I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

A CURA DELL'ANS - www.infoans.org

SIRIA. Con i giovani, costi quel che costi

Don Pier Jabloyan, salesiano di Aleppo, racconta in un'intervista la sua visione sulla guerra attuale, i giovani, il presente e il futuro, la quotidianità in tempo di conflitto armato e qual è, in definitiva, “il vero senso della vita di un salesiano”.
Che cosa ti fa più paura: il rumore delle bombe o il cortile vuoto?
Quando il cortile è pieno di ragazzi e giovani vuole dire che c'è ancora speranza per un presente e futuro migliori. Come ha detto don Pascual Chávez: i giovani non sono soltanto una risorsa per il futuro, i giovani sono una risorsa per il presente! Per questo, i rumori delle bombe di sicuro passeranno, ma quando non ci sono i giovani, non promette bene.
Le Costituzioni dicono che il Salesiano è pronto a sopportare caldo e freddo, sete e fame, fatiche e disprezzo, ogni volta che si tratti della gloria di Dio e della salvezza delle anime. Penso che possiamo aggiungere anche la guerra e tutti i mali che ne derivano.
Che cosa sta facendo adesso la vostra comunità?
Continuiamo la nostra vita: di mattino andiamo in due cappellanie, dalle suore Giuseppine che hanno un ospedale, e dalle suore Francescane. Poi ci ritroviamo per la meditazione e le Lodi. Quindi i lavori ordinari in casa: manutenzione, preparazione per le attività o vari incontri con giovani e non.

R.D. CONGO. Calcio sotto il vulcano

Honorato Alonso, Salesiano Coadiutore spagnolo, organizza da 35 anni il più importante Campionato Giovanile di Calcio nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, un vero evento. Honorato viene salutato dagli autisti dell'autobus, dalle donne che vendono arachidi tostate e dai ragazzi che lottano con la vita negli angoli della città. Lo riconoscono anche gli scolari in divisa che tornano a casa a piedi o gli uomini che scaricano i sacchi da un camion. Honorato lo conoscono tutti i congolesi, perché è uno di loro.
Nel 1981 lasciò la nativa Burgos e si stabilì a Goma, nell'Est della Repubblica Democratica del Congo. Nello stesso anno organizzò un campionato di Calcio a livello giovanile aperto a tutti e gratuito. Fu una rivoluzione, arrivarono centinaia di ragazzi provenienti da tutti i quartieri vicini. Il campionato divenne una leggenda. Quest'anno, un centinaio di squadre e 1600 bambini partecipano al più grande campionato per i ragazzi dai 9 ai 15 anni. Nel torneo, giocato sul campo di calcio della scuola Don Bosco, tutti i gruppi etnici e le classi sociali della città si mescolano. Se chiedete in giro per le strade di Goma, molti si gonfiano il petto d'orgoglio: “Io ho pure giocato nel campionato di Honorato”.

FILIPPINE. Un vivaio per le piantagioni di cacao

Molti degli “schiavi” del XXI secolo sopravvivono con la raccolta di cacao, e tra di essi molti sono bambini. Secondo la relazione presentata in occasione della giornata del “Giusto Commercio”, il 10 maggio, quasi 300.000 bambini sono vittime di questo sfruttamento, in un settore che continua a crescere. Eppure c'è anche un altro modo di produrre cioccolato; per questo i Salesiani a Cebu, nelle Filippine, hanno deciso di avviare il progetto: “un vivaio per le piantagioni di cacao”.
Già si è trovato il terreno e sono stati avviati i preparativi per la costruzione del vivaio. Le condizioni climatiche e le caratteristiche del suolo nelle Filippine sono favorevoli a questo tipo di coltura e nella zona vi è un crescente interesse degli agricoltori locali, perché la domanda locale e internazionale per i prodotti di cacao è elevata.
Il progetto avrà inizio con una piantagione di “cacao biologico” a Ginatilan, Cebu e prevede anche di formare dei tecnici agricoli sulla coltura del cacao, in modo che possano gestire il vivaio. Allo stesso tempo, esso servirà a motivare gli agricoltori locali nella piantagione del cacao e nel trattare umanamente tutti i lavoratori”.

ISOLE SALOMONE. Porta Santa itinerante

Annunciando il Giubileo della Misericordia papa Francesco ha disposto che si aprisse in ogni diocesi una Porta della Misericordia. Il problema nella diocesi di Gizo, Isole Salomone, è però che l'isolamento e la lontananza delle parrocchie dal centro diocesano rendono praticamente impossibile per le popolazioni dei villaggi raggiungere la cattedrale e la Porta Santa. È per questo che l'équipe pastorale della diocesi, guidata da monsignor Luciano Capelli, SDB, ha pensato ad una Porta Santa itinerante.
Se la popolazione isolata non può raggiungere la Porta Santa nella cattedrale, sarà la Porta Santa che farà il giro delle parrocchie e dei villaggi per raggiungere la gente isolata, ha pensato l'équipe pastorale. Così per due mesi la Porta Santa ha percorso i più sperduti isolotti e villaggi del territorio della diocesi. La sua peregrinazione è finita il 9 maggio, e ha conseguito una partecipazione liturgica mai vista prima in ognuna delle 14 stazioni visitate.
Il programma è stato replicato in maniera pressoché analoga in ogni villaggio.