I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Un solo cuore per i giovani e con i giovani

Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice insieme a Latina

«Sarò sempre grato ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice che mi hanno affiancato. Credo fortemente che la mia crescita sia stata molto aiutata dalla compresenza nel mio ambiente di consacrati uomini, che mi hanno fatto da padri, e consacrate di genere femminile, che come mamme potessero accompagnarmi in una crescita integrale della mia persona».

La presenza dei Salesiani nella città di Latina fa parte delle origini della città. Nel 1933, dietro sollecitazione del cardinal Enrico Gasparri, a don Carlo Torello e ai primi confratelli fu affidata la cura pastorale e della liturgia della Cattedrale San Marco. Da allora, la comunità salesiana è fedele a questo mandato. Inoltre, sono incaricati dell'accoglienza del clero diocesano e coinvolti in diverse opere pastorali: seguono i carcerati e i poliziotti penitenziari attraverso il cappellano della Casa Circondariale; con il cappellano della Clinica San Marco, si occupano dei malati e dei moribondi. Un confratello è stato chiamato al servizio di Esorcista Diocesano.
E le Figlie di Maria Ausiliatrice? Ne parliamo con suor Alessia Civitelli, responsabile della comunità.
«Le FMA sono arrivate a Latina nel 1983, sollecitate dai Salesiani. All'epoca la scuola d'infanzia comunale, vicino alla parrocchia salesiana, era gestita dalle Figlie della Carità. Quando i Salesiani hanno saputo che le Vincenziane avrebbero lasciato l'opera, si sono affrettati a chiamare le Figlie di Maria Ausiliatrice».
Da allora, anche per le suore, inizia una missione di stretta collaborazione con la comunità dei confratelli: dopo l'insegnamento e l'animazione della scuola dell'Infanzia, sono presenti nella catechesi e nei cortili dell'oratorio.
«Dire San Marco a Latina - continua suor Alessia - significa fare riferimento a una realtà apostolica molto vivace e ricca di esperienze: dal coro, costituito da giovani adulti, al folto gruppo di Scout di ogni età dai Salesiani Cooperatori al gruppo Mamma Margherita, dal Centro Ascolto Caritas al gruppo della San Vincenzo, dagli exallievi ed exallieve al gruppo famiglie».

Segni particolari: collaborazione armonica
Don Francesco e suor Alessia mi disegnano la trama molteplice delle esperienze di questa presenza salesiana nel territorio di una città, ai confini della capitale. Ne emergono due: «Casa di Giacomo» e «Pasqua Giovani», in cui gli animatori, dai 14 anni in su, trascorrono le loro giornate insieme agli sdb e fma, vivendo nelle due rispettive comunità, condividendone l'intera vita, sia fraterna sia di preghiera. Nel loro racconto, colgo la peculiarità dell'opera di Latina: la collaborazione armonica dei responsabili. E questa è la testimonianza che maggiormente incide sui giovani.
Luca ha 18 anni e frequenta l'ultimo anno del Liceo classico. A giugno dello scorso anno, ha concluso il suo percorso formativo da “animato” ed è entrato nella Comunità Animatori assumendo la guida di un gruppo del primo anno di post-cresima. È lui, in prima persona, che ci consegna una pagina del suo diario. Il suo racconto conferisce spessore ed è garanzia dell'animazione corresponsabile dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice: «Crescere in un ambiente salesiano è stata una tappa fondamentale della mia formazione: oratorio, catechesi, cortile, gruppi... tutto ciò è entrato a far parte del mio bagaglio personale».
Come ti ha formato questo cammino con i Salesiani e le suore?
È ancora lui che rivela: «Un secondo regalo, è la capacità di dare a me stesso delle priorità nel quotidiano, così da condurre l'esistenza in base ad una scala di valori costante, senza trascurare niente, e con un'organizzazione non casuale delle mie giornate. Il terzo elemento, per me il più importante, è un approfondimento spirituale e religioso che ormai è parte integrante di me e senza il quale sarei, senza ombra di dubbio, un'altra persona: una spiritualità, che include anche aspetti teologici; una conoscenza di me come uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio».
«Sarò sempre grato ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice che mi hanno affiancato - sorride Luca -. E citarli entrambi non è a caso! Credo fortemente che la mia crescita sia stata molto aiutata dalla compresenza nel mio ambiente di consacrati uomini, che meglio potessero capirmi facendomi da padri, e consacrate di genere femminile, che come mamme potessero accompagnarmi in una crescita integrale della mia persona. Ecco allora che in ogni ambito in cui vado ad operare nella mia quotidianità: scuola, famiglia, amici, associazioni di cui faccio parte, tutto, direi, l'impronta salesiana c'è e agisce, anche se a volte non si vede e questo per me è l'inizio di un'evangelizzazione potente che, con assoluta discrezione, mostra al mondo la bellezza dell'essere buoni cristiani oltre che onesti cittadini, così da diventare futuri abitatori del cielo».