I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Dentro ad una scatola

Solo l'amore ci apre all'alterità, ci incoraggia a superare le nostre paure, ci spinge ad uscire dal nostro guscio calcareo per cominciare a guardare il mondo con “simpatia”.

Chiusi in una scatola. A dispetto della crescente fluidità e interconnessione della società contemporanea, di una sempre più accentuata mobilità geografica e virtuale che riduce le distanze e moltiplica le relazioni, i giovani adulti del terzo millennio si ritrovano spesso a sperimentare un radicale senso di distacco rispetto al mondo esterno, la difficoltà di superare la propria autoreferenzialità per instaurare uno scambio cordiale con la realtà che li circonda. Ripiegati su se stessi, chiusi a doppia mandata, attenti soprattutto a proteggere la propria sfera privata da intrusioni esterne, fanno fatica ad aprirsi al mondo, ad attraversare quella linea sottile che marca i confini della loro individualità, a lasciarsi toccare nel profondo da ciò che accade intorno a loro.
È la tentazione, sempre in agguato, di rimanere a guardare da spettatori lo scorrere della vita, prediligendo la via sicura dell'estraneità alla scommessa del coinvolgimento. Una tentazione che sembra farsi più forte man mano che si cresce, quando l'insicurezza costitutiva del diventare grandi e la paura di rimettere in discussione l'equilibrio faticosamente raggiunto portano con sé il bisogno di difendere i propri spazi, mentre aumenta sempre di più la fatica della relazione.
Si tratta di un esito solo apparentemente paradossale, se si considera che assai spesso il raggiungimento dell'età adulta, anziché segnare un più consapevole protagonismo e una più matura capacità di tenere insieme la dimensione privata dell'intimità e quella socializzante della condivisione, è accompagnato dalla tendenza a chiudersi nel proprio individualismo, frapponendo barriere sempre più insormontabili tra sé e gli altri e rinunciando a priori ad ogni coinvolgimento emotivo che rischi di destabilizzare le proprie, seppur fragili, certezze.
Ma la scelta dell'isolamento, per quanto allettante e soprattutto meno impegnativa della disponibilità a mettersi in gioco, non è mai priva di controindicazioni. Dall'interno buio di una scatola non si può apprezzare la bellezza del mondo esterno, non si può scrutare l'orizzonte dell'avvenire o godere del calore dell'amicizia, ma soprattutto non si può sperimentare quella genuina empatia che scaturisce dal farsi prossimi a chi ci sta accanto.
Tutto sta, allora, nel trovare il coraggio di scoperchiare quella scatola all'apparenza così accogliente e rassicurante, ma che a lungo andare rischia di trasformarsi in una prigione; nel lasciare che l'amore di chi ci sta vicino abbatta quella invisibile muraglia che ci siamo costruiti attorno, a protezione del nostro piccolo “orticello”. Solo l'amore, infatti, ci apre all'alterità, ci incoraggia a superare le nostre paure, ci spinge ad uscire dal nostro guscio calcareo per cominciare a guardare il mondo con “simpatia”.
Certo, non è mai semplice rinunciare alla propria autoreferenzialità per far spazio alla condivisione con gli altri di emozioni, progetti, paure e speranze. Ma è soltanto camminando al fianco degli altri che riusciamo a trovare un nostro senso di marcia, che possiamo cominciare a dare una direzione e una meta al nostro peregrinare. Perché anche se la “prossimità” è un valore esigente, non c'è altra via per assecondare quel desiderio di qualità e pienezza di vita che immancabilmente accompagna il percorso verso l'adultità.

È la prima volta che mi capita.
Prima mi chiudevo in una scatola,
sempre un po' distante dalle cose della vita,
perché così profondamente
non l'avevo mai sentita.
E poi ho sentito un'emozione accendersi veloce
e farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
e non sentire più tensione, solo vita dentro di me.
Nessun grado di separazione,
nessun tipo di esitazione,
non c'è più nessuna divisione tra di noi.
Siamo una sola direzione in questo universo
che si muove...
Davo meno spazio al cuore e più alla mente,
sempre un passo indietro e l'anima in allerta
e guardavo il mondo da una porta
mai completamente aperta
e non da vicino...
E no, non c'è alcuna esitazione
finalmente dentro di me.
Nessun grado di separazione,
nessun tipo di esitazione,
non c'è più nessuna divisione tra di noi.
Siamo una sola direzione in questo universo
che si muove...

(Francesca Michielin, Nessun grado di separazione, 2016)