I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

AVVENIMENTI

ALESSANDRO BARELLI

Il quadro di Santa Faustina

Il quadro di Gesù Misericordioso che migliaia di giovani venereranno nel santuario di Cracovia non fu mai visto da santa Faustina. Vi raccontiamo la storia dell'unico quadro dipinto cui la mistica polacca diede le indicazioni e che vide dipingere poco per volta. È conservato a Vilnius, in Lituania.

La città di Vilnius, capitale della repubblica baltica della Lituania, in questo anno santo dedicato alla Misericordia di Dio ha assunto il nome di “città della Misericordia” ed è meta di parecchi pellegrinaggi da tutto il mondo. Anche in Italia, come in molta parte del mondo, è conosciuto il quadro di Gesù Misericordioso che è conservato a Łagiewniki in Polonia, luogo di sepoltura di santa Faustina Kowalska. Ma pochi sanno che quel quadro non fu mai visto dalla mistica polacca.

La cuoca e il pittore ateo
Le apparizioni di Gesù a suor Faustina, che era l'umile giardiniera e cuoca del convento, iniziarono in Polonia nel 1931. Ma dal 1933 al 1936 la suora fu mandata dalle superiore del suo ordine, le suore della Madre della Divina Misericordia, nel loro convento di Vilnius, all'epoca unita con la Polonia. Gesù qui continuò ad apparire alla mistica, indicandole anche un padre spirituale “secondo il suo Cuore”, don Michele Sopocko, ora beato. Grazie alle rivelazioni di Gesù, e su consulto di don Michele, suor Faustina nel 1934 diede le indicazioni al pittore Eugenio Kazimirowski su come raffigurare il Cristo che le appariva, e che desiderava tanto che la sua immagine fosse esposta alla pubblica devozione nella domenica dopo Pasqua. Cosa che avvenne veramente nel 1935.
Il pittore Kazimirowski era ateo, ma viveva nella medesima casa di don Michele, al pian terreno. Suor Faustina una volta alla settimana andava a piedi a fare visita al suo padre spirituale e dava le indicazioni concrete al pittore su come avrebbe dovuto apparire l'effigie di Gesù. Più e più volte il pittore dovette correggere l'opera svolta in quella settimana, perché la suora era irremovibile, e come modello vivo prese don Sopocko. Nel quadro attuale, grazie alle tecniche moderne si possono ancora vedere varie correzioni apportate sulla tela, frutto delle modifiche volute da suor Faustina. Quando il quadro fu terminato, nella preghiera suor Faustina si mise a piangere con Gesù per l'insoddisfazione, dicendo “è bello, ma non quanto l'originale!”.
Più volte Gesù nelle apparizioni a suor Faustina, promise varie grazie e benedizioni per coloro che avessero pregato con devozione dinanzi a questo quadro.
Nel 1936 suor Faustina ritornò in Polonia e il quadro rimase in custodia a don Michele. Ma l'orrore della guerra mise una pausa al culto di questa immagine, tanto cara a Gesù stesso.
Dopo la seconda guerra mondiale le suore della congregazione di suor Faustina, che nel frattempo era morta, cercarono di portare in Polonia il quadro. Ma dinanzi al rifiuto delle suore che nel frattempo don Michele aveva fondato a Vilnius, si accontentarono di un'immaginetta in bianco e nero. Diedero ad un pittore questa immaginetta, davvero piccola, e chiesero di dipingere un grande quadro che sostituisse, senza troppo distaccarsene, il quadro originale, eseguito sotto le ispirazioni di suor Faustina. È proprio questa “copia” l'immagine da tanti di noi conosciuta e che vediamo in varie chiese e case riprodotta. Ma le differenze, specie nelle fattezze del viso di Gesù, sono notevoli.

Il santuario di Vilnius
Il quadro originale ora si trova, dopo varie peripezie durante gli anni dell'Unione Sovietica, in un santuario a lui dedicato a Vilnius. È meta di vari pellegrinaggi e aumentano gli ex voto per grazia ricevuta accanto alla sua cornice.
Anche in questo santuario vi è una porta santa per il Giubileo della Misericordia, e tutti i giorni si alternano due sacerdoti a turno per ascoltare le confessioni. Anche in questo servizio si inseriscono i sacerdoti della comunità salesiana di Vilnius, in sintonia con il clero locale. Racconta don Alessandro Barelli, parroco della parrocchia di san Giovanni Bosco di Vilnius: «Durante l'anno santo mi sono impegnato ad andare una volta al mese ad ascoltare le confessioni nel santuario di Gesù Misericordioso. Devo riconoscere che nonostante vada in giorni infrasettimanali, vi sia un flusso ininterrotto di gente che viene a pregare, a cercare Gesù, e ad incontrarsi con la sua Misericordia anche attraverso il dialogo spirituale e il sacramento della riconciliazione. I frutti della Grazia misericordiosa di Gesù sono tangibili».