I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

SAMSON PJETRAJ

Don Bosco alle falde del Vesuvio
I Salesiani a Torre Annunziata

Il Vesuvio alle spalle e il sole che si riflette nel mare creando un gioco di luci che danzano.
La generosità spontanea e i sorrisi sinceri della gente del Sud, che nel dolore talvolta trova ancor più umanità.
La Comunità Salesiana di Torre Annunziata sorge in un luogo baciato dalla bellezza ma segnato dalla sofferenza. Un posto dove il bene annaspa ma cerca di restare a galla combattendo cattiveria e ignoranza.
È qui che la missione di don Bosco trova il suo senso più profondo.

La presenza dei Salesiani a Torre Annunziata risale al 1929. Primo Direttore fu lo stimatissimo don Ermidoro Caramaschi. Lo zelante sacerdote diocesano di Torre don Pasqualino Dati, che tanto si adoperava per l'educazione cristiana dei ragazzi della sua città, ottenne da don Paolo Albera, secondo successore di don Bosco, che si impiantasse a Torre un Oratorio Salesiano e acquistò lui stesso il terreno e un piccolo fabbricato in contrada “Piè d'ulivo” per far iniziare il lavoro dei Salesiani per i giovani di Torre. I Superiori Salesiani oltre all'Oratorio pensarono, da subito, di mettere una scuola per ragazzi aspiranti al sacerdozio. Negli anni Quaranta e Cinquanta è stata anche studentato filosofico per i giovani salesiani che si preparavano al sacerdozio. I salesiani di Torre hanno continuato a formare altri giovani salesiani fino alla fine degli anni Settanta.
Sin dalla loro venuta, divennero subito un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l'ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Diretta e animata da Salesiani dinamici e convinti, specie in certi momenti storici delicati e drammatici per la città, la presenza salesiana in particolare attraverso l'oratorio è stata punto di riferimento unico, ha dato un contributo eccezionale per la solidarietà sociale e cristiana, riconosciuto dalle più alte autorità civili e religiose.
Alla fine del 1993 i superiori hanno accolto la richiesta del Vescovo di Nola di animare la parrocchia “Santa Maria del Carmine”, dando un'impronta ancora più attenta alla dimensione di evangelizzazione ed ecclesiale della presenza salesiana.
Dal dicembre del 2004, la struttura ospita la Comunità famiglia “Mamma Matilde”, segno evidente dell'attenzione riservata ai minori con gravi e diverse difficoltà individuali.
Oltre ai Salesiani, la Famiglia Salesiana è presente a Torre Annunziata con le Figlie di Maria Ausiliatrice, i cooperatori, gli exallievi, i Testimoni del risorto.
La Comunità Salesiana
È composta da cinque salesiani sacerdoti: don Antonio Carbone, direttore e parroco, che è anche responsabile dell'emarginazione per l'Ispettoria; don Samson Pjetraj, vicario della Casa e incaricato dell'oratorio, originario del Kosovo; don Gianpaolo Roma, salernitano, economo incaricato delle vocazioni e delle missioni ispettoriali; don Savino De Muro, di Melfi, è il veterano della Comunità, che cura soprattutto la pastorale degli adulti; don Ciro Izzo, napoletano verace, in questa Comunità da due anni, segue in particolar modo il percorso spirituale degli adulti.
La Casa Famiglia
Nel giugno del 1997 tre madri di Torre Annunziata denunciarono una banda di pedofili che abusava dei loro figli. L'inchiesta coinvolse una scuola elementare e diciannove furono le persone incriminate. A sette anni da quell'atto di coraggio una di loro è stata uccisa. Matilde Sorrentino, venerdì 26 marzo 2004, alle otto e venti di sera, apre la porta pensando che fosse il figlio di ritorno a casa. C'era invece qualcuno armato di pistola che la uccise.
Nel 2004, a Torre Annunziata, nella nostra Comunità, nasceva una casa famiglia chiamata proprio “Mamma Matilde”, per ricordare e onorare il gesto coraggioso della donna. Oggi la comunità alloggio accoglie minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni, tutti con disagi familiari, sociali o con procedimenti penali in corso. Ai ragazzi sono assicurati percorsi di studio e di recupero personalizzati, a seconda delle esigenze individuali. Non manca, inoltre, il giusto apporto affettivo che possa colmare anche le loro mancanze più profonde. Un percorso da condividere insieme come una piccola, grande famiglia.
La Parrocchia
Nata nel 1996 per richiesta del Vescovo, oggi conta circa 5000 fedeli. Trovandosi in un quartiere particolarmente a rischio, è un punto di ritrovo per ragazzi e famiglie appartenenti a gruppi di preghiera diversi. Al suo interno i gruppi biblico, di Carmelo, ministranti e il coro, organizzano le attività e le funzioni religiose e si impegnano nella diffusione del messaggio cristiano. Talvolta si effettuano viaggi e pellegrinaggi che coinvolgono tutti i fedeli. La parrocchia è soprattutto un riferimento per tanti giovani e bambini che si apprestano a muovere i primi passi nella conoscenza di Gesù. Sono attivi, inoltre, corsi pre-matrimoniali e di catechismo per adulti.
L'Oratorio
Partendo dalle esigenze del territorio, il nostro oratorio ha attuato una scansione degli “iscritti”, per coprire tutte le fasce d'età e tutti gli interessi dei ragazzi:
Gruppi formativi, per tutte le fasce d'età, dalla seconda elementare fino ai 35 anni. I ragazzi dalla seconda alla quarta elementare sono orientati all'iniziazione cristiana; dalla quinta alla terza media viene inculcata una formazione stretta riguardo le tematiche che propongono la Chiesa o la congregazione stessa; il biennio, il triennio e i giovani, invece, quest'anno, trattano temi sociali partendo dal tema generale della Misericordia (che quest'anno ci suggerisce il Papa) fino alla delineazione della figura dell'onesto cittadino proposta da don Bosco;
Gruppi culturali: riguardano soprattutto elementari, medie e giovani dai 17 in su. Doposcuola, laboratori di disegno, cucina e manualità, lezioni di danza e aerobica, di pianoforte, chitarra e batteria. Queste sono solo alcune delle attività in continuo aggiornamento;
Gruppi sportivi: comprendono un'ampia fascia d'età, dai 7 fino ai 30 anni. Gli sport praticati sono: calcio, basket, rugby, boxe, ping pong e tennis.

Basta un sorriso dei nostri ragazzi
Torre Annunziata vive un letargo pericoloso soprattutto per i più giovani. Il lavoro è in fase di stallo da anni e anche le attrattive (sportive, artistiche e culturali) mancano all'appello da tempo immemore. Per questo, i ragazzi più fragili e più esposti a certe situazioni sono facili prede di distrazioni pericolose. Il nostro compito, svolto con l'umiltà e la passione di don Bosco, è quello di toglierli alla strada, donando loro quella spensieratezza che è solo un opaco riflesso nelle loro vite incerte. In molti casi, poi, i nostri occhi diventano i loro occhi, per prendere coscienza di una prospettiva diversa, più pulita e più onesta. Non è facile nemmeno per noi, che andiamo avanti nonostante la consapevolezza dell'enorme compromissione di questo territorio e delle sue fasce più deboli. Ma basta un sorriso dei nostri ragazzi, un loro cambiamento osservato nel nostro piccolo mondo, per ricaricare le energie e continuare a lottare.