenziale per ridurre lo stress psicologico e la tristezza.
Nella seconda settimana di maggio gli allievi si sono diplomati, in una giornata solenne a cui hanno partecipato anche don Joseph Pulikkal, SDB, Delegato ispettoriale per il Sudan.
Molto spesso dopo il completamento dei corsi presso il Centro di Formazione Professionale “St Joseph” alcuni vengono rilasciati dal riformatorio e possono iniziare una nuova vita.

MESSICO. I salesiani di Tijuana aprono ai migranti

Quasi mille migranti provenienti da Africa, Haiti, America Centrale e Messico hanno raggiunto la città di frontiera di Tijuana per chiedere asilo politico negli Stati Uniti. In attesa di ricevere una risposta alla loro richiesta vengono aiutati dai Salesiani nell'oratorio “San Francesco di Sales”. Tutti i giorni centinaia di persone arrivano a Tijuana provenienti da diverse aree del Messico, dell'America Centrale e da varie parti del mondo. L'obiettivo è sempre lo stesso: entrare negli Stati Uniti per inseguire il cosiddetto “sogno americano”.
Don Felipe Plascencia, Direttore della presenza salesiana a Tijuana, descrive la situazione come qualcosa di straordinario. Segnala infatti che la situazione ora “si è complicata, perché sono moltissime le persone arrivate”. Di solito, spiega il salesiano, vengono accolte tra le 25 e le 30 persone, ma da quando è iniziata questa situazione “si sono moltiplicate fino a 150, 170 e attualmente sono centinaia”.
Il Direttore spiega che in qualche maniera si trova la copertura economica per gli approvvigionamenti. Ad ogni modo, “siamo ben disposti a servire le persone in questa situazione, perché sono nostri fratelli e hanno bisogno di noi”, conclude don Plascencia.

SPAGNA. L'Associazione Pinardi sostiene 150 giovani

Il progetto sociale “Prima Esperienza Professionale”, condotto dall'Associazione Pinardi e finanziato dalla Fondazione JP Morgan Chase, nel suo primo anno di vita ha migliorato le possibilità di impiego di 90 giovani. Grazie al suo modello innovativo, attraverso cui i giovani partecipanti acquisiscono competenze ed esperienza di lavoro in grandi aziende, oltre il 65% dei partecipanti della prima edizione ha ottenuto un contratto di lavoro.
Il progetto “Prima Esperienza Professionale” si basa sullo sviluppo di esperienze professionali in un ambiente di lavoro reale, nei settori della ristorazione, del turismo, del tempo libero e della logistica, con la collaborazione di aziende partner in ciascun settore. I ragazzi che vi partecipano ricevono una formazione interna alle aziende, che viene completata da moduli di formazione linguistica, educazione finanziaria, competenze digitali e trasversali.
Grazie alla collaborazione delle aziende associate e l'Associazione Pinardi, i giovani seguono un programma di formazione intensivo e completo che permetterà una maggiore stabilità del lavoro e un'integrazione sociale definitiva.
Varie autorità amministrative hanno sottolineato l'importanza dell'Associazione Pinardi nei confronti della popolazione svantaggiata e specialmente dei giovani a rischio.

INDIA. "Mattoni di speranza"

Ci sono circa 500 fabbriche di mattoni a Pasahaur, nel Distretto di Jhajjar (Haryana), una sessantina di chilometri dalla capitale, Nuova Delhi. Esse sono la principale fonte di approvvigionamento di mattoni per le province settentrionali del paese, ma nessuno dei lavoratori ha un mattone per costruire la propria casa.
Durante il giorno si vedono bambini sotto i 10 anni lavorare nelle fornaci. “Ci colpisce amaramente. Il cervello si rifiuta di accettare ciò che si sta vedendo: bambini molto piccoli con le loro tenere mani lavorano sotto il sole come se fossero esperti muratori”.
L'opera salesiana “Pasahaur Don Bosco” sta costruendo un villaggio per aiutare questi bambini. I Salesiani vogliono costruire un altro tipo di mattoni. Mattoni di speranza per un futuro migliore. “Siamo fermamente convinti che le condizioni di vita delle persone che vivono nella zona di Pasahaur potrebbero migliorare se riusciamo ad ottenere acqua potabile e a costruire dei rifugi” affermano.
I Figli di Don Bosco hanno avviato un programma di sensibilizzazione per le donne e i bambini lavoratori, creato centri per i bambini svantaggiati e forniscono educazione e assistenza ai più bisognosi.