I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SORELLE SALESIANE

EMILIA DI MASSIMO

Strade di periferia

Missionarie di Cristo Risorto a Roma

Accanto alla Basilica del Sacro Cuore di Roma, costruita da don Bosco, c'è una piccola comunità di quattro sorelle che insieme con i Salesiani, le famiglie e tanti giovani vivono in pienezza una magnifica missione evangelizzatrice.

Accanto alla Stazione Termini di Roma c'è la Basilica del Sacro Cuore, costruita da don Bosco con grandi sforzi e fatiche. Qui ha trovato dimora anche una piccola comunità di quattro sorelle, che condividono il progetto educativo e missionario, rinnovato secondo il “Progetto Europa”, voluto da don Pascual Chávez. Le Missionarie di Cristo Risorto (MCR), insieme con i Salesiani, le famiglie e tanti giovani danno vita a una realtà ecclesiale dal forte carattere giovanile, per vivere in pienezza la missione evangelizzatrice e innescare, nelle povertà che intercettano e che interpellano, un'esperienza di Risurrezione. Le abbiamo incontrate.

Nate in una scuola salesiana
«Siamo nate negli anni Ottanta, a Montevideo, dentro una scuola salesiana, il Juan XXIII». È Mercedes che racconta: «L'entusiasmo per le idee e le novità del Concilio circolavano in una chiesa latinoamericana giovane, sostenuta dai grandi documenti prodotti dalla Conferenza di Puebla». La scuola è l'humus dove prende vita un forte movimento spirituale che affondava le sue radici nel Vangelo, che profumava di gioventù, di opzione per i poveri e sollecitava ad essere, ad agire, a mettersi insieme per non lasciarsi intorpidire dalla cultura borghese e individualista.
«Incontri, ritiri, servizio nelle baraccopoli della periferia della città... - continua Laura -. Molti giovani si sentivano chiamati a scelte radicali di vita, nel servizio, nella vita di famiglia e nella vita consacrata». Il “dopo” sa di primavera: azione, preghiera, confronti, ascolto dello Spirito, discernimento con l'aiuto della comunità salesiana e della Chiesa locale. Nascono così, le Missionarie di Cristo Risorto: a servizio dell'evangelizzazione dei giovani e dei più poveri. La prima fondazione a Montevideo, poi Buenos Aires e poi Brasile, Cile, Italia e Venezuela, con alcune significative esperienze missionarie in Spagna, India e Africa.
A Roma approdano nel 1996. Fino al 2009, quando la comunità si trasferisce presso la Basilica del Sacro Cuore, alla Stazione Termini.
Insieme ai Salesiani, danno vita a un progetto missionario di condivisione e di incontro con i rifugiati e richiedenti asilo, giovani provenienti da ogni parte del mondo, nella fiducia che questo “convenire” di culture, fedi e sensibilità sia per tutti e per ciascuno feconda esperienza di grazia, luogo di realizzazione umana e di senso: «È Gesù Risorto che ci porta a condividere e a comunicare la Vita con la gente, in stile evangelico - prosegue Mercedes - generando un ambiente di famiglia dove condividiamo certezze e ricerche, gioie e preoccupazioni. Vorremmo che per loro il “Sacro Cuore” sia come la loro casa, una casa accogliente e calda, che riporta alla memoria quella che forzatamente hanno dovuto lasciare».

Una casa sempre aperta
La loro casa è aperta: vi hanno trovato posto Cristina e Giuseppe, Francesco e Floriana, coppie di sposi con i figli che, pur vivendo nella loro casa, condividono con le suore la spiritualità, la missione, momenti di preghiera e riflessione. Ci sono Aweys, rifugiato dalla Somalia, volontario alla scuola d'italiano, e Alhagie, dal Gambia, responsabile del gruppo che organizza gite e cineforum.
«C'è un grido che abbiamo sentito - spiega María José che lavora in particolare tra i giovani profughi - quello di tanti giovani italiani che faticano a trovare il loro cammino, un senso “pieno”, che molte volte si sentono vuoti e disillusi, ma che sono allo stesso tempo desiderosi di donarsi. Abbiamo anche sentito il grido di altri giovani, quelli che fuggono dai loro paesi e arrivano in Italia e che, in modo paradossale, dalla loro solitudine e dolore ci fanno vedere la forza della vita».
Per dare risposta a questo “grido”, le iniziative si moltiplicano, sono il “luogo” di incontro tra i giovani e con Gesù: percorsi formativi: al volontariato con i senza fissa dimora, tra i malati e con i rifugiati; di educazione dell'affettività, di conoscenza, ascolto e preghiera della Parola di Dio; di spiritualità e di preghiera.
Eugenia è una giovane italiana, in partenza per il Brasile, per iniziare il periodo di noviziato con le Missionarie. È laureata in medicina, ricca di sogni per il futuro. La domanda sale spontanea: “chi te lo fa fare di avventurarti, così dietro a Gesù?” «Ciò che mi ha attratto - risponde con un sorriso schietto che arriva fino agli occhi - quando ho conosciuto le Missionarie di Cristo Risorto, è stata la gioia, che nasce da una relazione, da persone innamorate di Gesù. Era la risposta che cercavo, alla mia sete di autenticità e di dono missionario. Misteriosamente, le quattro hermanas, provenienti da Paesi lontani, sono diventate per me “casa”. E ora, eccomi qui... in cammino sui passi di Gesù: un inaspettato cammino d'amore per me».
Il tempo è scaduto. Lascio a Cristina la battuta conclusiva: «Il segreto della nostra gioia? L'incontro personale con Gesù vivo, risorto. Nel suo amore e nella sua amicizia, Egli ci dona anche il desiderio che tutti vivano quest'esperienza di salvezza e ci invia a camminare accanto alla gente, partendo dalla loro realtà, ascoltando le loro domande, accogliendo le loro delusioni, condividendo con loro il pane e la Parola, come Egli ha fatto camminando verso Emmaus».
Un seme, nato in un Paese latino-americano, che è ora a Roma e in tanti altri luoghi del mondo. Un Istituto che cerca di comprendere, fondare, vivere sempre meglio lo Spirito del Risorto. Tra la gente, sulla strada, nell'incontro.

Per maggiori informazioni, potete scrivere a mcr.roma@libero.it