I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

SILVIO CARLIN

Châtillon

Nato come orfanotrofio, il “Don Bosco” di Châtillon da settant'anni educa e forma umanamente e cristianamente i giovani valdostani, con una esemplare collaborazione con le famiglie e il territorio.

L'Istituto “Don Bosco” di Châtillon vanta quasi 70 anni di storia in Valle d'Aosta. L'attività dell'opera ha inizio nel dopoguerra allo scopo di accogliere ragazzi bisognosi di sostegno morale, spirituale, sociale ed economico. I salesiani vengono chiamati in Valle nel 1947 dalla Società “Saifta,” che gestisce lo stabilimento “Soie” di Châtillon. È la stessa direzione dello stabilimento a mettere a disposizione alcuni locali per accogliere dapprima orfani e figli dei loro dipendenti ed in seguito, tutti quei ragazzi che hanno bisogno di imparare un mestiere e di ricevere un aiuto materiale e spirituale.
Alla fine di agosto del 1948, 33 ragazzi costituiscono il primo nucleo di allievi. Inizia un regolare corso di Avviamento Professionale di tipo Industriale nelle due specializzazioni per Meccanici-aggiustatori e Falegnami-ebanisti.
Con l'introduzione della scuola dell'obbligo, l'Avviamento Professionale viene sostituito dalla Scuola Media, e la Scuola Tecnica dall'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato, nelle due specializzazioni di Congegnatori meccanici e di Ebanisti-mobilieri.
Iniziatore dell'opera e primo direttore dell'Istituto è don Giovanni Gobber, un salesiano che, per la sua lunga permanenza in Valle (53 anni), si è profondamente inculturato nella tradizione valdostana ed ha profuso tutte le sue energie per il successo dell'Opera e per la buona formazione degli allievi.
La “Châtillon-Montefibre”, terminata l'attività, non può più sostenere economicamente l'Orfanotrofio e ne mette in vendita la struttura. La Regione Valle d'Aosta, nel maggio 1980, considerando fondamentale la presenza educativa dei Salesiani in Valle, acquista tutta la struttura scolastica e ne affida la gestione, in Comodato gratuito, ai Salesiani. Successivamente, con graduali interventi, l'Amministrazione Regionale provvede a moltiplicare gli ambienti, creando aule, studi, cortile per la Scuola secondaria di primo grado separata dal Professionale e trasformando tutti gli spazi esistenti in strutture indispensabili ad una scuola in pieno sviluppo.
Nel 1985 avviene lo sdoppiamento delle sezioni nella Scuola media ed iniziano dei Corsi di post-qualifica. Sullo spazio occupato dalle vasche che servivano per la lavorazione della Soie viene creato un cortile da gioco per i ragazzi che negli anni seguenti (1992/3) è coperto da una solida struttura atta a permettere ai ragazzi di usufruire di tale spazio per la ricreazione, gli intervalli e l'attività motoria anche nel periodo invernale e nelle condizioni atmosferiche meno favorevoli.
Nel 1996 vengono ristrutturate la cucina e la cappella; nell'ambito della Scuola media vengono inserite anche le ragazze in una scuola che, fino a quel momento è stata pensata unicamente per maschi.
Nel luglio del 2001, per interagire con l'Agenzia del lavoro e il Fondo sociale europeo, nasce l'Associazione CNOS/FAP Regione Valle d'Aosta - Don Bosco. Ha come scopo la formazione e l'aggiornamento professionale, la promozione umana, civica e cristiana dei giovani avviati al mondo del lavoro o bisognosi di conseguire competenze o qualifiche nell'ambito dell'esercizio della propria professione.
La Riforma scolastica del 2010 segna l'inizio del percorso quinquennale di Scuola Secondaria di Secondo Grado come Istituto Professionale del settore industria e artigianato, nell'ambito della falegnameria e della meccanica industriale.
Oggi possiamo contemplare ed usufruire di un complesso scolastico e convittuale rispettabile sotto tutti gli aspetti.
Una magnifica collaborazione
Il bacino di utenza dell'Istituto Salesiano non si limita al territorio comunale, ma si estende a tutta la Valle d'Aosta. Il convitto garantisce a coloro che sono troppo distanti per viaggiare quotidianamente la possibilità di frequentare la scuola.
La motivazione fondamentale per cui gli alunni si iscrivono presso il nostro Istituto è quella di crescere in un ambiente sano e pulito come “buoni cristiani ed onesti cittadini” per gli alunni della Scuola secondaria di secondo grado l'obiettivo è anche quello di imparare un mestiere.
La situazione di partenza è molto variegata: alcuni alunni hanno situazioni e contesti familiari difficili alle spalle e cercano qui un sostegno per crescere come persone autonome e responsabili, per costruirsi un futuro; altri vivono situazioni serene e desiderano prepararsi in modo eccellente al proprio futuro.
Il principale scopo è l'attenzione per gli alunni più bisognosi, più in difficoltà, più a rischio, quelli la cui famiglia bisogna assistere e in qualche caso sostituire o addirittura quelli per i quali rimanere più a lungo possibile in un ambiente “sano” significa essere tolti dalla strada.
Tutto questo in collaborazione con i servizi sociali, con le scuole di provenienza, con le famiglie e con il territorio. L'Istituto don Bosco ha instaurato rapporti sempre più stretti con le Istituzioni e le aziende; la partecipazione a tutte le iniziative promosse sul territorio è considerata una priorità.
I rami di un albero saldo
• L'Associazione di Salesiani Cooperatori. È uno dei gruppi della Famiglia Salesiana fondati da don Bosco; vi prendono parte uomini e donne che si sentono chiamati a vivere da autentici cristiani lo spirito salesiano nell'ambiente in cui operano, facendo propria la missione di don Bosco. Il nostro è un gruppo piccolo ma ben affiatato e lavora prevalentemente nella nostra scuola.
• L'Associazione degli exallievi ed exallieve di don Bosco. Anche gli Exallievi fanno parte della Famiglia Salesiana in virtù dell'educazione che hanno ricevuto frequentando una scuola salesiana. La nostra associazione locale è ben organizzata. Il rapporto tra l'opera e gli exallievi è monitorato dalla presidenza con incontri zonali lungo l'anno e quello regionale nella sede dell'Istituto. A Pasqua e a Natale una lettera via mail raggiunge tutti coloro che si sentono più vicini e desiderano essere coinvolti. Il legame con l'Opera è sentito con profonda riconoscenza.
• La ripresa del Servizio Civile Nazionale (SCN) con i Salesiani, organizzato dalla PG dell'Ispettoria, vede coinvolti in questo servizio ogni anno tre exallievi.
• La Parrocchia di Chamois (altit. 1815). Dal 1981 affidata pastoralmente alla persona di don Benito Strizzolo in qualità di parroco, costituisce un felice legame affettivo con la comunità di Châtillon. Da un anno il testimone è passato a don Bartolo Pirra sdb.
Le Attività formative
• Il Buon giorno e la Buona sera, ora di animazione, celebrazioni sacramentali (mensilmente viene proposta la celebrazione dell'Eucaristia e la possibilità del sacramento della Riconciliazione).
• Giornate di riflessione, Ritiri.
• L'ora di religione è un'attività proposta a tutti i ragazzi (di ogni fede e in qualunque rapporto con Dio) in cui ci si confronta in modo critico con il pensiero della grande tradizione culturale e religiosa cristiana.
Il Convitto
L'Istituto offre la possibilità ai ragazzi dell'Istituto Professionale, che abitano più distanti o che hanno difficoltà di studio a casa, di risiedere durante la settimana in convitto. È un'opportunità per i ragazzi più impegnati di sfruttare bene i tempi di studio e di usufruire di più tempo per il riposo, ma anche di fare una particolare e formativa esperienza di vita. La possibilità di vivere fuori casa, la richiesta di disponibilità nella collaborazione per il buon andamento del convitto, l'aiuto offerto ai compagni e la responsabilizzazione nelle varie attività permettono ai giovani di realizzarsi maggiormente nel desiderio di essere protagonisti e di imparare ad assumersi con coscienza le proprie responsabilità maturando come persone libere.
Il convitto offre accoglienza dal lunedì mattina al venerdì a pranzo.
Ha a disposizione per i momenti di studio, di aggregazione, di formazione e di refezione alcuni ambienti della scuola, mentre per la notte sono a disposizione camerette a due, e camerate grandi dove i ragazzi sono sempre assistiti da educatori.

