I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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STATI UNITI. Il cambiamento è possibile solo con un adeguato sostegno

Nel novembre 2015, il Dipartimento statunitense per la Casa e lo Sviluppo Urbano stimava 115.738 senzatetto nello Stato della California, un numero in crescita rispetto all'anno precedente; nello stesso anno una valutazione parziale della Contea di Los Angeles ne calcolava oltre 40.000. Secondo i dati diffusi, la stragrande maggioranza dei senzatetto già ha alle spalle altri problemi, riguardanti la salute mentale, l'abuso di sostanze, la violenza domestica e la disabilità.
I membri del “Dance with Me, ZUMBA group” (Balla con me, gruppo Zumba) della parrocchia salesiana di Bellflower non sono rimasti indifferenti di fronte a questa realtà. Ogni fine-settimana s'incontrano al mattino davanti alla parrocchia e preparano un pasto completo per alimentare almeno circa 40 persone. Tale cibo poi lo consegnano in 6-7 comunità di senzatetto, lungo un viaggio di circa 25 km da South Gate a Long Beach.
Nel loro servizio umanitario incontrano persone come Andrew, un giovane afro-americano, ex riparatore di biciclette; o Jimmy, un asiatico disoccupato da sei mesi; o un signore caucasico che ha perso la sua piccola tavola calda durante il passaggio dell'uragano Kathrina; o Nieshell, un tossicodipendente che vive per strada da 8 anni.

PARAGUAY. Donazione di alimenti per oltre 40.000 sfollati a causa delle inondazioni

Le famiglie che vivono lungo il fiume Paraguay, ad Asunción, capitale e maggiore città del paese, quest'anno hanno ricevuto aiuti alimentari d'emergenza, dato che la regione ha subito le peggiori inondazioni degli ultimi 50 anni. Nello scorso dicembre le autorità del paese hanno dichiarato lo stato di emergenza e costretto circa 130.000 persone ad abbandonare le proprie case.
Gli aiuti alimentari d'emergenza sono stati possibili grazie alla collaborazione tra la Procura Missionaria di New Rochelle e l'organizzazione “Feed My Starving Children” (letteralmente, “nutri i miei bambini affamati”). L'aiuto è consistito nella donazione di 10.000 chili di riso arricchito, in grado di garantire la sicurezza alimentare per 40.000 persone rimaste vittime delle inondazioni. I Salesiani in Paraguay stanno dando risposta alle continue esigenze delle vittime delle inondazioni e il loro lavoro è sempre stato finalizzato all'educazione e alla formazione dei giovani, affinché abbiano migliori opportunità per il futuro.
Le aree sulle rive del fiume, dove vivono per lo più famiglie povere, sono state evacuate durante l'ultima alluvione e quasi tutti i suoi abitanti sono stati trasferiti nei rifugi temporanei.

PORTOGALLO. Salesiani e FMA al servizio dei profughi, per un'Europa diversa

A febbraio il Primo Ministro portoghese aveva comunicato alle autorità di Grecia, Italia, Austria e Svezia la disponibilità del paese ad accogliere 5800 rifugiati in più, oltre i 4500 che fanno parte del sistema UE delle quote; e ad ospitare altre 2500-3000 persone richiedenti asilo oltre le 2800 inizialmente previste. “Siamo contro un'Europa chiusa, che blinda i suoi confini per non fare entrare i rifugiati. Vogliamo un'Europa diversa” aveva commentato il Primo Ministro.
Nell'ambito di questo impegno umanitario è inserita anche la Famiglia Salesiana, attraverso le attività della “Fundação Salesianos” e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), entità che hanno aderito entrambe alla Piattaforma di Aiuto ai Rifugiati (Plataforma de Apoio aos Refugiados - PAR).
A marzo la Fundação Salesianos ha provveduto ad accogliere le prime due famiglie. Una di queste, composta dai genitori e dai loro 3 figli, di 3, 6 e 8 anni, proviene dalla regione di Damasco, in Siria, e sarà ospitata nel Comune di Cascais, in una casa ristrutturata con l'aiuto del volontariato educativo dell'Istituto Salesiano di Estoril.

R.D. CONGO. Nel paese più ricco del mondo, la povertà continua a distruggere le vite dei giovani

Il Congo è stato definito dal giornalista D. Snow “il paese maledetto dalla sua ricchezza”. Per le strade di Bukavu vagano centinaia di giovani tra i 14 e i 20 anni. Alcuni di loro non hanno mai frequentato la scuola. La povertà delle loro famiglie li costringe a cercare un lavoro e molti di loro sopravvivono impegnandosi in piccoli lavoretti. Mantengono sempre la speranza di tornare a scuola. E il loro lavoro è sempre sottopagato.
Don Giovanni Querzani, missionario italiano, ha iniziato a lavorare con i giovani del quartiere Kadutu di Bukavu. Ha iniziato con una scuola professionale a Bukavu, per dare alla gente una professione concreta. Grazie a dei benefattori italiani ha ricevuto molte macchine meccaniche e per la lavorazione del legno. Poi ha consegnato la scuola ai Salesiani.
I Salesiani organizzano un corso di alfabetizzazione per i bambini di strada, con l'obiettivo di valutare e armonizzare il livello di educazione iniziale. Per i giovani invece è stato organizzato un programma di formazione professionale in tre settori: edilizia, carpenteria e meccanica automobilistica, anche se presso l'opera mancano molti strumenti.