I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Regalare per scoprire

Il Vides, Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo, è un'associazione di volontariato giovanile, voluta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, nata il 30 novembre del 1987, per la promozione della donna, dei giovani e dei bambini in condizioni di svantaggio e povertà.

L'opportunità di imparare molto
“... e suor Leonor con tutta la sua dolcezza mi ha accolto a braccia aperte, prima a Bologna poi nella Casa generalizia di Roma, mi ha ascoltato, mi ha consigliato, mi ha dedicato il suo tempo prezioso, mi ha guidato nel mio cammino per diventare educatrice di pace”. Così scrive Federica, una giovane che l'estate scorsa, ascoltando i racconti di alcuni amici che hanno vissuto un'esperienza missionaria, ha maturato il desiderio di iniziare il corso di volontariato internazionale. Suor Leonor Salazar, responsabile del Vides, lascia ancora a lei la parola: “Il Vides, Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo, è un'associazione di volontariato giovanile, voluta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, nata il 30 novembre del 1987, per la promozione della donna, dei giovani e dei bambini in condizioni di svantaggio e povertà. Ogni anno organizza per i nuovi volontari un percorso formativo specifico, con lo scopo di fornire gli strumenti e le conoscenze necessarie per realizzare positivamente l'esperienza di missione internazionale. Questo percorso prevede tre incontri nell'arco di circa 6 mesi, intervallati dalla formazione a distanza (FAD) che consiste nell'invio, via e-mail, di 17 schede monotematiche. Le schede sono mirate a preparare il volontario all'esperienza di missione all'estero, puntando sulla conoscenza di sé, del volontariato Vides, delle tematiche legate allo sviluppo sostenibile, diritti umani, educazione, dello stile salesiano, del contesto socio-politico-culturale della realtà in cui si opera. La parte più difficile è stata forse quella sulla conoscenza di sé, perché quelle domande mi hanno obbligato a leggermi dentro, cosa che non faccio molto spesso. Ma non smetterò mai di ringraziare il Vides, perché mi ha dato l'opportunità di imparare molto. Mi sono posta molte domande, sono entrata in contatto con realtà e argomenti che ignoravo totalmente, ed è stato bello soffermarsi a ragionare, a riflettere e a rispondere. Purtroppo i miei impegni lavorativi non mi permettono quest'anno di partire in missione. In attesa di partire, ho deciso di sostenere un bambino a distanza. Sento più che mai il bisogno di donare, di aiutare, di fare di più, anche qui da casa. E grazie a loro tutto questo è possibile!”

Protagonisti di solidarietà
L'associazione permette d'arrivare ai cuori dei giovani e di condividere con loro il carisma educativo, è una strategia che rende i giovani protagonisti di solidarietà e di generosità, cittadini responsabili che si ispirano ai valori evangelici ed agiscono nella società in forma critica e propositiva. Affermano alcuni giovani volontari: “noi cercheremo di fondare il nostro lavoro di educatori sulla fiducia nelle risorse di ogni persona e sulla ricerca del punto accessibile del bene di ogni bambino, perché il volontario educatore cerca scintille di positivo negli altri!”. Abbiamo chiesto a Chiara, una giovane universitaria, di raccontarci la sua esperienza: “La decisione di partire l'ho presa quasi d'istinto: avevo concluso da poco il corso di formazione e mi era stato consigliato come meta il Messico. Così una settimana dopo avevo il biglietto e all'inizio di settembre sono arrivata alla casa Maria de Nazareth di Tuxtla. Qui vivono 25 ragazze dai 12 ai 17 anni, ognuna delle ragazze ha una storia di violenza, di abusi o addirittura di prostituzione alle spalle, ma la cosa che mi ha fatto tanto riflettere è la loro voglia di riscatto: il percorso psicologico è molto duro, rivivere traumi così profondi è per tutte molto doloroso, ma il loro desiderio di diventare donne forti e indipendenti, con un lavoro, una casa, una famiglia, è così deciso da farle andare avanti con coraggio e determinazione. Non nego che per me ci siano stati giorni difficili, sono pur sempre ragazze adolescenti, con i loro capricci e le loro convinzioni, ma alla fine del mio viaggio quello che porto nel cuore sono i loro sorrisi, le loro risate, i canti con loro, le volte in cui ci mettevamo in giardino a ballare, i consigli con i ragazzi, l'affetto che mi hanno regalato anche se sono stata con loro solo per due mesi. Alla fine del mio viaggio ho capito che non è sempre necessario sporcarsi le mani per fare qualcosa, certe volte basta un sorriso, una carezza, regalare un po' del mio tempo, per scoprire quanto gli altri, nella loro povertà materiale, hanno da regalare a me”.