I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA BUONANOTTE

B.F.

La fotografia

Il marito di Maria era morto quando la figlia Christina era piccola. La giovane madre aveva ostinatamente rifiutato ogni opportunità di risposarsi, si era trovata un lavoro e aveva cominciato ad allevare la figlia. Ora, quindici anni dopo, il peggio era passato. Con il suo stipendio da domestica Maria non poteva certo concedersi molti lussi, ma aveva un lavoro sicuro che le permetteva di comprarsi cibo e vestiti, una casetta con i tetti rossi, piccola ma decorosa. A quindici anni, Christina era abbastanza grande, poteva trovarsi un lavoro e darle una mano.
Era una ragazza molto bella, con la pelle ambrata e begli occhi castani che le attiravano simpatia e giovanotti. Aveva un modo contagioso di riempire la stanza di risate. Ma non si sentiva felice nel villaggio e diceva spesso che voleva andare a vivere in città. Sognava i viali eleganti, le vetrine lussuose, la vita raffinata. Maria era terrorizzata al solo pensiero di veder partire sua figlia e le ricordava sempre quanto fosse dura la vita nelle strade cittadine: «La gente non ti conosce. Il lavoro scarseggia e la vita è crudele. Inoltre, se tu andassi a stare in città, cosa faresti per vivere?».
Maria sapeva perfettamente cosa avrebbe fatto Christina, o meglio cosa avrebbe dovuto fare per vivere. Ecco perché le si spezzò il cuore quando una mattina, svegliandosi, vide che il letto di sua figlia era vuoto. Capì immediatamente dove era andata sua figlia.
Gettò velocemente alcuni vestiti in una borsa, raccolse tutto il denaro che possedeva e uscì di casa. Mentre andava verso la fermata dell'autobus, si fermò per fare un'ultima cosa.
Delle fotografie. Si sedette nella cabina, chiuse la tenda e spese tutto quello che poteva per farsi delle foto. Così, con la borsetta piena di piccole foto in bianco e nero, salì sul primo autobus per Rio de Janeiro.
Sapeva che Christina non aveva altri modi per guadagnare denaro. Sapeva anche che sua figlia era troppo testarda per darsi per vinta. Maria iniziò la sua ricerca nei bar, negli alberghi, nei night-club e in qualunque altro luogo frequentato da donne di strada. Andò dappertutto, e in ognuno di questi posti lasciò la sua foto: sullo specchio del bagno, nella bacheca degli alberghi, nelle cabine telefoniche. Sul retro di ogni foto scrisse un messaggio.
Ben presto sia il denaro sia le foto finirono, e Maria dovette tornare a casa. Si mise a piangere, sfinita, non appena l'autobus cominciò il lungo viaggio che l'avrebbe riportata al suo villaggio.
Qualche settimana dopo, Christina scendeva le scale di un albergo. Nessuna risata le illuminava il volto. Il suo sogno era diventato un incubo. Il suo giovane cuore era diventato una pietra. Quando arrivò in fondo alla scalinata, i suoi occhi notarono un volto familiare. Guardò di nuovo e lì, sullo specchio dell'ingresso, c'era una piccola foto di sua madre. Le bruciavano gli occhi e aveva la gola serrata quando tolse la foto dallo specchio.
Sul retro c'erano solo queste parole: «Qualunque cosa tu abbia fatto, qualunque sia la tua condizione, non importa. Per favore, torna a casa».
E così fece.

Dio ha fatto lo stesso.
Ci ha lasciato la sua fotografia: Gesù di Nazareth.