I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA MIA STORIA SALESIANA

CHIHIRO MORITO
Traduzione di Marisa Patarino

Il mio sogno

Voglio essere come don Cimatti in Africa

Questa è la storia molto speciale di una vocazione cristiana, salesiana e missionaria giapponese. Lo studente del secondo anno di postnoviziato Chihiro Morito, SDB, nato in Giappone, ma la cui vita salesiana è cominciata in Africa (prenoviziato e noviziato in Kenya, postnoviziato in Tanzania) racconta il cammino che ha compiuto.

Quando avevo 18 anni mi trovavo in un liceo buddista in Giappone e un giorno, dopo essere tornato da scuola, mi ero concesso un pisolino. In sogno mi comparve di fronte uno strano uomo che mi invitò con un gesto ad avvicinarmi a lui. Era così luminoso che non riuscivo a guardarlo. Ero molto spaventato e non riuscivo a muovermi, mentre l'uomo continuava a invitarmi a dirigermi verso di lui. Quando mi svegliai, non riuscivo a frenare le lacrime.
A 23 anni decisi finalmente di chiedere il battesimo, dopo aver seguito un percorso di formazione con la guida del sacerdote salesiano don Achile Loro Piana, un missionario italiano che viveva in Giappone da oltre 50 anni. L'anno successivo ricevetti il sacramento della Confermazione a Tokyo, nella parrocchia di Meguro.
A 24 anni sognai due giovani che piangevano e compresi che le loro lacrime erano di gioia. I due giovani mi si avvicinarono e mi condussero in un posto molto lontano, del quale non avevo la minima idea. Alcuni anni dopo, cominciai a lavorare per i senzatetto di Tokyo e per le persone affette da disturbi mentali come operatore sociale psichiatrico. Un giorno seppi che una persona senza fissa dimora era stata ricoverata in ospedale perché era ammalata di cancro e mi stavo recando a farle visita in ospedale. Volevo però comprare qualche regalo e dunque passai in un negozio a Tokyo. Mentre mi trovavo al terzo piano del negozio, improvvisamente sentii una voce che non avevo mai udito prima, completamente diversa dalla voce interiore che avvertivo ogni giorno mentre pregavo. La voce disse: «Va in Africa e diventa sacerdote. Allora saprai che cosa devi fare là». Da quel momento cominciai a pensare ad andare in Africa per diventare sacerdote».

Un viaggio in Africa
Non avevo alcun mezzo per andare in Africa. Dopo un anno incontrai però di nuovo don Loro Piana per la prima volta dopo sette anni. Gli parlai della chiamata che avevo avvertito. Alcuni mesi dopo conobbi don Ferrington, che all'epoca era delegato del Sudan, nel corso della sua visita in Giappone, e gli parlai della mia vocazione. Prima di partire dal Giappone, dovetti lasciare il mio lavoro e convincere i miei genitori. Mia madre, che è cristiana, accettò piangendo la mia scelta, ma persuadere mio padre, che è ateo, richiese molto tempo.
Nel 2011 decisi infine di lasciarmi tutto alle spalle per seguire la chiamata del Signore, anche se si trattò della decisione più difficile della mia vita. Andai a Wau, nel Sudan del Sud, per lavorare come volontario tra i ragazzi di strada. Ho emesso la prima professione nel 2014 a Nairobi e adesso studio filosofia e scienze della formazione a Moshi, in Tanzania.
Nell'estate del 2015, tornai in Giappone per la prima volta come Salesiano professo dopo aver frequentato il primo anno di postnoviziato.
Fui invitato molte volte a pranzo o a cena da parenti e amici. In Africa avevo perso sette chili, ma ne ho riacquistati sei solo nel corso delle quattro settimane di visita ai miei familiari in Giappone! Naturalmente ho avuto il grande privilegio di incontrare l'ispettore salesiano don Mario, alcuni altri Salesiani, il Nunzio Apostolico in Giappone, molti catechisti e ho ricevuto testimonianze delle sofferenze spirituali che la gente vive in Giappone.
Nel corso della mia vacanza ho scoperto che non sono chiamato da Dio a rimanere in cima a una montagna, ma a stare con i giovani, soprattutto con quelli che non sono amati e accolti nella nostra società, a essere la povertà di Cristo, l'umiltà di Cristo e l'obbedienza di Cristo. Ho capito che devo vivere un atteggiamento interiore improntato a una semplicità più profonda per comprendere ciò che Dio ci ha donato.
Dopo aver prestato la mia opera tra la gente della Delegazione del Sudan (AFE) di cui faccio parte da 10-20 anni, sogno di andare in missione in un Paese in cui non c'è nessun Salesiano, come la Somalia, e, se questa è la chiamata di Dio, vorrei essere un martire come il vescovo monsignor Luigi Versiglia e don Callisto Caravario, per essere buona terra per i cristiani e i non cristiani là.
Per affrontare il tema dell'ateismo e del secolarismo, penso che non dovremmo cominciare con la dimostrazione dell'esistenza di Dio, ma con la solidarietà con gli esseri umani, con la disponibilità a soffrire e a vivere insieme con i piccoli. Ora però il mio sogno è diventare un umile Salesiano come don Cimatti.