I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

STORIE SALESIANE

SALVATORE PRISCO

Due miracoli di Domenico Savio al Vomero

Ricordo di un “semplice e prodigioso quadro”

Il 13 febbraio 1921 nell'istituto Salesiani di Napoli e precisamente al Vomero, dove è stato allievo l'eroe Salvo d'Acquisto, accadde un fatto “prodigioso” da ricordare.
Gli allievi collegiali dovevano scendere dalle camerate, per andare o in cortile o nelle varie classi, per una rampa di scale alta come l'edificio.
Tra i collegiali un allievo, Gaetano Lemmo, nove anni, studente delle elementari si appoggiò con il proprio corpo sul poggia mano, per scendere più in fretta, ma perse l'equilibrio e cadde dall'ultimo piano. Nella penultima rampa di scale c'era, appeso ad un muro maestro, il quadro di san Domenico Savio.
Il piccolo Gaetano, devoto al santo, cadendo, lo invocò rimanendo incolume.
Con il tempo studiò come un bravo allievo salesiano, devotissimo al Santo fino alla fine dei suoi giorni terreni. Oggi è vicino a san Domenico Savio, don Bosco e a tutta la famiglia salesiana.
Dopo 38 anni, precisamente nel novembre del 1959, un avvenimento analogo successe ad un altro allievo collegiale dell'istituto Antonio Elefante, della quarta ginnasiale, anche lui devoto al santo. Era solito scendere sul poggia mano. In quel tempo, il sottoscritto stava in fila con altri collegiali e lo vedemmo cadere quando perse l'equilibrio. Il quadro del santo stava sempre lì al suo posto, come una persona che ti sorveglia, ti protegge, ti stimola a far del bene, ti guida con quel suo sguardo di semplicità, di umiltà, fra le mani il suo diario di propositi come la cosa più importante.
Antonio Elefante, fu subito soccorso dall'infermiere dell'istituto e dal catechista don Alfano Alfonso, testimoni dell'avvenimento. Riportò una slogatura al braccio sinistro, andò in coma per pochi giorni, poi passò tutto, uscì dal coma, il braccio guarì. Il direttore dell'istituto don Fonseca gli anticipò le vacanze natalizie da passare in famiglia, in tranquillità e serenità, ringraziando insieme ai suoi cari il santo per il suo prodigio. Finite le vacanze, tornò all'istituto più devoto di prima.
Oggi il quadro, anche se l'istituto ha subito una ristrutturazione, sta al suo posto, sempre con il solito compito di guida e di protettore, con le date e i nomi a ricordare i prodigi avvenuti. Il suo posto è la vicino ai giovani, con i giovani, per i giovani.
Il nipote di Lemmo studia: è un ottimo flautista, andrà all'Università, ha intenzione di essere un bravo prete della grande Famiglia Salesiana. Il secondo testimone di Antonio Elefante, il catechista di allora, è don Alfano Alfonso, oggi al Don Bosco di Napoli. Ha aperto, tempo fa, il centro “Le Ali” con un preciso programma di recupero e inserimento di giovani a rischio.