I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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SENEGAL. Progetto in favore delle donne

Venerdì 11 marzo si è concluso presso il centro salesiano “Kër Don Bosco” il progetto “Apprendimento dei mestieri attraverso la formazione e l'educazione dei giovani in condizioni di esclusione sociale e alfabetizzazione delle donne del Comune di Yoff” a Dakar, in Senegal. È un progetto che affronta insieme i problemi dell'alto tasso di disoccupazione giovanile di Yoff, a causa delle basse qualifiche professionali di tanti ragazzi a rischio, e la condizione di vulnerabilità delle donne in quell'area.
Le disuguaglianze tra uomini e donne non danno possibilità alle donne di accedere al mercato del lavoro o a un'economia e a degli incarichi che favoriscano l'equità: le donne nell'area rappresentano solo il 13% dell'occupazione totale. Ma c'è anche un altro problema: l'alta percentuale di analfabetismo tra la popolazione giovanile delle aree rurali, che raggiunge le vette più alte tra le donne e le ragazze.
Durante lo sviluppo del progetto è stato costruito ed equipaggiato un centro socio-educativo, che dispone di una grande sala polivalente, una sala informatica, tre laboratori, due aule per l'alfabetizzazione, una sala riunioni e alcuni uffici. Al termine dei lavori sono stati avviati i primi corsi di formazione ai mestieri: sartoria, cucina e idraulica per circa 70 giovani, oltre al corso di alfabetizzazione per più di 150 donne.

NICARAGUA. Speranza tra i bambini più bisognosi

A febbraio 2016 per la sesta volta la scuola salesiana “Don Bosco Prep” di Ramsey, Stati Uniti, ha inviato una spedizione missionaria giovanile in Nicaragua. 23 allievi superiori, accompagnati da 12 adulti, hanno raggiunto Masaya e collaborato al lavoro pastorale presso il centro della Fondazione Mamma Margherita e vi hanno costruito una casa, che è la terza realizzata in loco dagli allievi dell'istituto salesiano statunitense.
In questa occasione gli studenti hanno portato vestiti, giocattoli e strumenti per l'igiene dentale. Tutti i giovani missionari tra le loro attività hanno preparato da mangiare e distribuito il cibo agli affamati nei pressi della discarica di Masaya. Lo studente Parker Stone, inoltre, nell'ambito di un progetto scout, ha portato pure 100 zaini con materiale scolastico per altrettanti bambini del centro; l'insegnante d'Arte Veronica Cutter ha aiutato gli allievi americani a realizzare un murales su un edificio della Fondazione Mamma Margherita. E va segnalato pure che 4 bambini di Masaya quest'anno possono studiare e frequentare la scuola salesiana grazie alla borsa di studio dedicata alla memoria di Andy Feliz, un allievo del Don Bosco Prep prematuramente scomparso.

MONGOLIA. Il lavoro missionario nel paese

“Sono preoccupato al pensare ai bambini che incontro ogni giorno. Le famiglie mongole non si prendono cura dei loro figli, s'interessano solo quando il governo dà loro dei soldi. La mancanza di reddito poi fa sì che spesso le famiglie si dividano. I bambini soffrono di più perché restano sulla strada dove rubano, subiscono abusi sessuali o si prostituiscono”. È la dura realtà che racconta il salesiano coadiutore Krzysztof Gniazdowski, missionario in Mongolia.
In Mongolia la terra non è di nessuno. La terra si condivide e si ama; su di essa i Mongoli si muovono con rispetto e seguendo le tradizioni stagionali. I Mongoli non hanno un loro posto. O si accampano, o camminano.
“È difficile costruire la Chiesa su delle fondamenta mobili - continua il sig. Krzysztof -. Nel 2013 la Chiesa Cattolica in Mongolia ha festeggiato il suo primo anniversario: vent'anni di Cristianesimo in Mongolia. Quest'anno celebreremo l'ordinazione del primo sacerdote locale, che ha studiato in Corea e sarà ordinato in terra mongola”.
I Salesiani hanno due case nel paese. Nella capitale, Ulaanbaatar, e a Darkhan. Sono due comunità internazionali. Ad Ulaanbaatar ci sono la scuola tecnica “Don Bosco” e il rifugio per i bambini di strada. La scuola, che forma circa 300 studenti, ha una buona reputazione e il giorno degli esami finali i rappresentanti delle aziende aspettano i diplomati fuori dalla porta.

PAPUA NUOVA GUINEA. Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice insieme per preparare educatori-evangelizzatori

Il “Don Bosco Technological Institute” (DBTI) è un istituto universitario a Port Moresby, Papua Nuova Guinea, dove i Salesiani (SDB) e le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) lavorano insieme per preparare i giovani a essere istruttori tecnici ed educatori nelle scuole secondarie. Esso mira a formare gli studenti ad essere servi-leader (Gv 13, 13-14) nella loro società.
Molti studenti appartengono a diverse confessioni cristiane, alcuni sono membri di famiglie i cui genitori appartengono a chiese diverse; alcuni non sono nemmeno battezzati. Molti di loro poi chiedono di ricevere il battesimo. Per i futuri educatori ci sono corsi di catechesi, studi sul Sistema Preventivo e la Pastorale giovanile salesiana. Gli studenti non solo imparano l'insegnamento sociale della Chiesa, ma hanno anche attività di sensibilizzazione per i poveri. L'identità cattolica è molto sostenuta e promossa nel campus.
Infine, la testimonianza di spirito di famiglia tra SDB, FMA, Salesiani Cooperatori, exallievi/e, collaboratori e studenti è un potente mezzo per il primo annunzio, suscitando l'interesse per Gesù Cristo e il suo Vangelo. Lo sforzo continuo degli SDB e delle FMA per servire con gioia e dedizione è un'esperienza di famiglia. Ciò contribuisce al funzionamento armonioso dell'istituzione e di quell'ambiente familiare che promuove il successo nell'educazione.