I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I NOSTRI SANTI

A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale - postulazione@sdb.org

Coloro che ricevessero grazie o favori per intercessione dei nostri beati, venerabili e servi di Dio, sono pregati di segnalarlo a postulazione@sdb.org

I SANTI DEL MESE: JAN SWIERC E COMPAGNI
In questo mese di luglio preghiamo per la beatificazione dei servi di Dio Jan Swierc e 8 compagni, salesiani, che fanno parte del secondo gruppo di martiri polacchi della Seconda Guerra Mondiale, vittime del nazismo. Il gruppo conta 122 persone tra sacerdoti, religiosi e laici, e ha come capogruppo il servo di Dio don Antoni Henryk Szuman.

Jan Swierc nacque a Królewska Huta, in Alta Slesia, il 29 aprile 1877 da Matteo e Francesca Rother. Grazie alla buona fama dell'Istituto Salesiano di Valsalice venne in Italia per compiervi gli studi ginnasiali. Chiese di diventare salesiano e iniziò il noviziato a Ivrea. Studiò filosofia e teologia a Torino. Il 6 giugno 1903 venne ordinato sacerdote a Torino dal cardinale Richelmy. Tornato in Polonia, incominciò il lavoro pedagogico salesiano con molta cura e diligenza, dando prova di ottima capacità e virtù religiosa. Fu prima Direttore ad Oswiecim, poi in altre case salesiane polacche. Fu sempre consigliere ispettoriale dal primo momento che si costituì il consiglio fino alla morte. Don Jan è un religioso e salesiano esemplare, ama la Congregazione e don Bosco, dà sempre prova di possederne tutto lo spirito. È conosciuto per la sua prudenza. A lui si affidavano gli affari più difficili e delicati. Il 23 maggio 1941, essendo egli Direttore e parroco di Cracovia Debniki, venne arrestato con altri Confratelli dalla Gestapo e condotto nelle carceri di Cracovia. Fu poi condotto nel campo di concentramento di Oswiecim. Il 27 giugno 1941 don Jan venne crudelmente torturato e ucciso da un soldato tedesco perché prete e perché non smetteva di invocare il nome di Gesù. Aveva 64 anni d'età, 42 di professione e 38 di sacerdozio. Di lui possiamo aggiungere che già in vita ebbe fama di santità, a prescindere dal martirio.
Con lui vennero martirizzati nel campo di stermino di Auschwitz:
• don Ignacy Antonowicz: nato nel 1890 a Wieslawice, Rettore del Seminario di Kraków, morì il 21 luglio 1941 nell'ospedale del campo di concentramento;
• don Ignacy Dobiasz: nato nel 1880 a Ciechowice, fu ucciso il 27 giugno 1941 nelle cave di ghiaia;
• don Karol Golda: nato nel 1914 a Tychy, venne condannato a morte per aver confessato i soldati tedeschi; l'esecuzione fu compiuta il 14 maggio 1942;
• don Franciszek Harazim: nato nel 1885 a Osiny, morì il 27 giugno 1941, ammazzato anch'egli nelle cave di ghiaia;
• don Ludwik Mroczek: nato nel 1905 a Kety, morì nell'ospedale di Auschwitz il 6 gennaio 1942;
• don Wlodzimierz Szembek: nato nel 1883 a Poreba Zegoty, morì nel campo di concentramento il 22 settembre 1942;
• don Kazimierz Wojciechowski: nato nel 1904, morì il 27 giugno 1941, ucciso durante il lavoro nelle cave di ghiaia.
Fa parte del gruppo anche don Franciszek Miska: nato il 5 dicembre 1898 a Swierczyniec, in Alta Slesia, Direttore a Jaciazek e poi a Lad, internato nel campo di concentramento di Dachau, morì per maltrattamenti e sevizie il 30 maggio 1942.

PREGHIERA

Signore Gesù Cristo,
vincitore della morte, dell'inferno e di satana,
ti rendiamo grazie per il dono dell'amore e della fortezza
che rifulsero nei tuoi servi Giovanni Swierc e compagni,
fedeli alla loro vocazione nella persecuzione e nel martirio.
Umilmente ti supplichiamo
di glorificare questi tuoi eroici testimoni;
concedici la grazia che per loro intercessione
fiduciosi ti chiediamo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ringraziano

Ringraziamo con immensa devozione san Domenico Savio per la grazia ricevuta: dopo una difficile gravidanza è nata Maria! Nei mesi dell'attesa abbiamo tenuto sempre vicino l'abitino di san Domenico Savio, pregandolo di intercedere per noi... e ora possiamo stringere tra le braccia questo miracolo di cui il Signore ci ha resi destinatari! Siamo sicuri che san Domenico Savio continuerà sempre a proteggerci e a vegliare su di noi.
Mirco & Michela, Corridonia (MC)

Voglio rendere grazie, anche a nome dei miei parenti, al venerabile Attilio Giordani che ci ha impetrato una grazia straordinaria. Mio cugino, Gianni Tarenga, affetto da tumore maligno al polmone era ricoverato nel luglio scorso all'ospedale di Monza; il primario non era propenso ad operarlo, sia per l'età di 82 anni, sia per la situazione non buona dei bronchi; tuttavia, dopo un consulto con la sua équipe, decise l'intervento di lobotomia. All'uscita dalla sala operatoria disse alla moglie: “è stato meno complesso di quanto pensassi”. Noi iniziammo le preghiere di ringraziamento al venerabile Giordani. Al controllo dopo un mese il professore esclamò: “Ripresa incredibile”. Ora mio cugino sta bene, senza assumere nessuna terapia, e addirittura dopo soli due mesi ha potuto riprendere la sua vita.
Suor Emilia Arosio FMA Contra di Missaglia (LC)