TRE DOMANDE AL DIRETTORE DON SILVIO CARLIN
Qual è la cosa che ti dà più soddisfazione?
La gioia e la soddisfazione sono il risultato della concomitanza di tanti fattori. È difficile che ci sia una sola realtà che produca uno stato di benessere psicologico, affettivo, interiore da determinare un senso di soddisfazione. Comunque guardando all'Opera don Bosco di Châtillon mi esprimerei in questo modo: è la stima e l'apprezzamento che la Scuola gode agli occhi delle autorità civili e religiose, delle famiglie, dei servizi sociali, di quanti hanno modo di accostarsi alla nostra realtà e di condividerne qualche aspetto. La ricaduta delle buone prassi, dell'attenzione agli ultimi, della cura delle relazioni producono questo risultato di cui siamo ampiamente soddisfatti.

Come sono i giovani valdostani?
I giovani della Valle d'Aosta hanno dei pregi e dei difetti come tutti i giovani di questo mondo. Quelli che conosco io e frequentano la nostra scuola sono molto legati alla loro Valle, affezionati al paese, alla casa, alle tradizioni locali, amanti della musica e del canto. Per la maggior parte la casa paterna è ancora un valore da conservare nel tempo. Sono molto disponibili al lavoro, al pratico, generosi nel prestarsi quando si tratta di spendere le loro energie a favore di un'opera di bene. Religiosamente sono fragili, piuttosto indifferenti alla proposta evangelica specie se non sono sostenuti dalla testimonianza della famiglia. Talvolta faticano ad osservare norme disciplinari e proposte educative, ma con il passare del tempo ne riconoscono il valore e l'importanza manifestando riconoscenza ed affetto.

Qual è il tuo sogno per l'opera salesiana di Châtillon?
Sogno che la nostra opera possa continuare a svolgere il suo servizio di complementarietà alle altre Istituzioni a favore dei giovani valdostani, offrendo loro un cammino formativo che li porti ad essere, secondo il sistema educativo di don Bosco, “buoni cristiani ed onesti cittadini”. Mi auguro che l'Amministrazione Regionale possa continuare a sostenerci economicamente in modo da rendere possibile il servizio che offriamo ai ragazzi meno fortunati e meno abbienti della nostra Regione. Il mio sogno è di mettere in atto tutti i mezzi possibili perché i giovani valdostani possano guardare al futuro con più serenità e fiducia in sé e nelle istituzioni e diventare protagonisti alla luce degli insegnamenti che la Scuola sta cercando di trasmettere loro.