I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

Cento anni di giostra!

L'opera salesiana “San Matteo” di Messina Giostra è un magnifico sogno diventato realtà: “Da soli si va veloci, insieme si va lontano”! Questo lo slogan dei festeggiamenti del centenario dell'Opera e il leit-motiv di salesiani e collaboratori che da cento anni seminano instancabilmente tracce di bene che, con le gambe dei giovani oratoriani, si diffondono per il mondo.

Tutto ebbe inizio 100 anni fa grazie alla generosità del principe di Collereale e della moglie, che misero a disposizione del Comune di Messina una tenuta attorno alla loro villa (Villa Lina) per aiutare la popolazione rimasta senza casa dopo il terremoto del 1908. Il terreno fu adibito a baracche, attorno alle quali prese presto vita la Chiesa di S. Leonardo in S. Matteo, dapprima data in gestione alla Curia, poi passata ai Salesiani. Con don Di Gaetano, l'8 dicembre 1915, iniziò la missione dei figli di don Bosco, che seppero dare vita ad una vera e propria “casa che educa alla vita”, facendo fronte alle condizioni di precarietà economica, culturale e sociale del quartiere.
Negli anni, salesiani e giovani si sono susseguiti, alla sequela di un carisma, quello salesiano, che coinvolge e interpella ciascuno a spendersi per i giovani, specialmente per quelli più bisognosi, e oggi, come ieri, le sfide sono pressanti.
Un quartiere difficile
Il quartiere, tra i più popolosi per presenza giovanile, ha un alto tasso di degrado, disoccupazione, dispersione scolastica, povertà economica e culturale ed è triste palcoscenico di attività delinquenziali che coinvolgono anche giovani e minori. Tali problematicità si accompagnano a un forte desiderio di cambiamento e riscatto e a potenzialità inespresse che costituiscono il punto di partenza degli educatori, quotidianamente intenti a “tirar fuori” le qualità dei “più disgraziati”. La sfida si fa concreta nelle animazioni dell'Opera salesiana, Centro giovanile e Parrocchia, punto di riferimento per tutta la zona. È “opera”, che è attiva, “in opera”, al servizio della gente ed è “opera”, creatura di Dio. Se animare significa dare anima, soffio vitale alle cose, le attività dell'Opera mirano a dar vita, speranza, energie nuove a ogni persona che entra in contatto con essa. La parrocchia e l'oratorio, parti di uno stesso corpo, legate dalla stessa anima, l'Opera salesiana, promuovono quanto è utile per la vita della comunità.
Nella parrocchia, diretta e coordinata dal Direttore-Parroco, don Enzo Pisano, coadiuvato da don Giuseppe Cigna, sono attivi numerosi gruppi tipici delle nostre case, segno di grande vitalità salesiana. Menzione speciale merita la catechesi dei ragazzi, che da 5 anni segue l'impostazione catecumenale per i sacramenti dell'iniziazione cristiana indicata dalla CEI: di essa si occupa particolarmente don Salvatore Barbetta, che è anche vicario della comunità.
L'oratorio-centro giovanile è punto di incontro di bambini, giovani, adulti, anziani, famiglie, gruppi. Molte le attività: sport, musica, teatro, doposcuola, educazione alla legalità, danza liturgica... a realizzarle concorrono cooperatori, ex-allievi, gruppi giovanili, associazioni, famiglie: dietro ogni realtà ci sono animatori e volontari, che dedicano il proprio tempo alla realizzazione di un sogno iniziato duecento anni fa, ma sempre attuale.
Pallone, chiacchiere e lavoro
Ogni giorno il cortile ospita numerosi ragazzi intenti a giocare a pallone o a fare quattro chiacchiere in attesa delle attività la preghiera pomeridiana, accompagnata da una breve riflessione del direttore dell'oratorio, don Arnaldo Riggi, è un momento di comunione che, come la “buona notte” di don Bosco, è da stimolo alla riflessione personale. Qui è possibile incontrare i ragazzi che non fanno parte dei vari gruppi e a cui è sempre importante far sperimentare la presenza di un amico e modello da seguire. Particolare attenzione viene data all'assistenza. Prima dell'apertura pomeridiana, giovani, adulti, docenti e volontari del servizio civile si occupano del doposcuola, che trova il suo punto di riferimento nel salesiano tirocinante Marco Tomaselli. Considerati lo scarso profitto di molti e l'elevato tasso di dispersione scolastica che si registra nel territorio, questa attività è quanto mai necessaria sia per colmare lacune nelle varie discipline sia per generare autonomia di pensiero e stimolare all'istruzione, essenziale per trovare impieghi dignitosi ed essere in grado di far valere i propri diritti. A usufruire di questo servizio sono più di 50 ragazzi, messinesi e immigrati. I cortili dell'oratorio, oltre a ospitare quanti giocano a calcio (tra cui anche una squadra di minori migranti ospiti nei Centri di accoglienza cittadini), sono la sede degli allenamenti della PGS (calcio, basket e pallavolo), seguiti da allenatori che, attraverso lo sport, educano al rispetto delle regole e al benessere psico-fisico.
