I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA MIA STORIA SALESIANA

YOSHIKI SEKIYA

Il dottor Artemide

Incontro con Osamu Urushibata, exallievo salesiano Tokyo, Giappone. In una piccola clinica di Shimokitazawa, un quartiere della città di Tokyo, lavora un dermatologo che esercita la professione medica seguendo lo spirito dei Salesiani. Non propone solo terapie e rimedi, ma s'impegna anche a curare la mente e l'anima dei pazienti.

Il Professor Osamu Urushibata è docente della Toho University ed è Direttore Generale della Clinica Dermatologica Artemide.

Perché è andato a scuola dai Salesiani?
Prima di tutto, i miei genitori desideravano che io mi impegnassi nello studio. A quell'epoca le scuole d'infanzia erano meno numerose rispetto a quanto accada ora. Inoltre, non era così abituale che i bambini fossero iscritti alla scuola d'infanzia. Ne era però stata aperta una vicino alla casa in cui vivevamo e così l'ho frequentata per due anni e mezzo. Ho poi continuato il percorso presso una scuola elementare salesiana.
Conservo ancora ricordi molto nitidi della scuola d'infanzia e della scuola elementare che ho frequentato. Ero un bambino piuttosto vivace. Giocavo con il fuoco e bruciavo fieno selvatico vicino alla stazione insieme ai miei amici. Dopo aver compiuto questi scherzi pericolosi, andavamo a pregare davanti alla statua della Madonna nella cappella di legno che si trovava là vicino. Sebbene fossi ancora un bambino, sentivo che la cappella era “un luogo molto sacro”. Fin dall'infanzia ho ritenuto che la presenza di Maria fosse molto efficace e potente.
Ricordo che nella nostra scuola si teneva una processione in onore della Madonna. Adesso il percorso è limitato al cortile della chiesa, ma a quell'epoca seguivamo la statua della Madonna, sistemata su un camioncino a tre ruote, dalla nostra scuola alla stazione. Anch'io prendevo parte alla processione, indossando un costume da crociato.
Nell'ambito dell'educazione salesiana che mi è stata proposta, è stato particolarmente importante l'insegnamento ricevuto dalle Suore, le quali ci ricordavano che Dio ci guarda sempre con amore. Se si presentava qualche difficoltà, le Suore ci spiegavano semplicemente che Dio voleva prepararci al nostro passo successivo, o qualcosa del genere. Per le Suore la religione non era una realtà severa o rigida e questo modo di pensare mi ha aiutato in tante circostanze della vita.
Perché ha scelto la professione sanitaria?
Quando frequentavo il liceo avevo deciso di studiare pianificazione urbana e architettura presso la facoltà di ingegneria dell'Università Tohoku. Proprio a quell'epoca mio zio aprì una clinica dermatologica nel quartiere Ikebukuro, la prima che fosse avviata nella città di Tokyo. Di tanto in tanto andavo a trovare mio zio e con il tempo fui attratto dalla vita a Tokyo.
Quando gli confidai il mio segreto, mio zio mi suggerì di frequentare la facoltà di medicina. All'inizio ero un po' perplesso, ma alla fine decisi di studiare medicina. Mi iscrissi dunque all'Università Toho e mi specializzai in pediatria, con l'obiettivo di aprire una clinica pediatrica. Il professor Yasuda mi invitò però a frequentare il suo reparto di dermatologia. Per questo rimasi all'Università ed entrai nel suo reparto, per gratitudine nei suoi confronti. Nel reparto di medicina dobbiamo esercitare la pratica ospedaliera, frequentare seminari, svolgere attività di ricerca e partecipare alle riunioni con i medici. Era una vita sempre piena di impegni.
A quell'epoca mio zio si ammalò. Per questo, seguendo le sue orme, ho aperto una nuova clinica dermatologica, presso la quale lavoro tuttora. Quando ripenso al mio passato, mi sembra che Dio mi abbia invitato a compiere i passi che mi indicava, progettando tutto per me.
Anche in una clinica dermatologica si presentano pazienti affetti da problemi mentali. Ascolto le loro preoccupazioni e parlo loro con delicatezza, in modo che possano essere trattati, guarire o comunque essere curati con nuovi metodi. Questo impegno è piuttosto difficile, ma a volte la cura della mente determina il benessere fisico.
Perché la sua clinica porta il titolo di Artemide?
Don Angelo Hitoshi Yamanouchi ha pensato a questo nome per la nostra clinica. A quel tempo due miei figli frequentavano la scuola d'infanzia salesiana e mia moglie era rappresentante dell'Istituto, di cui frequentava la chiesa. Successivamente, il mio figlio maggiore dovette scegliere la scuola elementare. Voleva frequentare un istituto “in cui potesse trovare la Madonna”. Fu dunque iscritto alla scuola elementare Meguro Seibi Gakuen. Inoltre, cogliemmo l'occasione perché tutti i componenti della nostra famiglia ricevessero il battesimo. Don Yamanouchi era allora parroco della chiesa Saginuma e gli sono sempre grato per la sua gentile disponibilità.
Quando la clinica fu aperta e dovevamo pensare al nome da imporle, chiedemmo qualche suggerimento al sacerdote. «Potreste chiamarla Artemide?», suggerì. Era il nome di un Salesiano laico, il beato Artemide Zatti, che curava i corpi e le anime e così si è fatto santo. Per questo abbiamo adottato il nome Artemide per la clinica.