I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

GMG 2016
Noi c'eravamo

I giovani hanno dato la loro risposta alle inquietanti problematiche dell'oggi vivendo una fraternità a prescindere da ogni colore della pelle e del cuore, generando una festa di colori, di razze, di lingue, di storie, comunicando con il linguaggio universale dell'amore.

Kit universale
Provenienti dai più disparati luoghi geografici, con una torcia, una radiolina da cui ascoltare le traduzioni dalle diverse lingue, un tappetino, il libricino delle preghiere e l'immancabile bandiera della propria nazione, indossano una maglietta bianca con scritto “ise”, una sillaba che da sola non ha significato ma, unita alle sillabe stampate sulle altre magliette, forma la parola “misericordia”. Ciò che sanno è che vale la pena percorrere il viaggio ed avere il coraggio di mettersi in cammino. Lo zaino del pellegrino contiene essenzialmente sorriso e fraternità: bastano per stare 20 ore in viaggio tra pullman e treno, per vivere una settimana spartana, per fare lunghe camminate, per dormire una notte all'addiaccio e, soprattutto, per attendere sotto il sole un uomo. È questo il kit comune agli innumerevoli giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, dal 26 al 31 luglio. Papa Francesco ha definito l'evento “un segno profetico per la Polonia, per l'Europa e per il mondo”, e davvero è stato così: i ragazzi hanno dato la loro risposta alle inquietanti problematiche dell'oggi vivendo una fraternità a prescindere da ogni colore della pelle e del cuore, generando una festa di colori, di razze, di lingue, di storie, comunicando con il linguaggio universale dell'amore. La fraternità è stata la declinazione della tematica della GMG: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”.
Sotto un'unica bandiera
Oltre un milione e mezzo di ragazzi hanno dormito all'addiaccio nella spianata del Campus Misericordiae per partecipare sia alla veglia sia alla celebrazione eucaristica, per testimoniare la propria fede, diventando la forza travolgente di chi prega in silenzio ed invoca fraternità, a tal punto da vegliare anche in preghiera per tutta la notte. È questo il fotogramma della giornata conclusiva della GMG polacca. Provenienti da circa 187 Paesi, i giovani hanno salutato papa Francesco sventolando le bandiere, forse già scambiate con quella di qualche altra nazione, un gesto che il Papa ha tradotto in parole: “Bandiere di nazioni in conflitto sventolano vicine e questo è bello perché i giovani sanno costruire ponti di fraternità!”. I ragazzi hanno dimostrato di credere nella forza umile che possiede chi è misericordioso, nella possibilità di una umanità che bandisce ogni discriminazione, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti. È stata una profonda testimonianza di credenti quella che i giovani hanno dato, analoga alla capacità di fare festa lungo il cammino e durante la Giornata Mondiale del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), la quale si è svolta all'Expo di Cracovia.
La giornata mondiale salesiana è continuata nel pomeriggio con la festa dell'MGS; circa 6000 i giovani che in un tripudio di colori, suoni, canti, bandiere, uniti nel nome di don Bosco e di Madre Mazzarello, hanno raccontato la bellezza del carisma della Famiglia Salesiana nei diversi contesti geografici, nazionali e sociali. In seguito: l'adorazione, un breve spettacolo sulla vita di santa Faustina e su come compiere le opere di misericordia nella vita quotidiana; un'“Ave Maria” recitata in varie lingue ha concluso la serata.
Direzione obbligatoria
“Solo silenzio, rispetto e preghiera per chi è stato privato di voce, speranza e futuro”. Così scrive Martina sui social network dopo essere stata ad Auschwitz-Birkenau. Il campo di sterminio è stata una direzione obbligatoria per i giovani della GMG; senza il silenzio di Auschwitz, l'esultanza di Cracovia rischierebbe d'essere fraintesa. Ad Auschwitz gli interrogativi sul dolore restano tali, ogni riposta confezionata sarebbe superficiale; si attraversa solo il Calvario, chiedendo, come ha detto papa Francesco, “la grazia di versare lacrime”. Visitare il campo di concentramento è stato per i giovani la silenziosa scelta della misericordia alla sfida dell'odierna “guerra a pezzi”, ad ogni forma di violenza. Dentro una pagina storica così dolorosa, i giovani hanno maggiormente rafforzato il messaggio delle giornate vissute, come afferma Carmine: «Si ritorna alla quotidianità. Un grazie ed un pensiero ad ognuno per la ricchezza di ogni passo fatto insieme in questo lungo pellegrinaggio. Si ritorna pellegrini nella propria vita. Si ritorna come “seminatori di speranza” consapevoli di essere la “gioventù delle scarpe” e non del divano!». Forse, la GMG è già oggi la realizzazione della beatitudine della misericordia.
Anche lei c'era
La narrazione di quanto vissuto a Cracovia richiede un ricordo per Susanna Rufi, colpita dalla meningite durante il viaggio di ritorno. “Questa GMG è così piena di vita che è arrivata pure la morte”, afferma Ilaria, “erano tutti preoccupati per un atto di terrorismo e invece la morte è arrivata da sola, in treno”. Susanna c'era in Polonia, sapeva che ne valeva la pena; la pensiamo nell'eterno Giubileo del cielo.