I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

MARCELLO MAZZEO

Catania La Salette

Nel quartiere più grande e antico della città, che è anche il più problematico e difficile, i Salesiani fanno vivere un'oasi di passione e coinvolgimento educativo.

Don Francesco Piccollo, uno dei primi salesiani, di tanto in tanto partiva dalla Sicilia, dove lavorava, per andare a Torino a conferire con don Bosco. Di solito sentiva dalla bocca del Santo un elogio e una lode per il suo lavoro, per la bontà dei suoi ragazzi in mezzo ai quali sarebbero sorte parecchie vocazioni. L'oratorio di Catania, dopo quello di Torino, al dire di molti confratelli, era uno dei migliori e don Bosco per esso nutriva una grande predilezione.
Una volta però dal Santo udì un biasimo: l'oratorio era frequentato in maggioranza dagli studenti e venivano trascurati i ragazzi poveri.
Don Piccollo si difese meglio che poté, apportando dei motivi sulla reale situazione dell'oratorio: era più accessibile agli studenti e non agli operai che vivevano in luoghi distanti. Ed allora don Bosco, dopo averlo ascoltato, si fermò un istante a pensare, poi aggiunse: «Ebbene, capisco le cose; cerca di aprire un altro oratorio più comodo per gli operai e voi continuerete come avete fatto finora».
Il desiderio di don Bosco fu portato a conoscenza dell'arcivescovo Dusmet che in quel periodo aveva fatto costruire la chiesa di Santa Maria della Salette in un quartiere popolare e periferico. Quale posto migliore per un oratorio rivolto ai ragazzi poveri?
E fu così che il 19 marzo 1893, festa di san Giuseppe, alla presenza del cardinale Dusmet veniva affidato ufficialmente ai Salesiani l'oratorio festivo che in onore del Papa fu chiamato “Leone XIII alla Salette”. Scrive lo storico don Ceria: «Chi scrive, vide allora nel suburbio una località, che sembrava un grosso villaggio di zingari: abbandono, squallore, miseria. Essendo numerosa la prole nella famiglia, vi brulicavano i ragazzi mal vestiti, mal puliti, mal educati. Là in mezzo i Salesiani andarono a piantare un oratorio festivo. Ogni domenica un torrente di fanciulli vi irrompeva dentro. Bisogna aggiungere però che quei poveri figlioli si porgevano docili a quanto comandavano i catechisti e soprattutto il Direttore. Dopo qualche anno se ne scorgevano i buoni effetti.
I pionieri che vi portarono con tanta umiltà i loro sudori e sacrifici, hanno ben meritato di quella popolazione: l'umile don Savini in particolare sarebbe degno di un monumento. Ma il monumento egli se l'è eretto da sé, e imperituro, nel cuore di centinaia e centinaia di figli del popolo, oggetto delle sue cure paterne».
L'attività dell'oratorio festivo durò per parecchi anni, anzi nel periodo della prima guerra mondiale i confratelli si prestarono anche per il servizio parrocchiale. Nel 1945 venne posata la prima pietra del nuovo “Oratorio Salesiano S. Giovanni Bosco Pro Ragazzi della Strada”, dal 1947 i Salesiani sono una Comunità religiosa regolare per offrire la loro vita a questo quartiere povero ed abbandonato con la Parrocchia, la scuola e l'Oratorio-Centro giovanile.
Il quartiere San Cristoforo
Alla Salette, fin dal loro primo arrivo, subito dopo la guerra, con tutti i problemi e le conseguenze lasciate da quella macchina infernale, i Salesiani hanno impegnato le loro forze e il loro impegno per promuovere ed elevare le condizioni disastrose del quartiere: hanno sfamato migliaia e migliaia di bambini, ragazzi, giovani ed anche adulti; hanno dato loro di che vestirsi, lavarsi, giocare, divertirsi sanamente, istruirsi sia culturalmente sia religiosamente, divenendo così per Catania il segno della potenza dello spirito di don Bosco, che può cambiare il volto dei ragazzi e di un quartiere ricevendo anche dalle autorità pubbliche, civili e religiose, il plauso, la riconoscenza e l'aiuto materiale e spirituale per continuare la loro missione.
L'opera salesiana è inserita nel quartiere san Cristoforo, il più grande e antico della città, nel quale risiede il maggior numero di famiglie problematiche della città (problemi lavorativi, relazionali, devianze...) e dove lo spaccio della droga è un'attività quasi naturale per sopravvivere.
Ciò nonostante gli abitanti del quartiere sono molto allegri e cordiali, laboriosi e “industriosi” non si scoraggiano mai dinnanzi alle varie difficoltà della vita e se ne inventano una più del diavolo per poter sopravvivere.
L'Oratorio - Centro giovanile
È la parte più importante e caratteristica dell'opera della Salette, in quanto vi confluisce liberamente un gran numero di ragazzi e giovani non solo della nostra parrocchia, ma anche di tutto quanto il Quartiere.
È un pullulare di giovani in una marea di attività per il tempo libero che impegnano tutti i giorni e tutte le ore pomeridiane la Comunità Salesiana educativa: Salesiani, volontari del Servizio Civile Nazionale, animatori, allenatori, amici, exallievi, simpatizzanti dell'opera Salesiana che offrono la loro collaborazione gratuita per tanti ragazzi bisognosi del quartiere.
Recentemente è stata realizzata una sala giochi multifunzionale, grazie al contributo dei Salesiani per il Sociale e Missioni Don Bosco, secondo i gusti degli adolescenti e giovani: giochi informatici, giochi da tavolo, biliardini, giochi interattivi, tv, proiezioni di film, ascolto di musica ed un internet point... così da coinvolgerli all'interno di un sano contesto educativo, diventare buoni cristiani e onesti cittadini, crescere nella fede, realizzare esperienze di condivisione fuori dal quartiere, essere accompagnati da psicologi ed educatori per lavorare sul proprio vissuto.
Anche durante l'estate l'Oratorio non si ferma, anzi trova un suo culmine e la sua massima espressione nell'attività del Grest. Centinaia di ragazzi e ragazze, animati da Salesiani, laici e giovani animatori, trascorrono circa due mesi di svago e divertimento, al mare e in montagna, fra canti, musica, giochi, attività varie e formative, culturali e ricreative.

Altre info anche su: https://oratoriosgboscosalettect.wordpress.com