I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Don Bosco e le strade ferrate

Un'intelligente collaborazione privato-pubblico
Se c'è un aspetto della vita di don Bosco che non è mai stato tematizzato a dovere è quello del suo rapporto con le ferrovie, che, per lo meno in Italia, risale agli inizi della costruzione di quelle che all'epoca si chiamavano le “strade ferrate”. Il primo tratto, di 8 km in Piemonte fu Torino-Moncalieri, inaugurato nel 1848; sei anni dopo toccò al percorso Torino-Genova di 165 km, di cui si servì quattro anni dopo don Bosco per andare a Roma via mare (Genova-Civitavecchia). Negli anni Settanta don Bosco poi si adoperò per trovare azionisti ed oblatori per la ferrovia Torino-Lanzo, cui diede pure un contributo economico e per la cui inaugurazione ufficiale il 6 agosto 1876 prestò il suo locale collegio al presidente del Consiglio Depretis ed altre autorità.
L'importanza delle ferrovie
Don Bosco colse subito l'importanza del nuovo mezzo di trasporto per il suo progetto educativo. Se voleva raccogliere nelle sue opere il maggior numero di ragazzi, aveva bisogno che essi potessero andare e venire con una certa facilità. Se lui stesso voleva incontrare autorità civili e religiose, benefattori e benefattrici, residenti lontano da Torino, che lo potessero sostenere nei suoi avveniristici progetti, doveva poter viaggiare con una certa facilità e rapidità (anche se non con grande comodità e comfort). Se voleva far visita alle sue case sparse in Italia ed in Francia, il treno era praticamente l'unico mezzo di trasporto disponibile.
Così in effetti fece per oltre 30 anni e nessuno ha mai contato le migliaia di km che ha percorso in treno per raggiungere tantissime volte le maggiori città d'Italia - 20 volte solo a Roma - molte volte la riviera italo-francese, ed una volta Parigi e Barcellona. Non si fece mancare una puntatina in Austria. Dati i suoi ottimi rapporti con le autorità piemontesi prima e italiane poi, egli ha quasi sempre goduto di viaggi gratuiti per sé e per il suo segretario; ogni anno gli veniva rinnovata l'esenzione senza troppe difficoltà.
Il problema si poneva invece per le centinaia di ragazzi “poveri ed abbandonati” e le decine di salesiani, pure poveri, che avevano bisogno di viaggiare in treno. Che fare? Escogitò una strategia vincente. Avanzò alla direzione delle ferrovie una proposta: egli assicurava l'accoglienza gratuita o semigratuita nelle case salesiane a tutti i ragazzi, specialmente orfani, degli impiegati delle ferrovie e nello stesso tempo garantiva l'utenza ferroviaria di centinaia e centinaia di ragazzi ed adulti delle sue case; in cambio chiedeva uno sconto, fino al 50%, del prezzo del loro biglietto ferroviario.
La proposta fu accolta prima dalle Ferrovie del Piemonte e poi da quelle dell'Alta Italia, sia pure con qualche resistenza, multa e rimprovero per qualche abuso perpetrato da chi non aveva titoli per la riduzione. Nel novembre 1880 ad esempio fu costretto a rimborsare 12,90 lire, pagate dall'impiegato delle ferrovie, che il 31 agosto aveva erroneamente concesso una riduzione di metà biglietto di seconda classe Bologna-Torino ad un alunno di Torino che aveva diritto alla riduzione solo per la terza classe.
Ma limitiamoci ora alla sola documentazione inedita del biennio 1880-1881.
Le ferrovie del Centro-Sud
Lo sviluppo della Congregazione salesiana al centro-sud Italia ad inizio degli anni Ottanta obbligò don Bosco a contattare i singoli direttori generali dei tratti di ferrovia di quella parte d'Italia. Non esisteva all'epoca una rete ferroviaria nazionale; sarebbe sorta solo nel 1905.
Il 9 gennaio 1880 chiese al direttore delle ferrovie meridionali, con la solita motivazione, la riduzione del prezzo dei biglietti ferroviari per i dipendenti ed i ragazzi delle case salesiane di Brindisi e di Randazzo (Catania). Esattamente un mese dopo, la richiesta fu accordata per una sola tratta, e non per le Ferrovie calabre-sicule, per le quali si chiese di compilare un modulo allegato. Don Bosco nel ringraziare colse l'occasione per inserire nella sua richiesta le Figlie di Maria Ausiliatrice e le loro allieve.
Le ferrovie romane
Ancor più difficile fu ottenere la riduzione sui tratti delle ferrovie romane, di cui don Bosco aveva bisogno, soprattutto dopo aver accettato di costruire la chiesa del Sacro Cuore e aver progettato un attiguo ospizio. Respinta una prima volta la domanda del 20 aprile 1880, tornò alla carica il 2 luglio 1881, indicando come già da tempo godesse dello stesso favore da parte delle Società delle Strade Ferrate di tutta Italia ed anche di molte Società francesi.
A questo punto si dovrebbe aprire il capitolo sulla fondazione, da parte di don Bosco, di quasi tutte le case salesiane in località facilmente raggiungibili via treno. Ma questa è “tutta un'altra storia”.