L'oratorio-centro giovanile è dotato di tre cortili e numerose stanze; a renderle vive sono attività varie e riunioni dei molteplici gruppi. Interessante l'iniziativa portata da diversi anni dalla comunità SDB e dal centro locale dei salesiani cooperatori, che sperimentano la fraternità nella formazione condivisa mensile. Il teatro dell'oratorio è sede delle prove e degli spettacoli della “Compagnia degli Orattori”.
La varietà delle proposte costituisce una ricchezza per tutto il territorio e un'attrattiva per i ragazzi, chiamati a essere “buoni cristiani e onesti cittadini”. È questo il titolo di un progetto, portato avanti dall'Associazione ONLUS Don Bosco S. Matteo, che opera all'interno dell'Oratorio, dal CGS “Gruppo teatrale Angelo Maio” (nato più di trent'anni fa in oratorio), in collaborazione con l'Ispettoria salesiana sicula e l'oratorio salesiano di Barcellona Pozzo di Gotto, e finalizzato alla diffusione della cultura della legalità attraverso laboratori di fotografia, murales, percorsi formativi, sport, teatro, cineforum...: frutto del progetto è anche il “murale della legalità” ben visibile nella piazza antistante l'oratorio.
Don Bosco con le braccia aperte
L'Opera non va mai in vacanza, cambia solo veste. D'estate i locali dell'oratorio si colorano delle maglie dei bambini di Grest e mini-Grest; tra gite, giochi, danze e momenti formativi, luglio passa in fretta; agosto è il mese delle uscite, dei campi-scuola e degli incontri con altri giovani di Sicilia, d'Italia e del mondo, importanti per condividere le proprie esperienze e respirare a pieni polmoni la spiritualità giovanile salesiana. D'inverno, una volta al mese, ci si riunisce con altri giovani del MGS di Messina per la “tenda della riconciliazione” (penitenziale per i giovani nel Giubileo della Misericordia), e spesso ci si incontra con il MGS di zona e con la diocesi, convinti della ricchezza dell'incontro con l'altro.
Fondamentale l'accoglienza: la rendono subito evidente una riproduzione del “Don Bosco con le braccia aperte di Valdocco” e la costante presenza del salesiano don Giuseppe Polizzi, che accoglie tutti e ciascuno con un amichevole saluto e un preciso ricordo.
Naturale la domanda a don Arnaldo: perché è importante accogliere i ragazzi che entrano in oratorio?
«L'accoglienza è fondamentale per instaurare un clima positivo e gioviale tra gli assidui frequentatori del cortile: chiamarli per nome significa dar testimonianza di conoscere le loro storie, interessarsi alle loro vite e voler loro bene. Ed è anche importantissima per quanti entrano per la prima volta nel nostro ambiente: chi si sente a casa, è più felice di tornarci!».
Sempre a don Arnaldo chiedo quanta fatica ci sia nell'impegnarsi costantemente per raddrizzare i “sentieri storti” di ragazzi che a volte finiscono per perdersi.
«La fatica è umana e le delusioni anche, ma io e i miei confratelli, coadiuvati dai laici, non ci scoraggiamo perché crediamo che un cambiamento possa realizzarsi e sappiamo di aver riposto la nostra fiducia nel Signore Risorto. Cerchiamo, quando possibile, di seguire le situazioni dei ragazzi che ci destano più preoccupazione, di creare rete con le famiglie, quando presenti, e di essere comunque sempre a loro disposizione. Sapere di avere un amico che ti vuol bene per come sei e non per quello che fai o che hai, può essere incoraggiante al punto da far cambiare vita: è il potere dell'amore di Gesù: don Bosco ci credeva; se non ci credessimo anche noi, che figli di un sognatore saremmo?».
Al direttore don Enzo chiedo come coniughi la sua missione salesiana e quella di parroco.
«Sono un salesiano presbitero, che svolge la sua missione salesiana da parroco, in un ambiente popolare e pienamente corrispondente al carisma salesiano; cerco di mettermi al servizio delle persone lavorando per “la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime”, così come voleva don Bosco! Sono aiutato in questo da tanti che per anni hanno condiviso la nostra missione salesiana. Mi rendo inoltre presente in oratorio per stare in mezzo ai giovani e, con una certa regolarità, verifichiamo le varie iniziative e attività con i confratelli».
All'Opera salesiana S. Matteo il lavoro non manca, ma non mancano neanche l'entusiasmo e la gioia di vivere con i giovani e per i giovani; gli allegri festeggiamenti del centenario, alla presenza del Rettor Maggiore, lo hanno dimostrato. Nel nome di Giovanni quel sogno si fa oggi realtà in questo quartiere in cui si investe ancora nell'educazione, certi che da soli, forse, si andrà più veloci, ma solo insieme si potrà andare lontano!