I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

A TU PER TU

RITA LOVERA

Sulle frontiere della misericordia

Nel nome di don Bosco

“MISSIONI DON BOSCO” è un marchio conosciuto e stimato in tutto il mondo. Il salesiano Giampietro Pettenon è il responsabile di questa task force della carità.

Lei è il procuratore dell'Italia salesiana. Qual è il significato di questa responsabilità?
L'Italia è stata la nazione che più di altre ha dato missionari che sono andati in tutto il mondo e, ancora oggi, l'Italia continua a sostenere le missioni, con l'invio di aiuti che garantiscono la sopravvivenza a tantissimi ragazzi e giovani in tanti paesi poveri.
Qual è la storia della sua vocazione?
Sono salesiano coadiutore da trent'anni ed ho vissuto tutta la mia storia e la mia attività in opere salesiane del Triveneto, la mia area geografica di provenienza. A settembre del 2014 il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, mi ha affidato l'incarico di dirigere “Missioni Don Bosco Valdocco” la procura missionaria salesiana con sede a Torino Valdocco.
Come funziona una procura?
La Procura Missionaria funziona un po' come il nostro cuore, oppure come un polmone: prima si dilata e poi si contrae. Quando si dilata raccoglie la generosità dei benefattori che intendono sostenere le missioni salesiane tramite un'offerta. Quando si contrae eroga tutto quello che è stato raccolto e lo destina ai bisogni più urgenti che la congregazione salesiana avverte, nei tanti paesi poveri del mondo.
Com'è organizzata?
Lo staff di persone che lavorano nella procura missionaria è diviso per aree di competenza: i progetti, la comunicazione, il rapporto con i benefattori, l'amministrazione. Noi entriamo in relazione con i benefattori tramite i tanti mezzi di comunicazione a disposizione: posta, internet, video... e presentiamo le urgenze, i progetti di sviluppo, le adozioni a distanza. Con grande libertà ogni persona buona può sostenerci, inviando un'offerta che poi noi destiniamo alle finalità presentate. Verifichiamo che gli aiuti erogati vengano effettivamente destinati ai progetti presentati e che i costi siano congrui rispetto ai preventivi presentati. Il tutto nella massima trasparenza. Siamo come una casa le cui pareti sono in vetro, le tende sono tirate e dentro c'è la luce accesa. Chiunque dall'esterno ha interesse, può guardarci dentro e vedere che cosa accade.
Quali sono le sue più grandi soddisfazioni?
Le soddisfazioni sono tante e continue, ben più di quanto io mi possa aspettare. E ripagano ampiamente lo sforzo e l'impegno che questo compito richiede. È una bella soddisfazione constatare che nonostante la crisi economica che da anni morde l'Italia, la fiducia in don Bosco e nei suoi figli, i salesiani, non è venuta meno, anzi! Proprio nel 2015 abbiamo aumentato la raccolta di fondi rispetto all'anno precedente. Un'altra bella soddisfazione sono le lettere di ringraziamento che i missionari ci scrivono: raccontano la vita e le storie dei loro ragazzi, spesso sono commoventi.
Quali sono state le realizzazioni che le stanno più a cuore?
Le realizzazioni che mi stanno più a cuore sono le opere scolastiche, perché visitando la parte del mondo che è più povera, mi sono reso conto che la cultura e formazione tecnica e professionale sono gli strumenti con i quali noi possiamo insegnare ai giovani a pescare, e non gli diamo semplicemente un pesce per sfamarsi oggi.
Quali sono le difficoltà da superare?
Non mi soffermo sulle mie difficoltà o quelle della Procura Missionaria. Guardo invece alle difficoltà che incontrano i salesiani missionari nel portare avanti quotidianamente il proprio compito di educatori ed evangelizzatori nello spirito di don Bosco. Una grandissima difficoltà è quella del rispetto del valore della vita umana anche e soprattutto dei più piccoli. In tanti paesi i piccoli non sono considerati, vengono usati, messi ai margini, spesso sfruttati. Cambiare la mentalità della gente e porre i piccoli al centro è proprio un'opera evangelica, che da Gesù in poi non è ancora un'opera pienamente compiuta.
Quali sono le Opere salesiane che più l'hanno impressionata?
In India mi hanno colpito come un pugno allo stomaco le tre case salesiane che ho visitato per ragazzi orfani a causa dell'AIDS. In una casa ho trovato un sessantina di ragazzi di strada, che sono stati abbandonati a loro stessi e raccolti dai salesiani perché orfani di genitori morti a causa dell'AIDS. In una seconda casa ho incontrato altri sessanta ragazzi, sempre orfani di genitori morti di AIDS, che sono portatori sani dello stesso male. Nella terza casa ho incontrato altri sessanta ragazzi malati di AIDS, che dai salesiani sono curati per fermare il male, ma che sono destinati a vivere da “appestati” in una società che, a causa della divisione in caste e del principio della reincarnazione, ritengono queste persone, questi bambini “meritevoli” della sofferenza da innocenti che li affligge. Di fronte a questi ragazzi non si resta indifferenti.
Come vede il futuro?
Il futuro è dei giovani e in questo mondo ce ne sono davvero tanti. Non proprio tanti nella nostra patria ed in Europa. Ma se guardiamo all'Africa e all'Asia, il futuro mi viene da dire che è proprio loro. La Chiesa e la nostra Congregazione salesiana vivono una primavera prorompente in questi paesi. A piccoli passi, ma con continuità, andiamo verso un mondo più giusto e più “umano”. Sono quindi sfacciatamente ottimista.
Come può partecipare alla vostra missione la Famiglia Salesiana?
La Famiglia Salesiana è pienamente operativa già fin d'ora nel sostegno alla procura missionaria e gli stessi membri della Famiglia Salesiana ne sono i beneficiari, in altre parti del mondo. Tanti sono in particolare gli exallievi che aiutano le missioni come forma di riconoscenza e di gratitudine per il bene ricevuto in gioventù quando sono stati accolti ed educati in una casa salesiana. Ogni persona che ama don Bosco ed apprezza il suo stile educativo ed il suo amore ai giovani, specialmente i più poveri e bisognosi, può dare una mano. Non importa quanto diamo, non preoccupiamoci di dover o voler fare tutto noi. Noi mettiamo qualcosa di nostro ed insieme, con l'aiuto di Maria, faremo miracoli. Questa era anche la certezza di don Bosco che si è buttato a capofitto in iniziative grandiose, partendo da niente, ma confidando nell'aiuto della divina Provvidenza.

LA NOSTRA MISSIONE
Abbiamo costruito più di 8000 opere, tra queste:
• 1775 oratori e centri di accoglienza giovanili,
• 741 scuole primarie,
• 367 scuole professionali,
• 46 scuole agricole,
• 1902 parrocchie e missioni,
• 564 opere assistenziali e di promozione sociale (asili, lebbrosari, dispensari medici...),
• 270 opere speciali per assistenza ai giovani in difficoltà,
• 448 convitti e pensionati e ancora...
• acquedotti, infermerie, farmacie, installazioni di energia elettrica, centri nutrizionali per i più piccoli, case per i senza tetto...

MISSIONI DON BOSCO VALDOCCO ONLUS
Via Maria Ausiliatrice, 32
10152 - Torino - Italia
Tel. +39 011-3990101 Fax. +39 011-3990195
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