I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

EDITORIALE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

Sogno una Famiglia Salesiana
con cuore missionario

La 147a Spedizione Missionaria proclama che il Signore continua ad amare l'Umanità che ha creato e voluto e che noi, Famiglia Salesiana, ci sentiamo carichi della Tenerezza di Dio in un modo speciale.

Ancora una volta, Valdocco ha vissuto la radiosa e commovente giornata della partenza dei nuovi missionari. L'undici novembre 1875, don Bosco inviava i suoi primi missionari in Patagonia (Argentina).
Questa volta diciotto giovani salesiani e diciassette Figlie di Maria Ausiliatrice lasciano patria e affetti e sciamano verso i più svariati punti del globo. A loro si aggiungono sette giovani (sei ragazze e un ragazzo) che presteranno servizio civile e missionario per un anno.
Naturalmente le religiose e i religiosi invece hanno fatto la scelta del “per sempre”. Il loro è il dono della vita, per rimanere con i poveri, con le persone che si sentono abbandonate, con gli altri confratelli e consorelle salesiani in tempi difficili, come membri della Chiesa, perché Dio rimane accanto ai suoi figli sofferenti.
Questo gesto parla. Proclama che il Signore continua ad amare l'Umanità che ha creato e voluto e che noi, Famiglia Salesiana, ci sentiamo carichi della Tenerezza di Dio in un modo speciale.
Proprio questo carico d'amore chiede di “traboccare” intorno a noi e ci chiede una risposta di esigente fedeltà.
Per questo ho detto ai nostri missionari che il mio sogno di una Famiglia Salesiana missionaria ha quattro “petali”.

1. Essere missionari di umanità
Non siamo missionari nel mondo per fare qualche conquista. Lo siamo per condividere la vita con la gente che ci accoglie; lo siamo per servire, qualsiasi siano le circostanze e le situazioni. Noi diamo da mangiare agli affamati e da bere agli assetati perché è bene farlo, quali che siano le conseguenze.
Come ho detto nella Basilica di Torino: «Siete inviati a servire l'uomo e la donna che troverete nei vostri cammini, nella loro diversità, nelle loro ricchezze culturali e ancestrali, nei loro sogni, angosce e speranze.
Voi dovete portare la vostra propria ricchezza di umanità, quella che avete ricevuto dalle vostre famiglie e culture e quella profonda che voi alimentate ogni giorno nel vostro rapporto fiducioso con il Signore Gesù».

2. Essere missionari di misericordia e di fraternità
«Perché missionari di umanità, vi invito a essere anche missionari di misericordia e di fraternità.
Oggi il mondo soffre dappertutto. Voi troverete guerre, divisioni, povertà estrema, rifugiati, affamati, ammalati, abbandonati. Incontrerete anche discorsi di razzismo e xenofobia, ma voi portate un messaggio di pace e di sviluppo, di perdono e di fraternità. E non solo come un discorso o una predica, ma nella vostra propria vita, nel vostro vissuto quotidiano, nella vostra testimonianza. Non può esistere “neutralità” salesiana davanti alle sofferenze del nostro popolo, di fronte alle situazioni di sofferenza e mancanze di ogni tipo. Il mondo ha tanto bisogno oggi di fraternità e fratellanza!»

3. Essere missionari per gli ultimi
Essere missionario salesiano oggi significa avere occhi e cuore per gli ultimi e i piccoli. L'ho raccomandato ai partenti: «Vi raccomando con tutto il cuore: abbiate gli occhi ben aperti per vederli e per vederli in faccia, abbiate il cuore e le braccia aperte per riceverli, abbiate il coraggio di donare tutta la vostra vita a loro. Come don Bosco, voi potete essere vicini a tutti, ma il vostro cuore dovrà essere sempre con gli ultimi e la vostra vita sempre per gli ultimi.
Vi invito ad aprire il vostro cuore a tante persone che vivono in situazione di precarietà e sofferenza, per essere vicini a quelli che non hanno voce, per far valere la giustizia che meritano, per curare le ferite della vita con la fraternità e la solidarietà, e per star lontani da quella indifferenza che, oltre a non aiutare, umilia.
E con gli ultimi, non dimenticate mai che li aiutiamo nelle loro necessità di ogni tipo, ma che abbiamo imparato da don Bosco a non tralasciare mai l'annuncio della Buona Novella di Gesù che ci parla del Dio Buono e Misericordioso che è nostro Padre».

4. Essere missionari perché discepoli
Mai possiamo dimenticare che la radice e la forza del nostro essere missionari vengono dall'essere discepoli. Noi siamo essenzialmente discepoli missionari, membri di una comunità credente che prende sul serio il comandamento di Gesù di insegnare nel suo nome e di fare che tutte le nazioni possano conoscere il Dio Misericordioso e Fedele che ama ogni suo figlio e ogni sua figlia sulla terra.
Noi siamo anche eredi di una tradizione più che centenaria della nostra Famiglia Salesiana.
Siate coraggiosi annunciatori della smisurata misericordia e gratuità da parte di Dio soprattutto manifestata tra i più poveri e bisognosi.
Maria, Maestra e Ausilio, Madre della Misericordia, vi accompagni ogni giorno ed in ogni passo. Imparate da Lei ad essere attenti alle necessità del popolo povero, dei ragazzi e delle ragazze e dei giovani più poveri che, sono sicuro, portate nel vostro cuore.