I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Tracce: la periferia al centro di Roma

La Basilica del Sacro Cuore di Gesù, nelle vicinanze della Stazione Termini e di fronte ad un centro commerciale, ci spiega don Emanuele De Maria, responsabile del Centro giovanile, è a tutti gli effetti “una periferia al centro”: crocevia di pendolari e viaggiatori, di businessman e vacanzieri, certo, siamo nel cuore della metropoli, eppure nell'area intorno al primo scalo ferroviario regna il degrado. Accampati sui cartoni, clochard di tutte le nazionalità. I senzatetto e insieme a loro tanti altri poveri trovano rifugio a Termini.
Il Progetto Missionario Sacro Cuore desidera “dare vita” a una comunità ecclesiale dal forte carattere giovanile, che viva in pienezza la propria missione educativa ed evangelizzatrice condividendo, con le povertà che intercetta, un'esperienza di Risurrezione. Manuela, giovane operatrice pastorale, racconta: «Nel 2011 ho partecipato alla gita con i rifugiati e mi si è aperto un mondo. Cominciano le mie esperienze di volontariato, di servizio civile e tutt'oggi di tirocinio al Sacro Cuore. Partecipo ad attività quali l'insegnamento dell'italiano, l'orientamento al lavoro, il cineforum, le feste. Inoltre laboratori di arte-terapia, a cui prendono parte ragazzi rifugiati ed italiani. Il centro giovanile è fondamentale per la mia vita, senza non sarei quella che sono adesso, non avrei scelto di diventare educatrice e non sarei cresciuta giorno dopo giorno così tanto, come accade».
Tracce educative
Accanto alle attività e alla catechesi per i più piccoli, i cammini offerti si rivolgono prevalentemente ai giovani studenti romani e fuorisede, lavoratori, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, e possono essere sintetizzati in tracce: prima di tutto di incontro e di servizio. Tante le possibilità di dedicarsi agli altri nel volontariato. Quest'ultimo sta coinvolgendo anche giovani universitari del dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre. La Basilica del Sacro Cuore, infatti, è anche cappellania universitaria e un salesiano e una figlia di Maria Ausiliatrice si dedicano in modo particolare ai giovani studenti del Dipartimento.
Teresa, universitaria e volontaria, ci dona la sua testimonianza. È consapevole che quando ci si trova a condividere esperienze così travolgenti, si rischia di cadere nel banale e di trasmettere un messaggio ovvio: «Pensando al volontariato - ci dice - penso soprattutto al fatto che le cose più belle sono gratuite, il senso profondo per me è proprio questo, la vera bellezza risiede nella spontaneità e nella gratuità, lo facciamo perché ci viene dal cuore, non perché è conveniente farlo. Questo non significa che non abbiamo un “ritorno” per quello che facciamo: non guadagniamo biglietti di carta, ma una montagna di sorrisi; sguardi ricchi di ammirazione e d'amore; abbracci e strette di mano che traboccano di entusiasmo, tanto che nemmeno gli argini più resistenti saprebbero contenere. La potenza delle emozioni che si vive è infinita come la forza della natura. Abbattere le barriere dell'indifferenza e del pregiudizio non è facile, però è necessario, riempie l'anima d'amore e questo, a catena, si riversa su ogni aspetto dell'esistenza. Per chi è scettico e non ci crede avrei un consiglio: provare a mettersi nella condizione di regalare un sentimento positivo a chi gli sta davanti, chiunque esso sia, e sentire che cosa si prova, questo penso che sia più efficace di mille parole!».
Dare senso ai sogni
Offrire ai giovani una casa dove stare insieme, un luogo dove crescere e svariate opportunità per servire gli altri, ci ricordano gli educatori ed operatori pastorali, è impossibile senza tracce di formazione e di profondità, per cui il volontariato procede di pari passo con un iter spirituale diversificato che, non prescindendo dal dato umano, presenta un comune obiettivo: avvicinare i giovani a Gesù tramite l'accostamento alla Parola e la testimonianza di giovani impegnati.
Tra le tracce di formazione proposte, anche incontri che formano ad essere volontari nei vari servizi, e un percorso sulla vita di coppia, l'amore, l'affettività. Ma sembra che non basti ancora, poiché don Emanuele sostiene che i giovani sono alla ricerca di un progetto di vita, sognano la loro realizzazione, pertanto è necessario creare le condizioni che li aiutino a comprenderlo.
In questo orizzonte si inserisce la comunità giovani, che si incontra settimanalmente per un cammino di gruppo e di formazione umana e cristiana. Per chi si riavvicina alla fede dopo qualche anno, invece, c'è la possibilità degli Incontri con Gesù: uno spazio per conoscere il Signore e approfondire la propria fede con la Parola e la preghiera. L'adorazione eucaristica serale del giovedì, animata dai giovani e con la Chiesa aperta fino alle 22, «chiude il cerchio» delle proposte per i giovani. In questo anno del Giubileo, la comunità educativo-pastorale consente ai giovani provenienti da vari luoghi di sperimentare un weekend della misericordia, nel quale vivere il Giubileo nel servizio ai poveri e nel contatto con la Roma storica ed artistica, in un clima tutto salesiano.