I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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STATI UNITI. Studente del Bosco Tech invia doni ai bambini di tutto il mondo

Una lettera di ringraziamento ricevuta da un bambino in Nepal ha ispirato Grayson Wade, allievo del II anno del “Don Bosco Technical Institute” (Bosco Tech) di Rosemead, a dedicarsi con grande impegno all'iniziativa “Operation Christmas Child” (Operazione Natale Bambino).
Ogni autunno, da 6 anni ormai, Grayson si fa portatore dell'opzione salesiana di aiutare i meno fortunati attraverso la raccolta di piccoli giocattoli, articoli per l'igiene personale e dolciumi che invia poi, debitamente avvolti e collocati in scatole da scarpe, ai bambini dei paesi in via di sviluppo.
«Da quando mi è stata presentata questa forma di carità, nel 2010, sono passato da 2 scatole inviate nel 2010, alle 445 dell'anno scorso. Il numero totale di pacchi regalo inviati fino a Natale 2014 era di 1005, a bambini di paesi come Nepal, Mongolia, Bangladesh, Indonesia, Sud Africa, Madagascar, Filippine e Cina».
Quest'anno Grayson ha coinvolto nell'iniziativa i suoi compagni di classe e gli insegnanti e conta di inviare 600 scatole regalo, sempre in collaborazione con il programma “Operation Christmas Child” messo in atto dalla “Samaritan's Purse” (la Borsetta del Samaritano), un'organizzazione che dal 1970 offre aiuto spirituale e materiale alle persone bisognose e ferite di tutto il mondo.
«Mi ha motivato il pensiero di quei bambini felici di ricevere un pacco regalo - ha spiegato il ragazzo -. Mi piace pensare che così si diffonda la speranza. È un buon modo per parlare della nostra fede ed incoraggiare le persone a credere in Dio». In rete sono disponibili ulteriori informazioni su “Operation Christmas Child” e su come sostenere Grayson nel suo servizio.

GUATEMALA. “Petén aspettava proprio don Bosco”

Don Giampiero de Nardi, missionario salesiano in Guatemala, fa il punto della situazione sulle attività in corso presso l'opera di San Benito Petén: “il nostro piccolo oratorio estivo è in piena attività: corsi di computer, danza, musica e canto, spagnolo, inglese, matematica, artigianato... tanti giochi e soprattutto il clima di famiglia di una casa salesiana”.
Nell'oratorio si incrociano le storie di tanti bambini e ragazzi e costantemente, tra le difficoltà, si ricevono anche segni di speranza. Racconta don de Nardi: “C'è una ragazza orfana che viene da una casa famiglia, il papà è molto violento. Non si è mai voluta integrare negli anni passati nell'oratorio. Non si è mai voluta fare neanche una foto. Già l'anno scorso la situazione era molto migliorata... Quest'anno sta partecipando a tutte le attività. Oggi le ho scattato una foto e poi gliel'ho fatta vedere... dicendo: 'guarda come sei venuta bene nella foto'. Le si sono illuminati gli occhi e mi ha abbracciato (non l'aveva mai fatto... non lo fa con nessuno, non le è stato insegnato il valore di un abbraccio). La magia del clima di famiglia, di quel clima di amorevolezza che voleva don Bosco e che fa miracoli...”.
Assieme all'oratorio estivo procedono anche le altre attività usualmente portate avanti presso l'opera: la scolarizzazione dei ragazzi sostenuti attraverso le borse di studio, la catechesi sacramentale, le attività caritative e di solidarietà verso i più poveri.
“Petén aspettava proprio don Bosco” conclude don de Nardi.

SRI LANKA. I Salesiani in aiuto ai giovani nel difficile mercato del lavoro

Un Centro di Formazione Professionale (CFP) gestito dai Salesiani sta aiutando molti giovani svantaggiati a trovare un'occupazione nel difficile mercato del lavoro dello Sri Lanka. Esso offre a ragazzi che hanno abbandonato la scuola una vantaggiosa opportunità per affrontare il grave problema della disoccupazione nel paese.
“Mi trovo in una buona posizione per aiutare economicamente la mia famiglia e ho la speranza di avere un futuro migliore” racconta il 19enne W. Tirone Lakmal, che smise di studiare a causa dei problemi economici familiari e che poi ha intrapreso un corso da saldatore al CFP “Don Bosco” di Nochchiyagama. Lakmal è solo uno tra i 160 ragazzi e ragazze che quest'anno ha completato un corso di formazione presso il centro salesiano; ed è grato per la formazione professionale ricevuta, altrimenti oggi sarebbe un altro tra i tanti giovani disoccupati senza speranza nella ricerca del lavoro.
Decenni di guerra civile nel paese hanno lasciato molti giovani vulnerabili e, anche se la guerra è finita, la disoccupazione è ancora un grosso problema.
“Il centro dà ai giovani le competenze necessarie per competere nel mercato del lavoro, con corsi alberghieri, formazione tecnica e informatica” spiega don Reginald Fernando, Direttore dell'opera. In particolare il centro, a prescindere dalle credenze religiose degli allievi, si occupa di quanti hanno abbandonato la scuola.
I Salesiani sono presenti nello Sri Lanka dal 1956; nel 1963 hanno creato il primo istituto tecnico e da allora hanno istituito altri 17 centri in tutto il paese.

INDIA. Tutti all'opera per soccorrere gli alluvionati

“Le operazioni di soccorso sono iniziate appena ci siamo resi conto della gravità della devastazione, la mattina del 3 dicembre...” così inizia il resoconto di don Raphael Jayapalan, Ispettore di Chennai, sulle attività del “Don Bosco Flood Relief” (DBFR), l'équipe salesiana di soccorso allestita per aiutare la popolazione colpita dalle alluvioni avvenute nei primissimi giorni di dicembre.
Tutti i centri per la Pastorale giovanile dell'Ispettoria sono divenuti centri-soccorso e praticamente tutte le opere salesiane sono state convertite in centri di accoglienza per gli alluvionati; altri istituti e organizzazioni salesiani si sono dedicati a preparare i kit di cibo e generi di prima necessità.
Contando anche sulla collaborazione di circa 140 giovani del Movimento Giovanile Salesiano, coordinati da don Mani Lazar, SDB, e su quella di diverse religiose, attive presso il centro ispettoriale dei Salesiani e in vari campi medici, il DBFR sta portando aiuti in alcune delle aree più colpite dalle inondazioni e per questo più abbandonate: 60 villaggi attorno a Cuddalore, 8 a Chingelpet, 12 a Thiruvallur, 7 a Kancheepuram, 26 baraccopoli di Chennai.
Nell'arco di tre giorni questa vasta compagine di persone ha distribuito circa 124mila kit di primo soccorso, ciascuno contenente cibo precotto e candele.