I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

JESUS JURADO

Incontro con José Pastor Ramírez

José Pastor Ramírez è nato nella Repubblica Domenicana. Conobbe i salesiani a Jarabacoa, sua città natale. Frequentò l'oratorio dai sette ai quattordici anni. Entrò in Noviziato e, dopo la formazione filosofica e teologica, si perfezionò in teologia spirituale, psicologia clinica, terapia familiare sistemica e analisi transazionale. In questi ultimi dieci anni è stato Delegato mondiale degli Exallievi di don Bosco con sede nella Casa generalizia di Roma.

Don José, com'è arrivato a questo incarico?
Alla conclusione del mio servizio come Ispettore, nel 2008, il Rettor Maggiore Emerito, don Pascual Chávez, mi ha nominato Coordinatore della Famiglia Salesiana e Delegato Mondiale per gli Exallievi di don Bosco. Il mio compito è terminato il 15 giugno di quest'anno.
Chi sono gli “Exallievi di don Bosco”?
Gli Exallievi sono il frutto della missione salesiana, la ricchezza offerta dai figli di don Bosco all'umanità, come forza che fermenta il mondo.
Nascono dal cuore di don Bosco anche loro?
Sappiamo quanto don Bosco amasse i suoi allievi. Terminato il loro percorso educativo li seguiva, li invitava, li accoglieva, li orientava ancora, li ammoniva se fosse il caso, si preoccupava del loro bene soprattutto spirituale. «Colla vostra presenza mi assicurate che stan saldi nel vostro cuore quei principi di nostra santa religione che io vi ho insegnati e che questi sono la guida della vostra vita...». In altra occasione, parlando agli Exallievi, disse: «Una cosa più di ogni altra vi raccomando, o miei cari figlioli, ed è questa: dovunque vi troviate, mostratevi sempre buoni cristiani e uomini probi... Molti di voi hanno già famiglia. Ebbene, quell'educazione che voi avete ricevuta nell'oratorio da don Bosco, partecipatela ai vostri cari».
Qual è la realtà mondiale degli Exallievi?
La realtà degli Exallievi nel mondo è diversificata come sono diverse le nazioni, le ispettorie e le regioni dove l'Associazione è presente. Non c'è omogeneità.
Quali sono le sfide attuali?
Tra le sfide principali c'è la necessità che hanno gli Exallievi di crescere nella loro identità, realizzandola come laici responsabili nella Chiesa e nella società favorire e difendere i valori umani e cristiani con l'impegno sociale, politico ed economico; rafforzare le unioni locali; realizzare progetti educativi e di solidarietà ringiovanire l'associazione promuovendo la registrazione di nuove generazioni di alunni. Gli Exallievi iscritti attualmente sono circa 100.000, associati attraverso una cinquantina di federazioni.
Qual è il compito del Delegato mondiale degli Exallievi?
Come dice lo Statuto, il Delegato è il rappresentante del Rettor Maggiore della Congregazione e l'animatore spirituale della Confederazione Mondiale, in particolare della Presidenza Confederale e della Giunta Esecutiva Confederale. Attua questa animazione con interventi epistolari, contatti personali e visite in cui studia le diverse situazioni locali di vita e di lavoro. Ha naturalmente una particolare attenzione a quelli giovani. Tutto ciò lo fa insieme ai Consiglieri Regionali nelle loro Regioni e ad altri laici qualificati. Si impegna a elaborare le tematiche formative dell'Assemblea mondiale che si riunisce ogni sei anni e della Giunta esecutiva che si incontra quattro volte all'anno. È presente alle celebrazioni speciali delle Ispettorie.
È responsabile anche delle quattro “scuole per leader” d'Europa, Asia ed America.
Qual è stato il suo piano formativo?
Un buon piano formativo deve essere unitario e ben strutturato. Per questo ho elaborato, in quasi otto anni di servizio per gli Exallievi, un itinerario educativo costituito da 31 temi, suddivisi in dieci moduli.
In quali aree ha concentrato gli sforzi formativi?
Ho focalizzato l'attenzione sul binomio identità e missione, perché sono due dimensioni che si sostengono e arricchiscono l'un l'altra e quindi devono vivere in proficua complementarità. Perciò essere fedele alla propria identità e alla propria missione è sempre più urgente nel mondo di oggi, segnato da tanta confusione e relativismo. Gli Exallievi che hanno una chiara identità e missione nella Chiesa e nella società, vivono pienamente l'invito di don Bosco ad essere “onesti cittadini e buoni cristiani”.

“Gli Exallievi sono il frutto più bello della missione salesiana e una forza che fa fermentare il mondo”

Come dovrebbe essere un Exallievo di don Bosco nella vita di tutti i giorni?
L'allievo che lascia la casa salesiana deve sentirsi dotato di un'arma poderosa: l'educazione ricevuta. Questa è la sua password per il presente e per il futuro. Con la convinzione che il suo impegno e la sua responsabilità, a fronte di tutte le difficoltà, cambieranno il mondo, a partire da se stesso e dalla sua famiglia. Proprio in virtù dell'educazione ricevuta, l'Exallievo di don Bosco deve assumere il valore della solidarietà come stile di vita. Cioè, deve essere un costruttore della “carità sociale” o “carità politica” perché solo la carità cambierà il mondo.
Quali sono le sfide dei prossimi anni?
Secondo me sono: una vera conoscenza del nuovo Statuto della Confederazione mondiale; la conseguente assimilazione e organizzazione di un piano strategico a livello globale e locale; il potenziamento e la propagazione delle Scuole per leader; l'incremento delle unioni locali e delle federazioni nazionali; una comunicazione effettiva del centro con le federazioni e delle federazioni tra loro.