I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

LUCA TREGLIA

Radio Don Bosco
La radio più ascoltata e amata del Madagascar

“Plus je l'écoute et plus je l'aime” (più l'ascolto e più mi piace) è lo slogan che è stato scelto e che ha accompagnato Radio Don Bosco durante questi suoi primi 20 anni.

È il 27 giugno 1996, il giorno dopo la festa nazionale della Repubblica del Madagascar. È una giornata fredda ad Ivato (località a 15 chilometri dalla capitale del Madagascar), perché è incominciato da poco l'inverno tropicale con il suo freddo pungente sull'esteso altopiano centrale del Madagascar. Alle ore 12.00, l'arcivescovo di Antananarivo, monsignor Armand, schiaccia un pulsante nella regia di controllo e subito, come per magia, il ricevitore radio che sembrava muto, incomincia ad animarsi e dagli altoparlanti si può ascoltare distintamente la sigla della Radio Don Bosco. È una giornata storica per la Congregazione Salesiana, per i Salesiani del Madagascar, per la Chiesa Locale, per tutta la gente: Radio Don Bosco Madagascar comincia ufficialmente le sue trasmissioni che sono diffuse ad Antananarivo, capitale del Madagascar. È l'inizio di un lungo cammino appassionante, avvolgente, bello, ma a volte anche doloroso, che fa della Radio Don Bosco una delle radio più ascoltate e amate del Madagascar. “Plus je l'écoute et plus je l'aime” (più l'ascolto e più la amo) è lo slogan che è stato scelto e che ha accompagnato la Radio Don Bosco durante i suoi primi 20 anni: il 27 giugno scorso infatti si sono celebrati i 20 anni di attività.

Il sogno di don Bosco continua
I salesiani, provenienti da ben cinque ispettorie italiane (Ispettoria Veneta, Romana, Meridionale, Sicilia e Sardegna) sono arrivati in Madagascar nel 1981, sotto la spinta del progetto Africa. E si sono distribuiti sull'intero territorio del Madagascar, dal nord al sud, mettendo le loro forze e competenze all'interno della pastorale delle singole chiese locali, portando il carisma di don Bosco attraverso le scuole, i centri professionali, gli oratori, le parrocchie e le numerose chiese sparse nelle aree remote. È l'inizio di un lungo cammino che porterà i missionari inviati a rendere visibile alla massa dei giovani malgasci il sogno di don Bosco che aveva visto il Madagascar cento anni prima nel famoso sogno missionario, quello della linea tracciata da Santiago fino a Pechino: “Ti abbiamo aspettato tanto. Finalmente sei tra di noi e non ti lasceremo andare...”. E questo sogno continua ancora oggi con fecondità: sono ormai cento i salesiani che lavorano nelle varie missioni... e la maggior parte di essi è ora malgascia.
Una delle priorità su cui i primi salesiani erano d'accordo fin dall'inizio, era l'impegno nel campo della Comunicazione Sociale: per essere efficaci nell'annuncio del Vangelo e nell'educazione, era necessario far uso dei mezzi di comunicazione che all'epoca facevano capolino in Madagascar, come la stampa (libri, riviste, fumetti per i ragazzi) e perché no, la radio. Don Luigi Zuppini, il primo Ispettore della nascente ispettoria del Madagascar, incoraggiò un giovane missionario, don Luca Treglia, ad occuparsi in maniera particolare di questo aspetto. E così nacque il progetto Media Don Bosco Madagascar, che nel suo sviluppo prevedeva una casa editrice per fornire i testi per la catechesi, l'animazione dei giovani e la scuola; un centro audiovisivo per la produzione di supporti audio e video; e infine la radio, considerata come uno degli strumenti privilegiati di evangelizzazione e di educazione.
Creare la radio fu un'impresa difficile, non soltanto dal punto di vista burocratico, ma anche tecnico. La legge di allora non era contraria alla creazione di radio private... ma il lungo iter burocratico spesso scoraggiava chi voleva aprire una qualsiasi emittente. Oltre alla Radio Nazionale, nella capitale erano presenti altre quattro-cinque emittenti, per lo più di ispirazione politica. (Da notare, che al giorno d'oggi, solo nella capitale Antananarivo sono più di quaranta le radio private che trasmettono). Giornate intere spese nei bui corridoi del Ministero della Comunicazione; inchieste a non finire; pile di documentazione di ogni tipo; risposte che non arrivavano mai... ma alla fine la testardaggine di don Luca la spuntò sulla burocrazia estenuante: il Ministero diede il suo parere favorevole per la creazione della Radio Don Bosco. Il primo ostacolo era superato. Ma se ne presentava uno nuovo. Per fare una radio occorreva avere delle persone capaci di gestire le varie attività: giornalisti, animatori, tecnici, marketing, ... Dove trovare queste persone? In Madagascar, all'epoca, non esisteva nessuna scuola di giornalismo (solo qualche sporadico corso all'Università di Antananarivo). Quindi occorreva rimboccarsi le maniche e formare il proprio personale. Si è incominciato così un lungo periodo di formazione durato quasi un anno e mezzo, sotto la guida di un altro salesiano, don Rosario Salerno. A queste formazioni hanno preso parte una sessantina di giovani; e da questo gruppo si è scelta poi la prima “squadra” della Radio Don Bosco.

