I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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MALAWI. I miei successi grazie a don Bosco

Edna Chimpeni, un giovane del Malawi, afferma con orgoglio che sta ottenendo molto nella sua carriera professionale. “Ogni cosa che faccio, ogni premio che ottengo... non è solo per me, va anche per don Bosco” dichiara questo giovane impiegato presso la Banca Mondiale in Malawi ed exallievo dell'Istituto Tecnico Giovanile Don Bosco di Lilongwe, dove ha frequentato i corsi di Tecnologia e Informatica. “Ovunque vada e qualsiasi risultato ottenga - ribadisce - tutto questo accade solo grazie a quest'istituto”.
In effetti, pur molto giovane, Edna ha già conseguito diversi risultati di prestigio. Alla base di tutto questo Edna individua l'educazione ricevuta presso l'istituto salesiano di Lilongwe, non solo dal punto di vista accademico, ma anche spirituale, fisico e mentale. “All'istituto Don Bosco non s'insegnano solo delle materie, ma ci si concentra sull'intero benessere fisico e spirituale dell'allievo”.
“Questi giovani di successo sono i veri premi viventi di cui siamo veramente orgogliosi”, affermano i Salesiani della Visitatoria Zambia-Zimbabwe-Namibia-Malawi (ZMB).

INDIA. Una seconda casa per i migranti

La Comunità Cristiana del Meghalaya a Bangalore (BCCM, in inglese) è un innovativo programma di Pastorale che i Salesiani realizzano da 10 anni in favore dei migranti interni che dallo Stato di Meghalaya hanno raggiunto la città di Bangalore. Il 2 ottobre, per le celebrazioni dell'anniversario, circa 230 ragazzi e ragazze provenienti dallo stato del Meghalaya, appartenenti principalmente alle tre tribù Khasi, Jaintia e Garos, hanno riempito il campus “Don Bosco Skill Mission” di Bangalore.
L'arcivescovo di Bangalore, monsignor Bernard Moras, ha presieduto una solenne Eucaristia e poi si è congratulato con don T.C. George e gli altri Salesiani per la loro opera pastorale.
Guidata dal motto “Lontani dalle nostre colline, ma sempre tra le braccia di Dio”, la BCCM lavora per riunire i cristiani immigrati dal Meghalaya per celebrare la loro identità culturale e cristiana, aiutare i giovani a tenere viva la fede attraverso la Parola e i Sacramenti, e affrontare insieme le sfide dei giovani immigrati a Bangalore.
“Quando arrivai a Bangalore 5 anni fa mi sentivo molto solo, perché non avevo amici qui. Nella BCCM ho incontrato fratelli, sorelle e molti amici. La BCCM è la mia seconda casa” ha affermato l'attuale Presidente Amedwent Kyndait.

MESSICO. Haitiani a Tijuana

Makena Morego ha 14 anni e non smette di ridere. Parla, gesticola e poi torna a ridere. È arrivata 10 giorni fa a Tijuana da Haiti, perché il suo paese natale “ha molti problemi”. Makena è in attesa del suo turno per entrare negli Stati Uniti. In attesa di quel momento, dice che la stanno trattando molto bene “grazie a Dio” e non smette di ballare e ridere.
Ogni giorno, centinaia di migranti haitiani arrivano a Tijuana per cercare di entrare negli Stati Uniti. E da quando è iniziata questa situazione i Salesiani offrono la migliore assistenza possibile a tutte queste persone. Don Felipe Plascencia, Direttore del centro salesiano, spiega che la situazione appare confusionaria: “il Senato degli Stati Uniti aveva annunciato che avrebbe dato un trattamento preferenziale agli haitiani per dare loro la residenza. Ogni giorno, però, circa 400 persone raggiungono il confine con il Messico, mentre le autorità statunitensi lasciano entrare solo 90 persone. Così, circa 4.500 migranti haitiani sono ora bloccati”. “Abbiamo dato accoglienza e aiutato tutti quelli che potevamo” racconta ancora don Plascencia, pur riconoscendo che la situazione non è ottimale.

EL SALVADOR. L'università Don Bosco per le ragazze

L'Università Don Bosco (UDB) è una delle più prestigiose istituzioni di educazione superiore nel paese, in particolare nel settore tecnico e tecnologico. La Facoltà di Tecnologia è frequentata in gran maggioranza da ragazzi e per questo l'Università ha realizzato l'iniziativa “Science Girl Camp” (Campo Scientifico per Ragazze). Studentesse che, terminata la scuola, sono convinte di poter far bene i loro studi nelle materie tecnico-scientifiche e che vi si appassionano, mentre prima calcoli e numeri non erano affatto attraenti per loro: il cambiamento in molte ragazze non è stato fortuito, ma è emerso proprio dopo la partecipazione al “Science Girl Camp”, un programma che la UDB ha creato nel 2013 e che negli ultimi due anni ha goduto del sostegno dell'Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).
“Lo scopo di questo innovativo progetto è avvicinare le ragazze di San Martin, Soyapango, Ciudad Delgado e Apopa e realizzare campi di studio perché si appassionino alle aree della Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica”, ha detto José Humberto Flores, Rettore della UDB.
“Si tratta davvero di un'esperienza molto bella. All'inizio tutto sembrava così difficile, ma quando man mano poi progredisci ti rendi conto che, sì, ce la puoi fare. Nessuno può dirmi che non posso fare alcunché, perché sì, posso farlo”, dice Jennifer, che vuole studiare Ingegneria Meccanica.