I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

José J. Gómez Palacios
(Traduzione di Deborah Contratto)

La Bibbia sul muro

Siamo ancora qui. Dopo più di 160 anni siamo ancora tutte qui. Siamo le frasi della Bibbia scritte sui portici di Valdocco. Noi, la vecchia pompa sul secondo pilastro e la statuetta della Madonna, nella parete di fondo, siamo i testimoni muti di un passato incantevole e troppo spesso trascurato. Il presente è molto distratto: sono così pochi quelli che alzano gli occhi verso di noi.
Il buon don Bosco aveva pensato subito di fare uno spazioso porticato davanti alla sua nuova casa. Pensava soprattutto ai ragazzi. Avevano bisogno di uno spazio in cui giocare e intrattenersi anche quando imperversava il maltempo e anche di un luogo tranquillo di transizione prima dello studio, della preghiera in chiesa, del sonno.
Ne venne fuori un porticato basso ma elegante, nello stile dell'epoca. Nella parte interna degli undici pilastri e nelle lunette contro la parete della casa nascemmo noi. Don Bosco chiese al suo fedele Enria di dipingerci in bello stile. Sotto uno dei pilastri, proprio sotto una di noi, veniva collocato il piccolo pulpito mobile da cui don Bosco tutte le sere dava la “Buonanotte” ai suoi ragazzi. E Lui spesso spiegava il nostro significato ai ragazzi. Lo stesso faceva con i forestieri con i quali passeggiava sotto il porticato e ci definiva articoli del suo codice, che costituiscono, come diceva, l'arte di ben vivere e di ben morire. Era solito dire: «Sotto questi portici talora i giovani si arrestano stanchi dal giuoco, ovvero passeggiano. I forestieri che vengono per vari affari all'Oratorio, qui si fermano aspettando il momento di avere udienza. Gli uni e gli altri vedendo le iscrizioni sono presi dalla curiosità di leggere, se non altro per passare la noia, ed ecco un buon sentimento che loro resta scolpito nella mente e può a suo tempo produrre un frutto salutare».
Le scritte nostre sorelle sui muri della nuova casa Pinardi sono un vero trattato sulla confessione.
Una vera galleria della misericordia di Dio.
Noi dalla parte del cortile invece eravamo i nobili Dieci Comandamenti. Io ero il primo: Dominum Deum tuum adorabis ei illi soli servies, Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai a lui solo: significa che Dio è tutto per noi e noi siamo tutto per Dio. Ed era quello che don Bosco faceva vivere ai suoi ragazzi.
Don Bosco era orgoglioso di noi e fece dipingere altre iscrizioni tratte dalla Bibbia nei successivi ampliamenti dell'Oratorio. Credo che se fosse dipeso solo da lui avrebbe scritto sui muri del suo Oratorio l'intera Bibbia. Oggi molte scritte sono state cancellate. Per don Bosco erano parole vive. Ed era felice quando qualcuno alzava gli occhi verso di noi e poi gli chiedeva il senso dell'iscrizione.
Amava la Sacra Scrittura come pochi altri nel suo tempo e voleva che i suoi ragazzi le trovassero anche sui muri per imparare a scriverle nel loro cuore.

La storia
Don Bosco voleva coronare degnamente il portico della sua prima vera casa e, intonacati i portici e dato loro il bianco, pensò di far scrivere da Pietro Enria e a grossi caratteri maiuscoli alcune iscrizioni tratte dalla Sacra Scrittura. Voleva che perfino le mura della sua casa parlassero della necessità di salvarsi l'anima. Le iscrizioni erano latine e sotto erano tradotte in italiano.