La forza di una voce
La novità di Radio Don Bosco fu subito apprezzata dalla maggior parte degli ascoltatori della capitale. Una radio agile, giovane, con contenuti educativi adatti alle varie fasce ma anche con tanti programmi di divertimento, che la distingueva nettamente dalle altre radio le quali erano più impegnate sul campo politico. Una radio cattolica che ha saputo, fin dall'inizio, preparare dei momenti di riflessione e di preghiera ben accolti anche dai non credenti o da altre confessioni religiose, come i protestanti. Una radio attenta alle reali condizioni culturali, sociali ed economiche della gente che, per mezzo dei suoi programmi, cercava di dare il suo contributo allo sviluppo del Paese, considerato tra i più poveri al mondo: programmi sull'insegnamento scolastico, sull'educazione affettiva dei giovani, sulla condizione sociale della donna, sulla salute, sullo sviluppo agricolo, sull'economia familiare e tanti giornali radio giornalieri che presentavano la realtà della vita politica-sociale-economica del Paese.
Radio Don Bosco diventò subito parte integrante della vita delle persone attraverso la sua “forza di opinione pubblica”: presentare le difficoltà quotidiane della gente e non aver paura di denunciarle. E questo le creò non pochi problemi, soprattutto da parte delle autorità competenti e perfino del governo. Uno dei suoi programmi mattinali più ascoltati e amati dalla gente, il programma Karajia (la voce degli ascoltatori), venne pesantemente sanzionato dal Ministero della Comunicazione e resta tutt'oggi sospeso. Ma questa decisione attirò ancora di più le simpatie della gente verso Radio Don Bosco, e per molti mesi dopo la sospensione del programma, quasi giornalmente alcuni giornali pubblicarono articoli e caricature a sostegno del programma sospeso. Ma fu durante la crisi politica del 2008 che Radio Don Bosco ha conosciuto momenti di grave difficoltà. Già qualche tempo prima della crisi, nel 2006, c'erano pesanti attriti tra il Presidente della Repubblica, Marc Ravalomanana, e la Conferenza Episcopale del Madagascar, la quale denunciava la corruzione presente nel governo della Nazione. E siccome Radio Don Bosco veniva considerata dagli ascoltatori come la “voce ufficiale della Chiesa Malgascia” questo fatto attirò ancora di più l'attenzione del governo sulla radio. E quando la crisi politica si manifestò, Radio Don Bosco, proprio per la sua connotazione “cattolica”, venne accusata a più riprese dai partigiani del Presidente Ravalomanana di sostenere l'azione del colpo di stato. Per ben tre volte dei gruppi estremisti organizzarono dei cortei verso la sede della radio con l'intenzione di bruciarla... ma senza riuscire nel loro intento: il nome di don Bosco era più potente della loro protesta.

Progetto network
Uno dei principali successi della Radio Don Bosco fu il suo coinvolgimento nel progetto voluto dalla Conferenza Episcopale del Madagascar, di creare una rete di radio in tutte le diocesi del Madagascar, per assicurare la “voce cattolica” sull'intero territorio nazionale. Chi si fece carico di questo progetto fu un altro giovane salesiano, originario dell'Ispettoria Meridionale, don Cosimo Alvati che, coadiuvato da don Rosario Salerno, si preoccupò della formazione delle future “équipes” delle singole radio diocesane. Durante tre anni, centinaia di giovani sono stati formati nella sede centrale della Radio Don Bosco ad Ivato, per essere capaci a loro volta di gestire le differenti attività nascenti nelle radio. Alla fine del periodo di formazione, nel 2007, una ventina di radio diocesane incominciarono a loro volta a trasmettere nelle differenti regioni del Madagascar, attingendo una parte dei loro programmi, soprattutto programmi educativi e di informazione, dalla Radio Don Bosco attraverso un collegamento satellitare permanente che si era creato. E questo ha permesso alla Radio Don Bosco di estendere la sua voce al di fuori della capitale del Madagascar portando i suoi programmi fino nelle zone più remote. Al giorno d'oggi, questo progetto di network è considerato uno dei più importanti della congregazione salesiana, ma anche del Continente Africano. Secondo i sondaggi, Radio Don Bosco è ascoltata giornalmente nella capitale da 400.000-700.000 persone. Mentre, soprattutto per certi programmi, come i giornali radio e i programmi educativi trasmessi a livello nazionale, Radio Don Bosco è ascoltata da più di 6.000.000 (sei milioni!) di persone. E non solo: i numerosi malgasci residenti all'estero possono ascoltarla anche su internet. Cifre impressionanti che riflettono l'amore di questa radio da parte della gente: “Plus je l'écoute et plus je l'aime”.