I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

JOËLLE DROUIN
Traduzione di Marisa Patarino

«In Tunisia abbiamo molto da condividere»

Dopo aver trascorso molti anni in Tunisia, le Figlie di Maria Ausiliatrice constatano quanto la loro presenza qui sia costruttiva. Questo Paese ha aperto loro le porte di un mondo diverso per la cultura e la fede che lo caratterizzano e per il modo specifico di sentire e di vivere. Tutto ciò ha trasformato la missione delle Suore e costituisce una grande opportunità.

Don Michel Prignot, che vive da molto tempo in Tunisia, ha detto: «Ogni giorno siamo testimoni di un'evoluzione dello spirito e del cuore. Vediamo che la gente acquisisce una dimensione nuova, che elabora i valori della libertà, del senso critico e della personalità. Abbiamo molto da imparare mentre nello stesso tempo condividiamo».
Questa è la realtà che vivono le Figlie di Maria Ausiliatrice in due opere diverse: una scuola elementare frequentata da 630 allievi a Menzel Bourguiba, nel cuore della Tunisia profonda, in un ambiente rurale in cui l'Islam tende a radicalizzarsi, e un centro nella prima periferia di Tunisi, a La Marsa. Si tratta di un convitto al servizio di 18 giovani studenti cristiani provenienti dall'Africa sub-sahariana.

Una scuola molto frequentata e amata dalla gente
A Menzel, tutto il personale e gli insegnanti sono tunisini. Solo la direttrice e l'economa sono religiose che, insieme alle altre consorelle della loro comunità, assicurano una presenza educativa salesiana nella scuola. A Menzel ci sono 5 o 6 scuole private e questa situazione potrebbe determinare una forte concorrenza, ma la scuola delle suore è sempre molto frequentata. Il sistema preventivo è molto apprezzato, in particolare perché pone l'accento sul dialogo e rifiuta l'uso della violenza, e anche per il confronto con gli insegnanti, la vicinanza alle famiglie e l'accoglienza dei bambini.
In occasione del bicentenario della nascita di don Bosco, le suore hanno invitato don Jean-Marie Petitclerc per un momento di formazione alla pedagogia salesiana. Cento insegnanti si sono riuniti per due giorni a Menzel e poi alla scuola dei sacerdoti salesiani a Manouba. Don Petitclerc ha proposto loro di avviare un dialogo con domande e risposte. Gli insegnanti hanno espresso difficoltà e timori che sperimentano nell'ambito dell'educazione. Sono stati entusiasti delle risposte che hanno ricevuto. Hanno molto apprezzato la pedagogia salesiana. Hanno anche appreso che ci sono scuole di don Bosco in tutto il mondo. Infine, se le suore non hanno potuto festeggiare don Bosco con il gruppo di educatori con una Messa, come si fa nei Paesi cristiani, è stato comunque un grande momento spirituale. Prima di andare via un'insegnante ha detto: «Non dimenticherò mai questo incontro. È stato un giorno di pace e di gioia!».

Una comunità cosmopolita
Le suore vengono da diverse nazioni: la responsabile della comunità è spagnola, la direttrice e l'economa della scuola sono indiane, una terza suora è arrivata quest'anno dal Libano in aiuto alle sue consorelle. Imparano il dialetto arabo per parlare con gli allievi e con la gente. L'insegnamento è invece impartito in arabo letterario. Si comincia a parlare il francese come prima lingua a 5 anni. Le suore non parlano agli allievi della loro fede, ma sono portatrici dei valori in cui credono. Lo testimoniano con la fraternità e il servizio. E anche se per alcuni tunisini il centro di Menzel è “la scuola degli stranieri”, molti genitori, la gran maggioranza, apprezzano molto le suore. C'è un grande rispetto reciproco. Spesso i genitori si affidano alla preghiera delle suore e dicono anche: «Pregheremo per voi».
Alla fine dell'anno scolastico, le suore organizzano insieme agli insegnanti visite culturali o ricreative per gli allievi e li accompagnano.
Una delle suore aveva un sogno: avviare a Menzel un gruppo scout. Aveva scoperto che a Tunisi c'erano alcuni scout musulmani e si era detta: «Perché non a Menzel?». Con l'aiuto di un tunisino e il consenso dei genitori, ha avviato l'opera. È stata un successo.
Molti exallievi continuano a frequentare la scuola per praticare sport la sera dopo le lezioni o vengono a trovare le suore.